
Non si spegne la diatriba ormai in atto tra Malnatese e Comune di Malnate per quel che riguarda il bando di gestione degli impianti sportivi cittadini, in particolare quello di via Gasparotto che da anni ospita le attività della società bianconera.
Così dopo il grido di aiuto del Presidente Mario Bernasconi e la risposta dell’amministrazione comunale che ha fatto chiarezza sulle modalità di ideazione e sviluppo del bando, quest’oggi, mercoledì 13 maggio, a scendere in campo è il Direttore Sportivo della Malnatese, Mario Genovese, che ci ha inviato in redazione questo testo che vi riproponiamo in maniera integrale.
Sale la tensione a Malnate attorno alla gestione degli impianti sportivi comunali dedicati al calcio. Dopo la pubblicazione della manifestazione di interesse da parte dell’amministrazione comunale, arriva un intervento netto e senza giri di parole da parte di Mario Genovese, ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle nel 2016, già consigliere comunale e oggi direttore sportivo della Malnatese Calcio 1936.
Genovese punta il dito contro una procedura che, a suo dire, rischia di penalizzare una realtà storica del territorio a vantaggio di logiche che avrebbero poco a che vedere con il bene della comunità sportiva locale.
“Faccio fatica a comprendere come si possa anche solo ipotizzare una valutazione basata principalmente sull’aspetto economico – dichiara – quando il Comune dovrebbe avere il dovere di tutelare e valorizzare chi da circa dieci anni svolge un ruolo sociale, educativo e sportivo fondamentale per la città”.
Nel mirino anche la partecipazione alla manifestazione di interesse di società considerate estranee al territorio. “Trovo assurdo – prosegue – che realtà senza alcun radicamento a Malnate possano essere messe sullo stesso piano della Malnatese Calcio, che rappresenta da decenni un punto di riferimento per intere generazioni di famiglie, ragazzi e volontari”.
Parole dure ma accompagnate da un richiamo preciso alla responsabilità politica e amministrativa: “Qui non si sta parlando semplicemente di assegnare un campo sportivo. Si sta decidendo se cancellare o meno una parte della storia di Malnate. E questo, francamente, sarebbe inaccettabile”.
Il direttore sportivo rivendica inoltre il lavoro che da anni la società svolge sul fronte educativo e sociale. “Personalmente sono ormai un paio di anni che mi impegno per promuovere un calcio sano, inclusivo e pulito. La Malnatese non è soltanto una squadra di calcio: è una comunità, una famiglia, un presidio sociale che accompagna bambini e ragazzi nella crescita”.
Infine, l’appello rivolto alla cittadinanza e all’amministrazione comunale: “Mi auguro che chi dovrà prendere questa decisione comprenda fino in fondo il peso delle proprie responsabilità. Perdere la Malnatese o relegarla ai margini significherebbe infliggere un colpo gravissimo al tessuto sportivo e sociale della nostra città”.
La partita, ora, si sposta nelle stanze del Comune. Ma il clima, attorno alla vicenda, è ormai diventato incandescente.
Ds Mario Genovese
Redazione


























