Il disastro biblico realizzatosi ieri sera, martedì 31 marzo, con l’Italia che per la terza volta consecutiva ha fallito l’accesso al prossimo Mondiale, è un qualcosa di talmente grande che non può non avere conseguenze a livello di sistema calcio italiano, da rivedere e rifondare nella sua interezza per cercare di rendere questo ennesimo, clamoroso e fragoroso passo falso un punto di ripartenza.
Ne abbiamo parlato con Stefano Sorrentino, ex Varese Calcio, ex portiere di Serie A, oggi commentatore de La Domenica Sportiva.

Sorrentino, partiamo dalla partita con la Bosnia, che commento ne dà?
“Undici contro undici eravamo andati in vantaggio noi. Anche con l’uomo in meno abbiamo avuto tre occasioni da gol: sarebbe bastato segnarne una per parlare di tutt’altro. Ora è facile andare a caccia del colpevole, ma è troppo semplice così. Bisogna ripartire dalle riforme e guardare a ciò che hanno fatto altre nazioni che si sono trovate nella nostra stessa condizione, come Germania e Spagna.”

Alla terza non qualificazione consecutiva ad un Mondiale è chiaro che il problema non lo si possa più ricercare negli allenatori ma bensì nel sistema…
“Assolutamente sì. Non abbiamo strutture adeguate per far giocare e crescere i ragazzi. In Lega Pro e nei dilettanti spesso si fanno giocare i giovani guardando solo all’anno di nascita e non alla qualità. In Serie A abbiamo circa il 33% di giocatori italiani: diventa difficile crescere livello di talento. Inoltre, in alcune realtà dilettantistiche spesso si arriva persino a pagare per far giocare i propri figli. Sono cose che tutti sanno ma che non hanno il coraggio di dire, il problema è che poi, a lungo termine, questi risvolti sfociano in problemi più grandi e sistemici e portano a quello che è successo ieri e nelle ultime due qualificazioni ai Mondiali”.

Cosa salvare di questa Nazionale?
“Si possono salvare lo spirito e il senso di appartenenza. In otto partite con Gattuso sono arrivate sei vittorie, un pareggio (quello di ieri fino ai rigori, ndr) e una sconfitta: un lavoro molto importante ma che non è bastato purtroppo. Ora è difficile ragionare a mente fredda: resta il fatto che non ci siamo qualificati al Mondiale.”

Cosa pensa del fatto che il Presidente Federale Gravina abbia scelto di non dimettersi dopo la partita e rimandare tutto al Consiglio Federale della prossima settimana?
“Il calcio rispecchia il Paese, purtroppo è così. Si fanno consigli e riunioni senza capire che servirebbe azzerare tutto e ripartire, altrimenti rischiamo di non qualificarci per quattro o cinque volte. Tra le prime 20 del ranking siamo gli unici a non esserci qualificati: questo dice tutto. Se ci fosse stata un po’ di dignità, qualcuno si sarebbe dimesso subito invece di rimandare a dopo Pasqua. Tanto, quelli che soffrono siamo noi. Se non ti dimetti ora, allora va bene tutto.”

Alessandro Burin

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