Dopo una domenica decisamente amara, il primo weekend di febbraio coincide con un turno decisamente più positivo per le quote varesotte impegnate in Serie D: Varesina e Varese danno risposte importanti, mentre la Castellanzese conferma dolorosamente la propria crisi andando a perdere tra le mura amiche per 1-2 contro la Nuova Sondrio. Il 2026 neroverde continua ad essere avaro di soddisfazioni e la classifica, peggiorata in un lampo, impone ora un netto cambio di passo per scongiurare il rischio playout.

Discorso opposto per la Varesina che, come per certi versi era lecito aspettarsi, alza la testa nella sfida casalinga al Villa Valle dimostrandosi essere una squadra più a suo agio contro le big: il 4-1 finale non porta le Fenici fuori dalla red-zone, ma riapre la porta playout e dà soprattutto enorme fiducia per il futuro. Morale e consapevolezza che sono di casa in quel di Varese, a maggior ragione dopo il brillante 3-0 al Club Milano; squadra alla portata, per carità, ma risultato tutt’altro che scontato soprattutto visto il momento che i biancorossi stavano vivendo.

1° posto – Varesina

In tre partite contro Folgore Caratese, ChievoVerona e Villa Valle (rispettivamente prima, seconda e attuale quarta del campionato) la Varesina ha raccolto 7 punti. Un dato che fa riflettere, a maggior ragione considerando i 20 punti globali che continuano a valere il quindicesimo posto, e che può essere analizzato da più punti di vista. Il più facile e immediato: la Varesina è una squadra d’alta classifica. Verità oggettiva smentita dal rendimento sottotono delle Fenici fin qui. L’altra analisi, forse più preoccupante, è che questa squadra riesce a tirar fuori l’orgoglio solo quando messa alle strette dinnanzi ad un avversario d’alta classifica. E, in tal senso, la conferma potrebbe arrivare domenica prossima con la trasferta di Brusaporto (i gialloblù hanno appena scavalcato proprio il Villa Valle al terzo posto). Troppe volte, infatti, la Varesina ha alzato il livello contro le big (non sempre arrivando al risultato sperato), per poi cadere fragorosamente contro le squadre di pari (o inferiore) valore.

Che la stagione rossoblù abbia preso una piega storta è un dato ormai conclamato, ma gli ingenti investimenti da parte della proprietà (oltre a rappresentare un’implicita ammissione di colpe per gli sbagli commessi) dimostrano la volontà di invertire il trend e credere giustamente ad una salvezza che anche oggi deve essere considerata come l’obiettivo minimo. Sta di fatto che la Varesina ha dato una risposta (importante) sul piano tattico e mentale, accompagnando l’azione offensiva in maniera consistente senza però perdere compattezza in fase di non possesso. I nuovi acquisti si sono subito integrati al meglio rivelandosi incisivi e la sinergia Costantino-Manicone là davanti ha dimostrato di poter pagare. Aggressività, disponibilità al sacrificio e collaborazione tra i reparti hanno ridotto i passaggi a vuoto che avevano caratterizzato le ultime uscite e la squadra ha dimostrato di voler costruire e consolidare quell’identità che fin qui era solo stata abbozzata. Sia chiaro, un successo del genere è un indizio che può e deve portare alla prova di una Varesina ritrovata, ma il successo sul Villa Valle non cancella i problemi delle precedenti settimane; starà proprio ai rossoblù dimostrare il contrario nelle prossime 12 giornate.

2° posto – Varese

Il pareggio di Cairo Montenotte aveva restituito l’immagine di un Varese sospeso, capace di muovere la classifica ma non l’orizzonte, prigioniero di una terra di mezzo che oggi racconta più delle ambizioni che delle possibilità. La vittoria netta contro il Club Milano non cancella quel quadro, ma ne ridisegna almeno i contorni, offrendo segnali concreti di reazione tecnica e mentale. I biancorossi hanno risposto con i fatti, soprattutto con quegli uomini chiamati ad alzare il livello e a prendersi responsabilità: Tentoni decisivo nel momento chiave, Bruzzone leader anche nel tabellino, Cogliati costantemente dentro la partita. Non a caso, Ciceri nel post gara ha tenuto i toni bassi, sottolineando come anche in una vittoria larga la squadra abbia concesso qualcosa di troppo, ribadendo la necessità di alzare ulteriormente l’attenzione. In questo senso, la miglior risposta è arrivata da Bugli, autore di interventi decisivi e finalmente protagonista di un clean sheet che mancava da troppo tempo. La prestazione contro il Club Milano ha mostrato un Varese più convinto, più continuo e anche più concreto rispetto alle ultime uscite, pur senza nascondere i limiti noti e non ancora risolti della squadra.

Il tema dei playoff resta centrale: non saranno forse un traguardo esaltante (la nomea che si accompagna alla post-season di Serie D è ben nota e corrisponde alla parola “inutilità”), ma rappresentano l’obiettivo minimo e, allo stesso tempo, l’unico realisticamente raggiungibile in un campionato che ha ormai allontanato i biancorossi dalla vetta. La sensazione è che società e staff abbiano scelto di non lasciarsi scivolare addosso la stagione, chiedendo al gruppo di non accontentarsi di un destino già scritto. Febbraio, però, non concede tregua. La trasferta di Biella apre un ciclo durissimo e carico di significati: all’andata fu la prima sconfitta e l’inizio della crisi, oggi può diventare l’occasione per cambiare narrativa, anche davanti a una tifoseria che sente particolarmente questo appuntamento. Più che una prova tecnica, sarà un esame di maturità. Perché il vero interrogativo, ora, non è più dove può arrivare il Varese, ma quale Varese deciderà di essere fino alla fine.

3° posto – Castellanzese

La sconfitta interna contro la Nuova Sondrio aggrava il momento della Castellanzese e conferma come le difficoltà emerse a Broni non fossero un episodio isolato. I neroverdi hanno creato, spinto e prodotto numeri importanti in fase offensiva, ma ancora una volta hanno pagato a caro prezzo la scarsa concretezza e alcune disattenzioni nei momenti chiave della gara. Il vantaggio firmato da Chessa su rigore è durato troppo poco, vanificato immediatamente dal pareggio di Vasil, mentre l’avvio di ripresa ha mostrato una squadra sorpresa dal ritorno degli avversari, capaci di colpire con Longo.

La reazione c’è stata, generosa e continua, ma confusa e poco lucida negli ultimi metri, con sedici conclusioni complessive e più di un episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match. Il problema, oggi, non è la prestazione in sé, ma la capacità di trasformare la pressione in punti, soprattutto negli scontri diretti. La classifica resta corta, ma il margine di sicurezza è rapidamente crollato (ad oggi sarebbe playout contro la Varesina) e impone una svolta immediata. In quest’ottica, la prossima sfida contro la Real Calepina assume un valore simbolico e pratico: una squadra che fino a poche settimane fa era invischiata nei playout e che, grazie a continuità e solidità, è riuscita a risalire fino alla zona salvezza. Un esempio concreto da seguire, perché il tempo per invertire la rotta c’è ancora, ma ora servono scelte chiare, equilibrio e soprattutto risultati.

Matteo Carraro

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