
L’estate volge al termine e per la Varese Olona Nuoto è già tempo di guardare avanti. Smaltita l’amarezza per la retrocessione dalla Serie B, la società bianco-rosso-blu ha rimesso in moto la macchina organizzativa in vista del prossimo campionato di Serie C. Se la certezza tecnica resta la guida salda di coach Daniele Osigliani, confermatissimo sulla panchina varesina, anche il nodo logistico ha trovato la necessaria serenità grazie al sostegno del Comune per gli spazi acqua. Un passaggio fondamentale in attesa del traguardo del 2027, quando la nuova vasca da 50 metri nell’area dell’ex Aermacchi restituirà alla pallanuoto cittadina una casa definitiva.
Nel frattempo, la VON continuerà a lavorare su un doppio binario ben collaudato: il settore giovanile farà base alla Robur et Fides a Varese, mentre la Prima Squadra e l’U18 lavoreranno stabilmente all’impianto Sport Club 12 di Ispra. “Rispetto a dodici mesi fa – esordisce coach Osigliani –, quando era tutto nuovo, strano e nessuno si era mai allenato fuori città, quest’anno ripartiamo con una diversa consapevolezza: il fatto che il Comune abbia poi rinnovato il sostegno economico per la gestione degli spazi acqua ci rende ancor più tranquilli. Conosco altre realtà che fanno molta fatica a relazionarsi con le rispettive amministrazioni, mentre il Comune di Varese ci ha messo nelle condizioni giuste per lavorare anche senza la nostra piscina. Abbiamo la fortuna di appoggiarci a questi impianti, che ovviamente ringraziamo ancora una volta, e li sfrutteremo al meglio: sappiamo cosa ci aspetta, conosciamo pregi e difetti della vasca e non partiamo da zero”.
La tabella di marcia verso il campionato è già tracciata: “Ufficialmente partiremo il 15 settembre, anche se la settimana prima ci troveremo per fare due parole e rompere il ghiaccio ed effettuare una prima nuotata. Si vocifera che la Serie C possa iniziare prima del solito, ma solitamente il via è a gennaio, quindi tempo ce n’è. Bisognerà partire con gradualità: i ragazzi sono fermi da due mesi, non avrebbe alcun senso partire a bomba avendo tre mesi pieni davanti per curare la preparazione”
Sul fronte dell’organico, la continuità resta la pietra angolare del progetto: confermato in blocco lo zoccolo duro guidato da capitan Michele Drammis. La vera ciliegina sulla torta è rappresentata dal ritorno di Matteo Birigozzi, attaccante classe ’98 reduce da stagioni formative di alto livello tra A2 e B con le calottine di Como e Bergamo. “L’ossatura è rimasta quella dell’anno scorso – conferma Osigliani –. L’innesto di peso è Birigozzi, un ragazzo cresciuto qui, tra i superstiti della prima storica promozione del Varese in Serie B. Ha maturato esperienze importanti e da lui mi aspetto tantissimo sul piano della gestione della palla in acqua, della leadership e dell’etica del lavoro. Avendo vissuto contesti di categoria superiore, dovrà trasmettere questa mentalità ai più giovani”.
Proprio la valorizzazione della cantera rappresenta il cuore pulsante della nuova annata. Per alzare la competizione interna e portare entusiasmo, Osigliani ha promosso in pianta stabile due elementi del vivaio: Stefano Zaro (esterno classe 2007) e Pietro Di Salvo (centroboa del 2008). Insieme a loro, si affacceranno con continuità in prima squadra anche i giovanissimi Martino Nicora (2010), Andrea Vanoni (2009) e Thomas Begni (2009), oltre al portiere della Juniores Riccardo Del Re, pronto ad alternarsi con Brisca e Giaquinta. A tal proposito, il tecnico aggiunge: “A parte Birigozzi, che è comunque un varesino a tutti gli effetti, la nostra volontà è puntare dritti sui talenti fatti in casa. Già l’anno scorso siamo stati forse la squadra che ha fatto esordire più giovani in assoluto, dal 2010 al 2011. Zaro e Di Salvo saranno in prima squadra fissi: Pietro è di Varese da sempre, Stefano è al terzo anno con noi dopo l’esperienza a Busto e ha dimostrato in Under18 di avere numeri importanti. Poi aggregheremo Nicora, Vanoni, Begni e il portiere Del Re. Ho voluto allargare il gruppo per mettere un po’ di pepe ai più grandi: nessuno deve sentirsi sicuro del posto. I giovani stanno sgomitando per farsi spazio dopo un anno di crescita esponenziale nella Juniores, e chi ha più esperienza dovrà alzare l’asticella per non farsi scavalcare. Dopo una retrocessione il rischio era avere una squadra un po’ soporifera; serviva rinnovare per dare brio ed energia”.
Il rinnovamento ha inevitabilmente portato anche a due separazioni dolorose ma consensuali: salutano la truppa Nicolò Fioravazzi (colonna della scalata dalla Serie D e ora pronto a iniziare il percorso da tecnico delle giovanili a Bissone) e Manuel Sciocco (che dopo tre stagioni da protagonista tra C e B si trasferisce oltreconfine per motivi di vita e lavoro). Osigliani non nasconde il peso specifico di due addii del genere: “Sono due partenze pesanti per motivi affettivi e di spogliatoio. Fioravazzi era con noi sin dalla Serie D, un atleta impeccabile e un bravissimo ragazzo: andrà ad allenare le giovanili a Bissone e sono felice per lui, chissà che un domani non possa tornare alla VON da allenatore. Sciocco in tre anni ha dato un contributo enorme, togliendosi grandi soddisfazioni anche in Serie B: per impegni lavorativi e personali giocherà anche lui a Bissone. Li ringrazio di cuore: abbiamo concordato insieme la separazione per lasciare spazio ai nostri giovani emergenti”.
Ora la testa va al verdetto della vasca, con la consapevolezza che il campionato di Serie C (in attesa di conoscere la confermazione dei gironi) nasconde insidie psicologiche da non sottovalutare. Osigliani ne è ben consapevole e, difatti, chiude: “Dobbiamo resettare completamente la testa. Ai ragazzi ripeto sempre: non eravamo dei fenomeni quando siamo saliti in B, non siamo scarsi oggi dopo la retrocessione. Il divario dello scorso anno non era tanto dal punto di vista tecnico, quanto a livello di malizia, cattiveria agonistica ed esperienza. Negli anni ho visto formazioni retrocesse dalla B sparire nelle retrovie della C perché convinte di essere superiori: guai a pensare di essere arrivati. Contro di noi tutti raddoppieranno le energie per battere chi scende dalla categoria superiore. Serviranno umiltà feroce, cinismo e la fame di lottare su ogni pallone per ricostruire il nostro cammino“.
Matteo Carraro

























