
La domenica dei verdetti ha sancito il responso definitivo: l’Ardita Cittadella è ufficialmente campione. Al termine dei novanta minuti, l’1-1 ottenuto sul campo del Veniano, unito ai pareggi anche di Itala e Luisago Grandate, ha dato il via alla festa per i comaschi. Non è stata una passeggiata, ma una vera e propria cavalcata di resilienza: tra infortuni pesanti e momenti di massima tensione, il gruppo ha saputo soffrire centrando la vittoria del Girone A di Prima Categoria. Un traguardo che li porterà al grande salto in Promozione.
Mister Andrea Lupi, il condottiero dell’impresa, prima di analizzare il successo, esordisce con premessa: “Vorrei ringraziare pubblicamente il Tradate e il Cantello: hanno giocato l’ultima partita con un’onestà e una sportività esemplari, dando tutto in campo e rendendo onore al calcio dilettantistico. È questo il calcio che ci piace vedere”.
Quanto pesa questo traguardo e quanto è gratificante vedere il lavoro di un anno trasformarsi in questo successo?
“È stata un’annata veramente dura, per questo la soddisfazione è incredibile. Abbiamo avuto a che fare con moltissimi infortuni: i miei due attaccanti titolari, Gandola e Ferrario, hanno giocato insieme solo per cinque spezzoni di partita in tutto l’anno. Oltre a loro ho perso anche i ricambi, Pasqualini per diversi strappi e Diallo per pubalgia, per cui ogni domenica era una lotta per capire chi schierare. Fortunatamente ho avuto a disposizione un ragazzo della Juniores del 2006, Santomauro, che ha segnato 5 gol pesantissimi. Vincere in un contesto così difficile, dà una soddisfazione ancora maggiore a questo titolo”.

Il primo pensiero al momento del fischio finale?
“In realtà c’è stata tanta apprensione. Quando la nostra partita è finita, mancavano ancora cinque minuti alla fine del match del Luisago e ben dieci per quello dell’Itala. È stato un quarto d’ora di attesa totale: i ragazzi aspettavano notizie e noi eravamo chiusi negli spogliatoi con il fiato sospeso. Poi, finalmente, è arrivata la notizia tanto attesa ed è scoppiata la gioia. Una festa bellissima che è andata avanti anche per altre sere (ride ndr)”.
C’è stata una partita o un momento preciso nello spogliatoio in cui ha guardato i ragazzi e ha capito che quest’anno avreste potuto vincere?
“Direi la partita contro il Laveno, quando eravamo in un periodo negativo e fisicamente non stavamo bene. A cinque minuti dalla fine perdevamo 2-0 fuori casa, ma alla fine siamo riusciti a strappare il 2-2. In quel momento ho pensato che quel punto sarebbe stato determinante, e così è stato: abbiamo vinto il campionato proprio per una lunghezza sulle altre. Da quel pareggio in rimonta abbiamo fatto otto vittorie e un pari, un filotto che si è rivelato decisivo per la conquista del titolo”.

Qual è stata la vera forza di questo gruppo nei momenti di difficoltà?
“La forza è stata proprio l’unione del gruppo. Molti ragazzi giocano insieme da anni, con i quali avevamo già vinto la categoria. Sono stati tutti bravissimi: chiunque sia entrato è stato trascinato dal gruppo, mai emarginato. Anche i giovani della Juniores sono stati integrati perfettamente. Siamo andati spesso sotto nel punteggio quest’anno, ma la voglia di aiutarsi a vicenda ci ha sempre permesso di portarla a casa. Il nostro capocannoniere ha 10 gol e il secondo 9, questo significa che tutti, anche chi subentrava, davano il 100%. Il merito non è mio, ma di questi ragazzi fantastici e di una società che ci ha sempre lasciato lavorare in tranquillità”.
Quale strada seguirete per costruire una squadra competitiva in vista della prossima stagione?
“Per adesso faremo ancora festa, poi parleremo con la società e con i ragazzi; ora è ancora presto per fare delle pianificazioni. Posso solo dire che quest’anno abbiamo fatto un miracolo con un budget di circa 24mila euro, una cifra molto bassa rispetto ad altre squadre che spendono la stessa cifra per soli tre giocatori. Vedremo cosa riserverà il futuro, ora godiamoci il momento”.
Nicholas Raffaele






























