
La vittoria di misura sulla Concagnese ha interrotto un digiuno di quattro partite, ma soprattutto ha apparecchiato all’Aurora Induno la salvezza nel Girone X di Seconda Categoria: manca un punto per la matematica certezza, che però potrebbe arrivare “a tavolino” domani sera qualora il Cittiglio non dovesse vincere a Cugliate Fabiasco nel recupero contro l’Union Tre Valli.
A prescindere dall’esito dell’ultimo match della 25^ giornata, però, il traguardo è vicino per i biancoblu che nel corso della stagione hanno saputo affrontare e superare una difficoltà dopo l’altra. Anche e soprattutto grazie ai gol di Matteo Ceci, bomber classe ’98 che è già a quota 13 (pur avendo saltato buona parte di inizio campionato) e che ha le idee molto chiare sulle ultime tre partite e sul futuro. “Per il momento ci godiamo una Pasqua tranquilla – esordisce il centravanti – perché abbiamo ritrovato una vittoria importantissima di cui avevamo bisogno e che ci avvicina alla salvezza. Ad oggi manca la matematica, è vero, ma ormai ci siamo quasi: se il Cittiglio batterà il Tre Valli, vorrà dire che quel punto che ci manca lo prenderemo noi sul campo. Non era scontato superare un avversario come la Concagnese: per loro era la partita della vita, ma l’abbiamo approcciata bene, costruendo ben più di un’occasione per segnare. Io stesso non sono riuscito a buttarla dentro, ma alla fine il gol è arrivato e quando si vince va sempre tutto bene”.
I presupposti della stagione potevano però essere altri, anche perché più di qualche addetto ai lavori ribadisce tutt’oggi che questa non è la classifica che meritate.
“Vero, ma è da qualche stagione che sento questo ritornello e, per come la vedo, per quanto possa condividere il pensiero, è il campo ad avere l’ultima parola. Quest’anno abbiamo pagato la prima parte della stagione: io stesso sono stato fuori tanto, ma abbiamo avuto anche altre defezioni e la rosa corta ha influito nel rendimento medio, senza dimenticare la sempre presente sfortuna. In assenza di risultati, poi, diventa sempre tutto più difficile. Siamo comunque stati bravi a stare sul pezzo e, nella seconda parte del campionato, ci siamo rialzati ritrovando gol e fiducia; in generale, però, continuiamo a subire troppe reti”.
Cosa serve per alzare il livello?
“Da quando sono a Induno ogni anno approcciamo la stagione con l’obiettivo di fare uno step in più. Puntualmente ci ritroviamo quasi sempre nella stessa situazione e i motivi sono quelli di cui abbiamo parlato prima: infortuni, rosa corta e sfortuna, ma anche responsabilità nostre. Anche quest’anno parecchi elementi della Juniores ci hanno dato una grande mano, ma per competere a livelli più alti bisogna avere risorse differenti; la profondità della rosa è importante anche per mantenere la costanza di rendimento nel corso della stagione e prevenire qualsiasi inconveniente”.
Di fatto hai già tracciato la strada per il prossimo anno: possiamo già ufficializzare il tuo rinnovo (nella foto in alto, di un paio d’anni fa, con la maglia di Scalamandrè)?
“Così a tradimento (ride, ndr)? Diciamo che sulla carta i presupposti per restare ci sono, ma ovviamente ne parleremo a fine stagione. Ho scelto Induno e ci sono rimasto negli ultimi anni per i tanti amici che ci sono qui, ma ho anche avuto il piacere di trovare una società seria e sana che non mette pressione e ti fa stare bene; mister Criscimanni è una persona straordinaria e in Seconda Categoria è raro trovare uno staff del genere, perché qui abbiamo anche la nostra massaggiatrice Alice che ci segue costantemente. Io mi trovo benissimo ma anche altri ragazzi vogliono riuscire ad alzare davvero il livello: faremo in modo che i presupposti ci possano essere”.
Qual è l’augurio per il finale di stagione?
“Punteremo a vincere e a chiudere in bellezza per fare contenta la società e, soprattutto, fare un bel regalo al mister, perché se lo merita. Mi auguro di poter continuare a segnare: nel girone d’andata, complice anche l’assenza, ho faticato un po’, ma poi mi sono ripreso e credo di aver dato un bel contributo alla squadra. Sono abbastanza soddisfatto; chiaro che si può sempre migliorare”.
Matteo Carraro






























