
E’ stato forse l’acquisto meno acclamato rispetto ai tanti, sontuosi, che ha centrato la Pallacanestro Varese quest’estate ma senza ombra di dubbio, può rivelarsi uno dei più azzeccati.
L’arrivo di David Duke Jr in casa biancorossa ha le stigmate di quei colpi silenziosi, inaspettati, fuori dai radar, capaci di rappresentare però quel coniglio dal cilindro che ti svolta la stagione.
Il nativo di Providence è un profilo ideale per il modo d’intendere la figura degli esterni in roster da parte di coach Kastritis: un giocatore duttile, in grado di ricoprire più ruoli grazie alle sue caratteristiche tecniche e fisiche. Duke Jr, infatti, nel corso della sua carriera, passata tra NBA, G-League, Australia e Spagna (dove ha giocato nella passata stagione con la maglia di BAXI Manresa) ha messo in mostra ottime doti come portatore di palla, in grado sia di amministrare il ritmo della squadra, quanto di attaccare con decisione ed efficacia il ferro grazie anche alle sue qualità fisiche ed atletiche.
Per essere un giocatore, infatti, che svaria sul perimetro tra il ruolo di playmaker e quello, all’occorrenza ed in quintetti particolarmente votati alla corsa ed alla rapidità, di ala piccola, Duke Jr è dotato di un ottimo fisico: 195cm di muscoli e solidità, che gli permettono di essere difficilmente marcabile per i pari ruolo quando guida il gruppo da direttore d’orchestra, quanto arma difensiva in missione per marcare il primo attaccante avversario.
Proprio la propensione al lavoro nella propria metà campo è un’altra dote assolutamente cara a Kastritis: un giocatore “mastino” da poter impiegare per alzare il tasso dell’energia e dell’intensità sugli esterni avversari, cercando di forzare un alto numero di palla perse e correre in transizioni veloci al ferro, gioco prediletto proprio per Duke Jr.
Non un grandissimo tiratore benché sia dotato di una buona tecnica di tiro, a Duke Jr Varese non chiederà di essere il fuciliere di una squadra già dotata in abbondanza di ottimi cecchini, quanto sarà fondamentale la capacità che avrà di portare grande equilibrio tra le due fasi di gioco, cercando anche spesso di coprire gli spazi difensivi che potrebbero lasciare giocatori decisamente più attaccanti come Hale e Della Valle con i quali l’ex Perth Wildcats dovrà fungere da, usando una metafora culinaria, correttore di acidità, dando così il giusto sapore ad una squadra tutta da gustare.
Alessandro Burin






















