
Ora ci vuole uno step in avanti. Non si nasconde la Pallacanestro Varese che, dopo aver lavorato in questi primi anni della gestione Scola per ridare stabilità economica e strutturale all’azienda biancorossa, perché di tale entità ormai si tratta, ora punta a compiere il passo in avanti più deciso e importante, ossia quello che riguarda i risultati sportivi.
Perché di azienda si parla sì, ma pur sempre di una realtà che opera nel campo sportivo e l’obiettivo di chi fa sport non è competere o partecipare ma vincere. Lo sanno bene in Piazzale Gramsci, dove la crescita oggettiva in termini di risultati segnata dalla stagione appena conclusa ha indicato la strada da seguire, rafforzata con il rinnovo triennale di coach Kastritis ed a cui dare ancora maggior forza con il mercato di quest’estate, uno dei più importanti della storia recente biancorossa.
Così la mossa fatta per convincere Alviti a rimanere è solo il primo tassello della costruzione di un roster che dovrà, per forza di cose, segnare un ulteriore ed importante step in avanti per il club del presidente Toto Bulgheroni che, con l’ottimo lavoro sviluppato fuori dal campo in questi anni, è riuscito ad aumentare la potenza di fuoco economica sul mercato. Come dimostra la mossa fatta con l’ala di Alatri ma non solo (la scelta di partire fin da subito con il 6+6 ad esempio e non come pass salvavita di metà stagione), rientrano in un quadro di scelte che si rendono possibile grazie ad un aumento del budget a disposizione per la Prima Squadra, rispetto a quello di un’estate fa, ipotizzabile intorno al 25-30%.
Così è un attimo fare i conti (ovviamente non ufficiali) ed arrivare ragionare su una Pallacanestro Varese che, per quanto fatto fino ad oggi con le permanenze ufficiali di Alviti e Ladurner e quelle ad un passo di Matteo Librizzi (con rialzo dell’ingaggio) e Nate Renfro, oltre all’arrivo di Ikangi, entra nell’ottica di un parco giocatori, contando gli stranieri mancanti, che si può stimare tra 1.6 e 2 milioni di euro.
Una crescita strutturale, confermata dal GM Horowitz ai nostri microfoni, che alza il livello dell’ambizione e della possibilità di andare a competere per quegli obiettivi sfumati sul più bello quest’anno, ossia accesso alle Final Eight di Coppa Italia e dei playoff e chissà, in caso magari di FIBA Europe Cup, di andare a giocare per vincere e provare a riportare un trofeo ai piedi del Sacro Monte dopo tantissimo tempo, perché per dare continuità ad un progetto finora molto più virtuoso fuori dal campo che sul parquet ci vogliono i risultati, che sono poi il metronomo di tutto nello sport anche in una piazza come Varese che, nel bene o nel male, dimostra sempre ed instancabilmente tutto il suo amore per questa squadra e questi colori.
Alessandro Burin






















