Con 16 punti dopo 28 giornate (0.57 a partita), e 4 nelle ultime 13 (11 sconfitte), essere ancora in corsa per i playout è pura contingenza. Dovuta alla penalizzazione della Triestina e (vetta a parte), alla oggettiva modestia tecnica del girone. Tutto il resto è letteratura. Compresa l’ennesima discreta prova non accompagnata dai punti (con Bolzoni era già occorso ad Arzignano e Vercelli). Perché anche ieri a Brescia di questo si è trattato. Losing effort. Contro un avversario superiore (che ha comunque concesso tantissimo), e in una gara in cui due volte in vantaggio la Pro Patria non ha saputo (potuto?), tenere botta sul piano difensivo: 19^ con almeno 2 gol subiti, 8^ con almeno 3. Con una retroguardia così, salvarsi assumerebbe i contorni dell’impresa leggendaria: 52 gol incassati, 26 in 11 giornate con Bolzoni alla guida, 14 in 6 (con un solo clean sheet), dopo il passaggio alla linea a 4.

Evidentemente, il punto non è (solo) l’abito tattico. Più facilmente, il nodo è la qualità complessiva e l’atteggiamento degli interpreti. Inteso (quest’ultimo), come mancanza di quella disperazione (malessere a cui dovrebbe attingere una squadra che vuole preservare la categoria), necessaria ad evitare errori come quelli che ieri hanno favorito (o regalato) almeno 2 reti all’Union di Corini (abbigliata con un non memorabile arancioazzurro). Si può dare di più, insomma. Senza essere eroi. Come ha capito Jacopo Desogus, a Busto da poco più di un mese e già al centro del piano tecnico biancoblu (4 reti in 8 presenze). Il risultato del Monday Night di questa sera (Vicenza ospite al “Gavagnin-Nocini”), dirà con quanti punti di vantaggio (attualmente 4), la Virtus Verona si presenterà al redde rationem di sabato (ore 17.30, stadio “Speroni”). Comunque vada, ci sarà un prima ed un dopo quella gara.                              

Pep in the City 

La presenza al “Rigamonti” di Pep Guardiola non rappresenta né una novità, né una reale notizia. Il legame del manager del Manchester City con Brescia e con alcuni vecchi amici gnari (nello specifico il team manager Piovani), è cementato da anni e frequentazioni. Le dimensioni del personaggio hanno comunque fornito un cotè di spessore al weekend di Lega Pro. Quanto alle parole spese nello spogliatoio del Brescia, beh, diciamo che non entreranno propriamente nella storia: “Bravi ragazzi, mi avete fatto felice con questa vittoria. Vi seguirò sempre con affetto, dovete riportare il Brescia dove merita”.  

Cresco di rado

Quello della crescita è argomento dirimente. Cioè, da cosa si giudicano i reali progressi di una squadra. Dopo 28 giornate la discriminate dovrebbero essere i risultati. Francesco Bolzoni prova ad allargare l’orizzonte: “Cerco di far capire dal primo giorno che bisogna mettere coraggio, personalità. Per non avere rimpianti quando finisce la partita. La crescita è stata importante, peccato che torniamo a casa con zero punti. Stiamo lavorando tanto a livello fisico per migliorare in fase di possesso. Per la formazione è stata fatta una scelta un po’ diversa ma siamo in una fase in cui tanti meritano di giocare. Ce la siamo giocata tranne in alcuni momenti in cui il Brescia ha fatto valere la superiorità tecnica e di struttura. E’ un punto di partenza importante”. Quattro reti segnate per un solo punto fatturato (quello con l’AlbinoLeffe). Jacopo Desogus cerca comunque di tirarsi su: “Meritavamo di più. In questo momento servono punti, siamo sulla strada giusta. Se continuiamo a lavorare così, verremo ripagati. Non possiamo piangerci addosso ma guardare alla prossima partita”.       

Giovanni Castiglioni
(foto Union Brescia Official Facebook)

Articolo precedenteLa schedina del weekend – Il fattore “X” fa la differenza. Solo l’Accademia Bustese rispetta i pronostici
Articolo successivoPedala con i Campioni, cena benefica con gli ex professionisti: sostegno alla Polha Varese

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui