Quanto valga il 2-2 di ieri con l’AlbinoLeffe lo capiremo già dopodomani con il Cittadella (mercoledì ore 20.30, stadio “Speroni”). Perché dopo 9 sconfitte e 80 giorni a digiuno di punti, un pareggio in rimonta contro la seconda peggior difesa del Girone più che una reale spinta rappresenta semmai solo una bonaria pacca sulla spalla. Piuttosto che niente…già, sempre meglio piuttosto. Anche in funzione delle sconfitte casalinghe di Virtus Verona (un punto nelle ultime 6) e Pergolettese (7 nelle ultime 14) che hanno ridotto il margine da terzultima e quartultima rispettivamente a 6 e 7 lunghezze. Sempre troppe. Ma forse (forse eh), non esattamente incolmabili.

A Zanica la Pro Patria ha mostrato i soliti vizi: per la 10^ volta gol subito al primo tiro nello specchio (il palo di Parlati è tecnicamente una conclusione fuori); per la 14^ almeno una rete incassata nella prima mezz’ora. Consueta partenza ad handicap, insomma. Sala ha dovuto scrollarsi la ruggine di dosso (chiare responsabilità sui 2 gol, ma poi è sembrato sul pezzo), e, per paradosso, la difesa ha coperto meglio in campo aperto che ad allineamento schierato. Più complessivamente, ancora una volta il piano partita non ha retto alla resa dei fatti. Solo gli aggiustamenti hanno rimesso in bolla i biancoblu.

Criticità su cui Bolzoni dovrà pensare una pensata. Senza dare per scontato il sistema di gioco: davvero sicuri che il 4-3-3 sia il vestito più giusto per le caratteristiche tigrotte? Lecito coltivare dei dubbi. Perché riempire l’area con 2 punte di peso non può costituire solo un’arma tattica. Resta lo spirito. Dimostrato a fiotti dal gruppo. Al prezzo di qualche evitabile eccesso (doppio giallo a Di Munno). Ora il Cittadella, poi trasferte a Trento e Brescia. Prima della Virtus Verona allo “Speroni”. Tutto nei residui 20 giorni di febbraio. Per quanto melodrammatico, è ora o mai più. Senza tante menate.                      

La svolta buona

Per la prima volta, a Francesco Bolzoni non tocca commentare una sconfitta. Il bicchiere del tecnico lodigiano è evidentemente mezzo pieno: “Siamo partiti maluccio. Al di là del 2-0. Ci hanno schiacciato troppo. Preso gol su schema da calcio d’angolo che avevamo preparato. Ma non abbiamo mollato. Il gol ci ha rivitalizzato. Alla fine del primo tempo gli occhi dei ragazzi erano quelli giusti. Chi è entrato ha dato la sterzata. Nel nostro girone l’AlbinoLeffe è la squadra che segna di più nei primi 10’. Poi, con questa cosa del FVS sei costretto a marcare a zona e rischi sempre. L’attaccante è avvantaggiato. Svolta? Lo speriamo. Penso sia stato un risultato molto importante per noi”. Rassicurato dal pareggio anche il primo marcatore biancoblu Jacopo Desogus: “Niente è perduto. In questo momento è importante anche un semplice punto. Oggi abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti in questo Campionato. Gruppo di ragazzi umili che mi hanno fatto subito sentire parte di loro. Per oggi va bene così”.    

Sala e scendi

Era dal 5 marzo 2024 (vittoria interna sulla Pro Vercelli per 2-1 con Giulio Mangano tra i pali), che la Pro Patria non aveva tra gli undici in gare ufficiali un portiere diverso da William Rovida. Cioè, 705 giorni, 75 partite (regular season, playout e Coppa Italia), o 6.750 minuti giocati. Striscia da record (non solo per i tigrotti), che Andrea Sala ha interrotto dopo quasi 2 anni mettendo i guantoni contro l’AlbinoLeffe. Il saronnese aveva giocato l’ultima gara in biancoblu il 12 maggio 2013: 0-2 a Casale e promozione in Prima Divisione Lega Pro. Lasciando poi la SuperCoppa con la Salernitana a Vavassori.       

Giovanni Castiglioni 
(foto www.albinoleffe.com)
(Interviste a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)

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