
Nella 23^ giornata di Serie D vissuta domenica 9 febbraio non sono arrivate sconfitte per le varesotte impegnate tra il Girone A e il Girone B; aspetto che, visto il trend stagionale delle tre squadre, potrebbe rappresentare quasi un unicum che porta inevitabilmente a guardare (ma non troppo) il bicchiere mezzo pieno. Di mezzo vuoto, però, c’è ben poco nella prestazione della Castellanzese che torna finalmente a vincere rompendo la maledizione del 2026: il blitz sul campo della Real Calepina (1-2 il finale) vale per i neroverdi tre punti d’oro che consentono di respirare dopo cinque giornate in apnea.
Pareggi “accettabili” per Varesina e Varese soprattutto alla luce dei rispettivi momenti di forma, ma ovvio che entrambe debbano aspirare a qualcosa di più. L’1-1 delle Fenici sul campo del Brusaporto racconta di una vittoria sfiorata che avrebbe significato tantissimo soprattutto in ottica classifica (la quale, invece si complica), ma restituisce l’immagine di una Varesina in ascesa che avrà modo di recuperare quel gap necessario a salvarsi. Lo 0-0 dei biancorossi a Biella ha fatto vivere al Varese un “pomeriggio d’altri tempi” respirando vibes da categorie superiori anche se, pur nel passi in avanti a livello di prestazione, ha palesato vecchi limiti a livello realizzativo.
1° posto – Castellanzese
La vittoria sul campo della Real Calepina vale molto più dei tre punti conquistati. Contro una squadra reduce da quattro successi consecutivi e in piena risalita verso la salvezza, la Castellanzese ha interrotto il proprio 2026 nero con una prestazione finalmente ordinata, concreta e matura. I neroverdi hanno colpito nei momenti giusti, sofferto da squadra e resistito anche quando il finale si è fatto complicato, dimostrando compattezza e lucidità. Il blitz di Grumello consente di riagganciarsi ai margini della zona playout e di tornare a respirare, ma soprattutto restituisce fiducia a un gruppo che sembrava smarrito. Giroletti decisivo, Chessa e Castelletto cinici, ma il segnale più importante è collettivo. Ora arriva il Villa Valle: avversario di primo livello, forse nel suo periodo meno brillante, ma test ideale per capire se questa vittoria rappresenta davvero una svolta.
2° posto – Varesina
L’1-1 di Brusaporto racconta ancora una volta di una Varesina più a suo agio contro le squadre di vertice che negli scontri diretti per la salvezza. Sul campo della terza forza del campionato, le Fenici hanno offerto una prova di personalità e qualità, confermando i segnali già emersi nel netto successo sul Villa Valle. Il pareggio sta stretto per quanto visto, perché la squadra di Spilli ha gestito a lungo il pallino del gioco e reagito con forza allo svantaggio, trovando nel capolavoro di Manicone il giusto premio. Restano però i problemi di classifica: il quart’ultimo posto e il -7 dal Breno (ricordiamo che in caso di distanza pari o superiore a 8 punti non ci saranno playout) tengono la Varesina in zona critica, dove ogni passo falso rischia di pesare doppio. I margini per recuperare ci sono, il mercato lo ha dimostrato, ma ora serve concretezza. Contro una Vogherese in caduta libera non sono ammessi calcoli: vincere è un obbligo.
3° posto – Varese
Lo 0-0 di Biella è uno di quei pareggi che si accettano senza entusiasmo ma con lucidità. Per classifica, contesto e valore dell’avversario, il punto conquistato al Pozzo-La Marmora tiene a distanza una diretta concorrente per i playoff e consente al Varese di restare agganciato al gruppo che conta, seppur con la vetta ormai lontanissima. Il campo ha restituito l’immagine di una squadra con personalità: meglio i biancorossi nel primo tempo, capaci di gestire il possesso e costruire occasioni, più sofferta la ripresa, dove un Bugli super ha evitato il peggio. Pregi e difetti noti si sono ripresentati puntuali: solidità, ordine e carattere da una parte, difficoltà croniche nel finalizzare e nelle scelte negli ultimi metri dall’altra. È un Varese in costruzione, consapevole dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità future. Ora il focus si sposta sul Ligorna: all’andata fu un crollo senza appello, oggi rappresenta l’occasione per capire se questo “pareggio accettabile” può diventare il punto di partenza per qualcosa di diverso.
Matteo Carraro

































