
Sempre meglio separare il reale dal percepito. Sull’incontenibile valore del Vicenza poco da aggiungere. Salirà al piano di sopra per manifesta superiorità. Ma prima dello 0-4 di ieri non aveva mai vinto in trasferta con più di un gol di scarto. Avendo segnato più di 2 reti (sempre prima di ieri) solo 4 volte e sempre al “Menti”: con Lumezzane (5-0), Pro Patria all’andata (3-0), AlbinoLeffe (3-1) e 7 giorni fa con il Cittadella (4-1). Insomma, anche per una macchina infernale come il Lane di Fabio Gallo, vincere con la pipa in bocca come fatto allo “Speroni” non rappresenta per nulla lo standard di prestazione. Tanto che l’ex tecnico dell’Entella ha posto il circoletto rosso sulla performance dei suoi: “Tutto semplice? Per niente. E’ solo la squadra che lo fa sembrare tale”.
Questo per smontare la percezione di ineluttabile normalità annusata in sala stampa dalle parti biancoblu. La capolista si è smazzata il brunch banchettando sulle congenite nequizie della Pro Patria. Con gli ormai consolidati demeriti tigrotti ad aprire la strada al secondo poker consecutivo subito a domicilio (dopo quello con la Giana). Farsi scivolare addosso le sconfitte (9 in serie) e prendere per buona la mancia lasciata qua e là dal Vicenza è roba che (oggettivamente) non porta da nessuna parte. E a Bolzoni cui va riconosciuto l’ottimismo della volontà (non certo il pessimismo della ragione), converrebbe (almeno all’esterno), minimizzare segnali evidentemente chiari a lui ma oscuri ai più. Prima del suo avvento in panca anche Greco vedeva cose che altri ignoravano. Purtroppo, l’epilogo è noto.
Gira, il mondo gira
“Mi girano le…per come abbiamo preso gol e per come non l’abbiamo fatto. Ma l’atteggiamento di oggi è quello giusto da cui ripartire. Siamo stati in partita sino al gol”. A dar retta a Francesco Bolzoni, il match di ieri non avrebbe avuto lo squilibrio testimoniato dal punteggio. Opinione. Legittima. Ma non necessariamente corretta. Anche perché: “Il Vicenza è una squadra alla portata di nessuno in questo girone. Più che sul piano tecnico, su quello fisico”. Argomento interessante che però attiene le scelte fatte in sede di costruzione di squadra. E se la prima richiesta del mercato di gennaio è stata un trequartista (Desogus) per un 3-4-1-2 finito ormai in soffitta, beh, forse sarebbe anche il caso di mettere il punto. Intanto, la difesa a 4 è (testuale) “la strada”. Quanto agli interpreti, è invece tutta un’altra storia: “Ho cambiato metà formazione dopo la rifinitura”. Domenica (ore 14.30), tappa a Zanica con l’AlbinoLeffe. Quando l’atteggiamento (sempre che sia davvero quello giusto), non basterà più.
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)
























