
Franco Lerda (2008/09), Adelio Crespi (1974/75), Andràs Kuttik (1939/40), Imre Jànos Bekey (1923/24) e da, mercoledì scorso, anche Mauro Zironelli (2026/27). Cos’hanno in comune? Semplice. Sono gli unici 5 allenatori della storia biancoblu ad aver aperto una stagione di Campionato con almeno 3 vittorie. Short list che testimonia l’eccezionalità (nel senso più strettamente etimologico), dell’annata tigrotta.
A 24 ore (domani ore 15), dalla trasferta di Caronno Pertusella con l’Arconatese, il thienese esorcizza il poker: “E’ una bella cosa. Così come il numero degli abbonati. Ma dobbiamo stare sul pezzo. Perché vincere non è mai facile. Ma vedo la squadra che si diverte e giocatori che accettano anche di partire dalla panchina. Il 5-0 dell’Arconatese a Pistoia? Non fa testo. Sono rimasti in 10 dopo 7’. Domani sarà una partita rischiosa”. E mentre riciccia la corsa a distanza con gli orange di Bisoli (“Gli equilibri saranno chiari solo dopo 10/11 giornate. E comunque è inutile spendere energie su queste cose. Preferisco guardare la mia squadra”), lo skipper della Pro Patria non trascura nessun dettaglio. A partire dalle misure del campo: “Ho visto che è ampio quanto lo “Speroni”. Il sintetico potrebbe essere una cosa buona per il nostro gioco. Ma faccio allenare la squadra anche sul campo meno bello. Per abituarsi a quello che potranno trovare più in là”. Per la cronaca, al terzo impegno in 8 giorni, previsto altro turnover. “Servono forze nuove“. Per dirla con Zironelli.
Cinque pezzi facili
Materiale per cinefili âgé. Nello specifico, il tabellino è impietoso: 5 reti subite (Campagna, due volte Rossi, Motti, e Russo su rigore) con un penalty fallito da Motti dopo la precocissima espulsione del portiere Constant (surrogato da Bochicchio). Insomma, una beneficiata per la già rutilante Pistoiese di Bisoli che nell’infrasettimanale ha brutalizzato l’Arconatese di Giovanni Livieri in campo al “Melani” con un 3-4-2-1 interpretato da Constant tra i pali; Luoni, Bigolin e Bernardi in difesa; Tirapelle, Alberton, Cavagna e Menegazzo in mediana; Mancosu e Serraglia alle spalle di Guerrisi in avanti.
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)































