
È il principio dell’omeopatia. Poco per volta, fa meno male. Sì, ciao… L’ennesimo pareggio stitico della Pro Patria ha solo spostato (ragionevolmente) di una settimana l’appuntamento con la retrocessione. Grazie al rigore (quasi) sulla sirena di Ferdinando Mastroianni (a proposito, salito in doppia cifra il maddalonese almeno nelle statistiche, e solo in quelle, ha salvato la sua stagione), e alla sbandata della Pergolettese a Zanica con l’AlbinoLeffe. Già, i cremaschi (3 sconfitte nelle ultime 4) e la Virtus Verona (che con l’Ospitaletto ha fallito un rigore con Fabbro al 97’), stanno facendo (alla Tafazzi) di tutto per tenere in corsa i biancoblu. Ma (sia chiaro), i tigrotti non accettano favori. Questione di galateo.
Freddure (pessime) a parte, dopo aver penato contro la Triestina ultima in classifica (seppur con l’asterisco dei 24 punti di zavorra), la formazione di Bolzoni (per agganciare i playout), dovrebbe vincere le ultime 3 sperando che il Pergo non fatturi più di 1 punto e la Virtus più di 6 (per inciso, sabato ferale incrocio al “Voltini” tra gialloblu e veronesi). Ovvio che non accadrà (più probabile l’avvento degli alieni). Ma nonostante la misera quota 20 in classifica, le chance di rientrare in corsa ci sono state. Eccome. Anche solo nell’ultimo mese. E quando l’annata sarà archiviata, all’infinita catena di errori si sommeranno anche i rimpianti. Nel mentre, ed aspettando lumi societari (in settimana sono attese novità), prossima tappa (sempre di lunedì) a Feltre contro la Dolomiti Bellunesi (ore 20.30, stadio “Zugni Tauro”). Posto decisamente originale per certificare il congedo dalla Serie C.
Io tigro, tu tigri, egli tigra
Per una volta, e per quello che può contare (cioè, nulla), la Pro Patria ha tirato in porta più dell’avversario di turno. Stando ai dati statistici di SkySport, 9 conclusioni complessive (4 fuori e 5 tra i pali), rispetto alle 8 degli alabardati. Ma la timidezza offensiva resta un tratto distintivo del 2025/26 bustocco: solo 7 gare con più di una rete segnata, 3 in 18 giornate con Bolzoni in panca.
319 piccoli indiani
Segnatevi questa data: 9 gennaio 2022. Allo “Speroni” è di scena il Trento (per la cronaca, match terminato sullo 0-0), e il botteghino di via Cà Bianca segna il minimo storico di 334 spettatori. Ma eravamo nel post Covid. Con tutte le limitazioni protocollari del caso. Ieri il box office ha alzato (o abbassato) l’asticella del primato toccando (forse) il fondo con 319 ingressi. Come certe vignette de La Settimana Enigmistica. O come un altro (comprensibile!?) post partita a taccuini immacolati e microfoni spenti. Ovvero, senza parole.
Continuiamo così: facciamoci del male!
Lo sibilava Nanni Moretti in “Bianca” (anno di grazia 1984). Citazione stracult che casca a pennello per quella pratica (orgogliosamente) sadomasochistica che porta una squadra (nello specifico, va da sé, la Pro Patria), ad andare sotto la curva a gara conclusa per completare con la gogna finale la messe di lazzi e contumelie subiti per 90’. Nel rispetto (eufemismo), di una discutibilissima prassi in voga alle nostre latitudini. Davvero necessario? A occhio e croce, no.
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)























