
Due grandi obiettivi che possono cambiare la propria carriera e non solo una stagione. Il finale di annata sportiva di Giacomo Savini vive così, sul filo di un rasoio, divisa tra la caccia ad uno storico Scudetto con la Pallamano Cassano Magnago e lo spareggio per andare ai Mondiali con la Nazionale Italiana.
Due traguardi unici concentrati in pochi giorni, che richiedono non solo la giusta preparazione fisica, ossia racimolare le ultime energie rimaste dopo un’annata di partite e allenamenti, e mentale, perché alla fine in questo momento dell’anno sportivo ciò che conta di più è proprio la durezza mentale.
Giacomo, quant’è la felicità di aver raggiunto una traguardo storico come la finale scudetto?
“È un’emozione davvero unica! Sappiamo che manca ancora un passo, il più importante, ma siamo davvero contenti e orgogliosi di essere arrivati a questo punto. Comunque andrà è già un traguardo storico per la società”.
Mi descriva le due gare con Fasano, tutt’altro che semplici rispetto a quello che poteva dire il pronostico…
“Il pronostico non ci interessava, siamo stati molto bravi a rimanere concentrati e a non dar peso ai punti di differenza al termine della regular season. Loro avevano meno pressione e forse meno da perdere rispetto a noi, ma abbiamo affrontato benissimo entrambe le partite, dimostrando alla fine i valori espressi durante la stagione”.
Con Sassari ritiene sia la giusta finale di questo campionato?
“Penso di si, alla fine siamo state le due squadre più continue per tutto il campionato arrivando ad occupare le prime due posizioni in classifica. Abbiamo entrambe risolto la pratica della semifinale in due gare e quindi è giusto trovarci allo scontro finale una contro l’altra”.
Sentite di poter fare il colpo grosso?
“Abbiamo tanta fiducia nella nostra forza, sappiamo quanto valiamo e quindi chiaramente arrivati a questo punto l’obiettivo è solo quello di portare a casa il tricolore. Rispettiamo il Sassari ma sentiamo di potercela fare”.
Questa pausa nazionali in mezzo ad un momento di così alta tensione pensa sia una cosa negativa o faccia invece bene per liberare un pò la testa?
“È difficile esprimere un giudizio perché mi sento coinvolto in entrambe le situazioni. Non è colpa della nazionale perché le date della settimana internazionale si sapevano da tempo. Purtroppo il calendario imposto dalla federazione non ci permette di dare continuità al buon momento di forma, forzando questa pausa tra semifinale e finale.
Guardando il lato positivo la squadra può ricaricare un po’ le pile in vista dell’ultimo sprint finale, ma penso che avremmo tutti preferito rimanere con la testa sulla finale scudetto”.
Cosa darebbe per la vittoria dello Scudetto?
“Niente di più di tutto quello che io e i miei compagni abbiamo dato dall’inizio della preparazione a luglio scorso. Abbiamo fatto tanti sacrifici in diversi momenti della stagione non facili, ci meritiamo questa finale ed è giusto essere arrivati fin qui. L’unica cosa che si potrebbe barattare sono un paio di vittorie ottenute in stagione in cambio di due vittorie in finale, visto che anche con 4 punti in meno saremmo comunque arrivati primi con margine sulla seconda”.
Quanto vorrebbe lasciare Cassano con una vittoria del genere?
“È davvero l’unica cosa che ho in testa da quando ho preso la decisione di andarmene l’anno prossimo. Sarebbe un sogno per me e me ne andrei con l’animo in pace, sapendo di esser riuscito a dare tutto per questa squadra fino all’ultimo momento”.
Perché la scelta di andare in Germania?
“È una nuova sfida che sentivo di voler affrontare arrivato a questo punto della mia carriera. Volevo rimettermi in gioco andandomi a confrontare con una realtà diversa dalla nostra, più competitiva e professionale di ciò che la pallamano purtroppo offre in Italia”.
Alessandro Burin

























