Spesso pensiamo che realizzare i propri sogni e rincorrere le proprie passioni sia troppo complicato o talvolta addirittura impossibile. Silvia Bonollo, però, ci dimostra l’esatto contrario. Silvia è una ragazza di 24 anni che vive a Gallarate ed ha sempre avuto la corsa come passione e questo weekend coronerà il suo sogno, rappresentando la provincia di Varese nella 10 chilometri di Parigi, organizzata da Adidas. Un traguardo straordinario per lei che è cresciuta con l’esempio dei suoi genitori, sportivi da sempre, e adesso si trova a correre una delle gare più rinomate d’Europa.

“Sono sempre stata appassionata di sport, anzi, vengo da una famiglia di sportivi, in particolare mio papà ha giocato tanti anni ad hockey su ghiaccio e faceva gare di sci – esordisce Silvia -. Mia mamma, invece, viene dal mondo dell’atletica leggera. La mia fortuna è stata che mi hanno trasmesso l’amore per lo sport già da bambina”.

Come è nata la sua passione per la corsa?
“Ho praticato tantissimi sport e tutt’ora li pratico, però in particolare due sono rimasti impressi nel mio cuore: il primo è lo sci e poi la corsa. La passione per la corsa nasce da mio papà che me l’ha trasmessa: mi portava fuori a correre in preparazione per le gare di sci e col tempo me ne sono innamorata”.

Come mai ora vuole tentare proprio questa corsa di Parigi?
“È da un po’ di anni che prendo parte ad alcune manifestazioni locali ma ho sempre avuto l’obiettivo di correre a Parigi, città che amo da sempre. Appena saputo dell’opportunità di partecipare a questo evento non ci ho pensato un attimo, mi sono iscritta ed ora sono pronta a correre”.

Come è strutturata l’organizzazione della corsa?
“Bisogna mettersi in lista d’attesa mandando una domanda di partecipazione, io ad esempio mi sono iscritta ufficialmente a gennaio; non ti puoi iscrivere dall’oggi al domani, per questo non ho aspettato nemmeno un minuto a inviare la mia candidatura”.

Quali sono state le sue prime emozioni al momento della conferma di partecipazione alla corsa?
“Ho detto “wow” e la prima cosa che ho fatto è stata chiamare la mia migliore amica. Correre nella città dei miei sogni sarà straordinario: sarà la quarta volta per me a Parigi ma la prima in cui non la visiterò come turista ma come atleta”.

Cosa pensa le potrà lasciare questa nuova esperienza?
“Sicuramente un arricchimento a livello sportivo, in particolare dal punto di vista dell’esperienza. Avendo fatto un anno di studi ed allenamenti a Londra, la cosa che più ho notato e mi ha impressionato è stata la mentalità completamente differente degli atleti all’estero rispetto all’Italia. In Inghilterra sono stata spronata soprattutto dai miei compagni del college, non c’era invidia da parte di nessuno. Sarà un’esperienza che mi porterò dietro per tutta la vita”.

Sta facendo qualcosa di particolare per prepararsi alla gara o continua con i suoi allenamenti standard?
“Gli allenamenti sono sempre stati abbastanza regolari, ora sono in fase di scarico dato che la gara è molto vicina: ho concluso il mio ultimo lungo quindi ora sono pronta. Non sarà una gara piana, perché ad esempio l’ultimo chilometro sarà sugli Champs-Elysees che hanno una leggera pendenza, quindi bisogna essere allenati a questi dislivelli”.

Ci sono stati degli intoppi lungo il percorso di preparazione o è andato tutto liscio?
“Purtroppo a marzo, quando mi ero già iscritta ufficialmente, dopo la stagione sciistica ho avuto una fascite plantare e questo mi ha messo all’inizio un po’ in crisi. Poi, piano piano, stando un po’ a riposo, sono riuscita a recuperare, ed ora non vedo l’ora di mettermi in gioco in questa gara”.

Davide Puppi

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