La storia recente della Sommese è stata inevitabilmente legata al tema delle strutture. Un anno fa il club del presidente Davide Conti aveva dovuto fare i conti con una situazione diventata ormai insostenibile: la crescita esponenziale della società, arrivata a coinvolgere oltre duecento tesserati, si era scontrata con gli spazi limitati del centro sportivo Franco Pedroni, costringendo la società a rinunciare ad alcune annate del settore giovanile.

Una difficoltà che oggi sembra poter aprire le porte a un nuovo capitolo. La Sommese, infatti, ha acquisito la gestione del Centro Sportivo Mossolani, una struttura da tempo al centro delle discussioni cittadine e che rappresenta un’opportunità enorme non soltanto per il club granata, ma per l’intera comunità sommese.

Un passaggio arrivato attraverso il bando comunale per la gestione dei centri sportivi. “Abbiamo partecipato al bando per i due impianti e ci sono stati assegnati rispettando tutti i criteri previstispiega il presidente Davide Conti . La gestione sarà inizialmente per due anni, con la possibilità di estenderla per altri due senza dover ripartire da un nuovo bando, qualora ci sia la volontà da parte nostra e dell’amministrazione comunale. Abbiamo una sorta di prelazione per il biennio successivo”.

Una scelta che coinvolge entrambi gli impianti cittadini, ma con una logica ben precisa. Il Pedroni resterà infatti la casa della Prima Squadra: “Abbiamo voluto mantenere anche il centro sportivo Franco Pedroni perché è la Casa dei Leoni. Siamo nati e rinati lì nel 2016, è il nostro fortino e rappresenta la nostra identità. La Prima Squadra continuerà a disputare il campionato sul campo storico, anche perché il Mossolani necessita ancora di alcuni interventi: servono sistemazioni alle attrezzature, al bar, al campo e a diversi aspetti della struttura e l’amministrazione stessa ha intenzione di procedere in tal senso”.

Il nuovo centro sportivo diventerà quindi il cuore pulsante dell’attività quotidiana: “Utilizzeremo il Mossolani per gli allenamenti di tutte le squadre della Sommese e per l’Attività di Base. Per loro non ci sono le stesse esigenze delle categorie federali e, in questa fase, l’omologazione del campo passa in secondo piano. L’obiettivo è sfruttare gli spazi che abbiamo a disposizione”. Un percorso che è già iniziato e che vedrà la società impegnata in prima persona per rendere l’impianto fruibile nel più breve tempo possibile: “Nelle prossime settimane entreremo definitivamente nel centro sportivo e inizieremo a sistemarlo, perché a noi interessa farlo vivere. Non vogliamo pensare solamente al calcio: vogliamo creare un luogo sicuro dove le persone possano fare sport, stare insieme e vivere gli spazi, anche semplicemente per rilassarsi. È un centro immerso nel verde e ha potenzialità enormi”.

Il tema delle strutture, però, resta soprattutto legato alla crescita del settore giovanile. Ed è proprio qui che il Mossolani può rappresentare la svolta: “Negli ultimi anni abbiamo dovuto rinunciare ad alcune squadre perché il Pedroni ha una capacità limitata: realisticamente può ospitare circa cento, centoventi bambini, quattro squadre al giorno per allenamenti e attività. Ora, con due centri sportivi a disposizione, gli spazi aumentano e questo ci permetterà di mantenere i nostri tesserati, magari creare qualche squadra in più e far crescere ulteriormente il numero degli atleti. Già lo scorso anno, quando abbiamo utilizzato il Mossolani in affitto per alcuni mesi, siamo arrivati a circa 170 bambini. La speranza è quella di arrivare un domani intorno ai 250 tesserati. Non per raddoppiare semplicemente i numeri, ma perché una struttura del genere ha bisogno di attività, persone e movimento per essere sostenibile”.

Parallelamente, la Sommese punta ad alzare ulteriormente il livello qualitativo della propria proposta: “Abbiamo fatto una riunione con tutto il settore giovanile e con le famiglie: vogliamo migliorare ancora. Stiamo inserendo persone qualificate, istruttori che possano occuparsi anche della parte motoria e atletica, perché i ragazzi hanno bisogno di lavorare sulla coordinazione. Spesso ci sono problematiche anche semplicemente nel modo di camminare o correre e crediamo sia importante intervenire”.
In questo scenario si inserisce il comunicato diffuso dalla società granata:

Comunicato di ASD Sommese 1920 ai cittadini.

Cari sommesi e non…

La nostra società ha acquisito la gestione del centro sportivo Mossolani con una consapevolezza chiara: la sfida è grande, ma la nostra determinazione lo è ancora di più. Vogliamo essere trasparenti con voi. Il centro sportivo ha bisogno di una riqualificazione importante da parte dell’amministrazione comunale. Tuttavia la nostra società non aspetterà…

Metteremo tutte le nostre forze, le risorse economiche, le nostre competenze e la passione per ridare alla città una struttura a disposizione dei cittadini e di tutti. Non vogliamo privatizzare un bene cittadino… desideriamo solo restituirvelo!

Vogliamo essere la vostra nuova casa. Il centro Mossolani è una stupenda area verde “sicura” con grandi spazi per fare crescere i giovani e lo sport. Un luogo per le famiglie, un punto di ritrovo per i cittadini, un’area benessere per gli anziani, disabili, per tutti. Faremo di tutto coinvolgendo l’amministrazione comunale, scuole, associazioni sociali e sportive, privati, sponsor e volontari, per rendere questo centro il fiore all’occhiello della nostra città.

Nessuna impresa si compie da soli. Noi ci mettiamo la gestione, le risorse e il lavoro duro. A voi chiediamo di portare nel centro la vita, passione, entusiasmo, agonismo e non agonismo sportivo, aggregazione, amicizia. Il centro sportivo Mossolani è un patrimonio sociale per tutti noi, per la città e il turismo.

A presto…
Saluti

Davide Conti
ASD Sommese 1920

Matteo Carraro

Articolo precedenteMatteo Malfatti: “Pippo Matonti è pronto. I Mastini hanno un grande futuro. Grazie Carlo”
Articolo successivoAllen Iverson e Varese: un lungo filo che rivive nel progetto de Il Basket Siamo Noi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui