
La stagione dei Mastini è partita nel segno di Dave Rich. La scelta del coach canadese vale, per certi versi, “un ritorno alle origini” per i gialloneri che vanno così a ricostituire un asse che tradizionalmente è sempre stato molto fruttuoso dalle parti di Varese e il recente rinnovo di Raphael Bastille si muove proprio in questa direzione. Ovviamente, però, nel roster 2026/27 c’è anche tanto altro e gli ultimi tasselli andranno a regalare al tecnico una squadra completa ed efficiente in vista dell’inizio del raduno del 24 agosto: c’è da sistemare il secondo slot in gabbia, inserire il terzo straniero (presumibilmente in attacco e verosimilmente in arrivo d’Oltreoceano) e valutare la possibilità di rimpolpare i ranghi in difesa (anche se Terzago potrebbe girare fra i terzini) e davanti (mancherebbe la firma di Piroso, Fornasetti dovrebbe essere ufficializzato a breve).
Come da tradizione, dunque, il grosso del lavoro è stato fatto e, in queste settimane di off-season di “quiete prima della tempesta”, è arrivato il consueto momento dei primi bilanci e di analisi su quelle che potrebbero essere le prospettive in vista del via ufficiale della stagione. “Sia in entrata che in uscita abbiamo dovuto effettuare delle scelte – spiega il direttore sportivo Matteo Malfatti –, in alcuni casi forzate, in altri mirate. Faccio due esempi: da una parte Venturi (passato al Val Pusteria Junior, ndr) ha chiesto di rimanere in Alto Adige per questioni di studio, mentre per il passaggio di Perino al Cortina dobbiamo solo essere orgogliosi del fatto che, grazie a noi, sia cresciuto a tal punto da guadagnarsi la possibilità di misurarsi in ALPS. E di certo, un domani in cui magari saremo noi a calcare quella categoria, tornerà ai Mastini per completare la sua carriera perché ha ribadito che Varese è casa sua”.
Secondo alcuni ci potrebbe essere il rischio di interrompere il processo di ringiovanimento della squadra.
“Chi sostiene che il progetto giovani venga meno perché qualcuno va via, secondo me, sbaglia completamente prospettiva. Il nostro obiettivo non è trattenere i ragazzi a tutti i costi, ma farli crescere. Se un giovane ha la possibilità di fare un salto di categoria sarebbe egoistico impedirglielo. Anzi, significa che il lavoro svolto qui è stato fatto bene. E sono convinto che, quando un domani torneremo anche noi a livelli superiori, saranno proprio quei ragazzi a riabbracciare Varese. Il progetto, quindi, continua eccome: oggi abbiamo tre nazionali Under20 come Filippo Matonti, Alessandro Crivellari e Mattia Lenta e questo deve renderci orgogliosi: sono la dimostrazione concreta che la strada intrapresa è quella giusta”.
Al di là dei puntellamenti necessari per definire il roster, è chiaro che siano due slot a catalizzare l’attenzione dei tifosi. Iniziamo dal portiere: chi sarà al fianco di Filippo Matonti?
“Fino a poco tempo fa il nostro “problema” era trovare un portiere esperto che potesse alternarsi con Filippo, ma nel frattempo lui è cresciuto tantissimo e ha accumulato un altro anno di esperienza. Oggi l’hockey sta cambiando: sempre più squadre, anche ad alto livello, scelgono di dare fiducia ai giovani e noi, numeri alla mano, abbiamo uno dei tre migliori portieri Under20 d’Italia, un ragazzo ormai pronto per essere protagonista in IHL. Il suo percorso di crescita è arrivato alla naturale maturazione ed è giusto affidargli le chiavi della squadra. Al suo fianco arriverà un backup giovane, pronto a farsi trovare disponibile quando servirà, ma il titolare sarà Matonti. In questi anni abbiamo fatto scelte importanti nel reparto proprio per accompagnarlo fino a questo momento: adesso tocca a lui e sono convinto che disputerà una stagione di altissimo livello”.
E sul terzo straniero? Il coach avrà voce in capitolo?
“Con coach Rich ci sentiamo praticamente tutti i giorni e sono estremamente soddisfatto dell’approccio che ha avuto fin dal suo arrivo: sta lavorando tantissimo, non solo dal punto di vista tecnico ma anche sulla preparazione della stagione, e si è già confrontato personalmente con tutti i ragazzi della squadra. Arriverà a Varese a metà agosto, è un allenatore molto empatico, capace di entrare in sintonia con il gruppo, ma allo stesso tempo deciso e con idee molto chiare. Avrà piena voce in capitolo sul terzo straniero, così come l’ha avuta sulla conferma di Bastille, che sarà uno dei punti di riferimento del suo progetto tecnico. Sul nome preferisco non sbilanciarmi, ma posso dire che sarà un giocatore perfettamente funzionale alla nostra idea di hockey”.
Guardando al mercato di IHL, come si stanno muovendo le altre squadre?
“Credo che il Caldaro, pur avendo perso giocatori importanti, stia inserendo profili di altrettanto valore e per questo motivo resterà la squadra da battere. Subito dietro vedo l’Appiano, che dispone di un roster giovane ma ormai maturo per fare quel passo in più. Poi ci siamo noi insieme ad Alleghe e Aosta, società che si stanno attrezzando per essere competitive. Il Val Pusteria, invece, sta costruendo una squadra giovanissima: probabilmente pagherà qualcosa in termini di esperienza, ma giocherà in uno degli impianti più belli d’Italia e metterà in campo un’intensità incredibile. Sono convinto che sarà un avversario molto complicato per chiunque”.
Quali sono le prospettive di crescita globale dei Mastini?
“Prima di tutto voglio ringraziare gli sponsor, che continuano a darci fiducia, e i tifosi, perché anche la campagna abbonamenti ha dato risposte davvero importanti. Poi ci tengo a rivolgere un ringraziamento personale al presidente Carlo Bino: so perfettamente quanto impegno, economico e umano, serva per mantenere una società e una squadra a questi livelli e troppo spesso questo lavoro viene dato per scontato. Ho sentito dire che siamo la società che incassa di più: è vero, ma siamo anche quella che investe di più. Ogni scelta che facciamo è finalizzata a costruire la squadra più competitiva possibile, perché sentiamo la responsabilità di restituire ai nostri tifosi almeno una parte di quello che loro danno a noi ogni giorno. Il nostro obiettivo è spingerci sempre al massimo delle nostre possibilità; se alcune operazioni non vengono fatte è semplicemente perché, in quel momento, non si possono fare. Ma una cosa posso dirla con certezza: i Mastini continueranno ad esistere e, soprattutto, avranno un grande futuro”.
Matteo Carraro
Foto Michele Del Re























