
Il sillogismo diventa inevitabile. Per quanto forzato. A pochi giorni dalla salvezza sul campo, la Pergolettese ha ufficializzato la transizione societaria con Mauro Duca (amministratore delegato del club), che passa da socio di minoranza a socio unico quale detentore (tramite la Phoenix Srl), del 100% delle quote. Una svolta preparata da tempo con l’ingresso di Duca datato 25 febbraio 2025 e il “percorso graduale strategico e condiviso di riassetto della proprietà” certificato da una nota del 16 gennaio scorso.
Una road map programmata nel segno della continuità gestionale vista la permanenza di Anna Micheli alla guida operativa del club. Senza voler porre ad esempio lo specifico cremasco, quanto sta accadendo, o meglio, non sta (ancora?!) accadendo alla Pro Patria impone però il parallelo. Perché (salvo ognuno), in via Cà Bianca la minoranza rappresentata da Luca Bassi non ha mai avuto in agenda l’upgrade a maggioranza. Sin dall’acquisizione del 49% delle quote societarie datato dicembre 2024. Da allora, l’ambiente tigrotto è sospeso nell’attesa della beata speranza di un Cavaliere Bianco che possa rilevare il 51% da Patrizia Testa la cui esperienza in biancoblu terminerà il prossimo 30 giugno.
Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi
A dispetto di un certo ottimismo rispetto alle tempistiche del passaggio di consegne (giù la maschera, se ne è macchiato anche chi scrive), lo stallo alla messicana è stato fotografato anche dal Sindaco Antonelli che in settimana ha convocato informalmente le parti per provare a veicolare l’intesa. Con esiti (par di capire), non ancora dirimenti. Sul tavolo della Testa sono pervenute la proposta di acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte di Estrella Football Group più almeno un’altra manifestazione di interesse proveniente dal territorio. Nulla che abbia però realmente assecondato le condizioni di uscita della Presidente dimissionaria. Questo lo stato (si fa per dire), dell’arte. Con una nota a margine che rimanda alle differenze dal caso Pergolettese. Se al “Voltini” il percorso immaginato ha trovato fedele conforto nei fatti, allo “Speroni” qualcosa non deve essere andato per il verso giusto. A partire dal risultato sportivo, s’intende. Quali fossero infatti gli accordi iniziali tra maggioranza e minoranza biancoblu è materia conosciuta solo dai protagonisti. Ma nel puzzle bustocco non si sono incastrati parecchi pezzi. Diversamente, non ci troveremmo nella situazione di cui sopra.
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultegeneration D’Angelo)





















