
Gabriele Gravina si è dimesso dal ruolo di Presidente della FIGC. L’ufficialità è arrivata dalla stessa Federazione tramite un comunicato ufficiale nel quale si può leggere come: “A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma“.
Un atto che praticamente tutti si attendevano potesse, e molti auspicavano dovesse, avvenire già nel post mancata qualificazione ai Mondiali a favore della Bosnia, con Gravina che invece aveva rimandato ogni decisione al Consiglio Federale indetto per la prossima settimana.
Le pressioni ed il sentimento però espressi in diverse sedi in questi giorni da vari esponenti, soprattutto del mondo della politica, avevano lasciato intendere come il tempo di reazione alla terza qualificazione di fila mancata ad un Mondiale sarebbe stato molto più rapido ed avrebbe avuto effetti molto più immediati.
Così si apre ora il grande interrogativo su chi si prenderà il grande fardello di ridare credibilità ad un movimento in evidente crisi, con l’attesa ora di capire, in primis, che ne sarà di Rino Gattuso, che ha contratto da CT fino al 30 giugno ma per il quale il destino sembra già segnato, sebbene sia stato l’ultimo dei problema della Nazionale in questi ultimi mesi.
Intanto anche il Capo Delegazione, Gianluigi Buffon, ha rassegnato le proprie dimissioni, lasciando questo messaggio sui propri canali social:
“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi.
Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.
Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale.
E non ci siamo riusciti.
È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo.
Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino.
Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21.
Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore.
Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine.
Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni.
Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte.
Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia.
Forza Azzurri sempre.
Alessandro Burin



































