La bolla degli esorbitanti costi di mantenimento delle società calcistiche, scoppiata a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000 e tuttora in essere, ha mietuto tante vittime, illustri e meno illustri. Se guardiamo la storia complessiva del Varese Calcio, fondato nel 1910, possiamo includere la società sportiva tra le sfortunate illustri poiché i biancorossi hanno militato a lungo in Serie A raggiungendo un lusinghiero settimo posto nella stagione 1967-68. Il suo miglior piazzamento coincide certamente al periodo di maggior lustro della squadra, gli anni ‘60, quando la sua presenza nella massima serie calcistica nazionale non era certo un’eccezione.

Dopo l’apogeo degli anni ‘60 per i colori biancorossi inizia una lenta discesa, a partire dal 1970. Da quel momento il Varese Calcio rimarrà confinato in Serie B per quindici lunghi anni scivolando successivamente nelle categorie inferiori. Per rivedere il Varese ai piani alti bisogna attendere il 2010 quando finalmente i lombardi tornarono in Serie B dopo un ottimo secondo posto in C ed eccellenti playoff. In questo intervallo di tempo va però registrato un primo fallimento, anno 2004. A seguito del fallimento il club venne rifondato col nome di Associazione Sportiva Varese 1910 ripartendo dal Campionato Regionale di Eccellenza.

Nel 2016 l’Associazione Sportiva Varese 1910 venne definitivamente estromessa dal calcio professionistico italiano, il tentativo di rifondare la squadra subì un ulteriore stop a causa di un nuovo fallimento, quello della Varese Calcio S.S.D. che aveva preso il posto della società sportiva originaria. Attualmente, dopo alterne vicende, la squadra milita in Serie D – girone A e ha ripreso l’antica denominazione di Varese Football Club.

Il Varese FC occupa la quinta posizione a quota 35 punti nonostante un -1 nella differenza reti, evidentemente anche se prende molti gol, quelli che realizza sono abbastanza pesanti. A differenza di altre serie soltanto la vincente del girone sale direttamente in C, tuttavia vengono disputati del playoff allo scopo di avere disponibilità di squadre per eventuali ripescaggi. Le quote calcio includono anche la Serie D ma, trattandosi di una serie particolare, suddivisa in 9 gironi su base regionale, gli antepost possono venire stilati solo in prossimità della fine della stagione.

Il fatto che la Serie D sia inquadrata nella lega dilettanti non deve trarre in inganno. Nella D sono stati raggiunti indici di gradimento in termini di spettatori da far concorrenza anche alla Serie A, come nel caso della partita tra Massiminiana e Paternò che al Cibali di Catania registrò la presenza di 25.000 spettatori. In quella partita si mise in luce Pietro Anastasi, successivamente approdato alla Serie A, proprio a Varese, e alla Nazionale. Inoltre la Lega Nazionale Dilettanti punta molto sui giovani, con un fondo “Giovani D Valore” aumentato nel 2025 per incentivare l’utilizzo di under. Nel 2024/2025, 118 calciatori sono passati dalla Serie D al professionismo.

Redazione

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