Due partite, due facce completamente diverse. Nel giro di pochi giorni il Varese Femminile è passato dalla serata perfetta in Coppa Italia, con il 4-0 alla FiammaMonza valso una storica finale, al ko in campionato contro le brianzole, decisive nella corsa salvezza. Un’altalena di emozioni e prestazioni che racconta bene il momento della squadra.

Omar Cremona, preparatore dei portieri biancorossi, analizza la situazione senza giri di parole tra luci e ombre, con lo sguardo già rivolto all’ultimo atto di Coppa contro la corazzata Erbusco (domani sera nell’ambito del Football Finals Event) e a un finale di stagione ancora tutto da scrivere. “A caldo eravamo inevitabilmente tutti arrabbiati – esordisce Cremona –, ma a mente fredda possiamo accettare il verdetto del campo: le ragazze sono forse entrate in campo scariche a livello mentale dopo le emozioni vissute mercoledì, mentre loro si stanno giocando la permanenza in categoria. E, a conti fatti, è stata una partita equilibrata decida dagli episodi, un match in cui loro hanno sicuramente avuto più cattiveria di noi, che non abbiamo sfruttato le occasioni avute”.

Occasioni che sono state sfruttate in semifinale.
“È stata la serata perfetta, non potevamo chiedere di più. È stata una bellissima partita, giocata davanti a una tribuna piena con in palio qualcosa di davvero importante; magari ogni partita fosse così”.

Adesso il focus si sposta sulla finale di domani sera nel contesto del Football Finals Event di Cologno al Serio: la finale contro l’Erbusco è impossibile?
“Sulla carta sembrerebbe di sì, ma ce la andremo a giocare. In campionato hanno solo vinto, in Coppa hanno pareggiato l’andata contro la Doverese, ma in generale sono una squadra di un altro pianeta. Poi, mai dire mai, prima o poi la giornata storta capiterà anche a loro e mi auguro che ciò possa avvenire domani. Non dimentichiamo che si parte dallo 0-0: giocheremo su un campo grande, e loro potrebbero esserne favorite, ma a noi non manca la convinzione di far bene. Essere arrivati a questo punto è già un bel traguardo: proviamo a realizzare un sogno”.

Cosa vi hanno detto le partite di campionato?
“Che loro sono forti, ma davvero tanto (ride, ndr). Battute a parte, nei primi tempi abbiamo sempre tenuto abbastanza bene, poi loro hanno dilagato nel finale; le sconfitte ci potevano stare, ma sicuramente non con quel gap. Domani proveremo a dimostrarlo”.

Guardando velocemente al finale del campionato, qual è l’augurio delle prossime tre partite?
“Potenzialmente abbiamo ancora la chance di chiudere a 52 punti e arrivare al terzo posto; in quel caso avremmo fatto qualcosa di clamoroso andando a migliorare il traguardo dello scorso anno, anche se ovviamente scavalcare chi ci sta davanti sarà difficile. A prescindere, vogliamo proseguire il nostro percorso e confermarci a questi livelli dimostrando di potercela giocare con tutti”.

Dopo un ottimo girone d’andata, le prospettive per il ritorno erano ben diverse: cosa non ha funzionato dal tuo punto di vista?
“Diciamo che abbiamo raccolto meno di quanto preventivato, ma momenti di flessione nel corso di una stagione vanno messi in conto. Spesso abbiamo faticato a sbloccare partite che, in caso di vantaggio, sarebbero senz’altro state diverse e anche gli impegni di Coppa hanno influito. Sicuramente quest’anno abbiamo iniziato un nuovo corso che garantirà ottime basi per il futuro”.

Entrando nello specifico del tuo ruolo, cosa puoi dire sulla crescita di Alessia Bogni e Alice Meloni?
“Ormai non posso più dire niente su loro. Senza peccare di umiltà posso dire che mi basta uno sguardo appena arrivano la sera per capire come stanno, il che mi aiuta su come comportarmi con loro (ride, ndr). E i risultati si vedono in campo. Alessia è cresciuta a livello di confidenza ed è migliorata sotto tutti i punti di vista, anche se ogni tanto pecca ancora di ansia; Alice, invece, ha accettato con gioia il suo ruolo consapevole di poter crescere e ritagliarsi qualche spazio in più, cosa peraltro avvenuta proprio quest’anno”.

Tra l’altro è anche già arrivato il record di clean sheet stagionali.
“Sto aspettando la fine per contare le statistiche (ride, ndr); ad oggi, tra campionato e Coppa siamo a nove, e non sarebbe male arrivare a dieci domani…”.

Il fatto che la squadra sia passata a giocare a quattro può aver influito in tal senso?
“Inizialmente c’era un po’ di paura nell’andare a toccare movimenti ormai consolidati perché era da parecchi anni che si giocava a tre, ma la squadra ha risposto bene; mister Faccone ha speso parecchio tempo per insegnare alle ragazze i movimenti e, dopo un inevitabile periodo di assestamento, vedo la squadra cresciuta a livello di personalità. Di conseguenza, anche Alessia e Alice sono più facilitate, ad esempio, nel gioco con i piedi perché hanno più appoggi laterali. Poi, in porta il discorso è sempre quello: bisogna parare (ride, ndr)”.

A livello personale, la tua esperienza con il Varese non si limita alla Femminile…
“Esatto. Gestisco tutti i portieri dell’Attività di Base: per me ciò rappresenta una soddisfazione enorme perché, da professionista, ho sempre voglia di alzare l’asticella e migliorare di anno in anno. Non a caso ho anche fatto anche il corso di match analyst per aumentare le mie capacità di analisi delle singole prestazioni”.

Come cambia il tuo approccio?
“Chiaramente con i portierini ci si concentra soprattutto sulla tecnica individuale e sui lavori di stampo situazionale/cognitivo; fortunatamente, tutti i bambini/ragazzi con cui ho a che fare sono davvero bravi, attivi, ricettivi e propositivi. Con le ragazze, chiaramente, ci si concentra più che altro sugli aspetti situazionali, ma non farei un distinguo; il ruolo del portiere è sempre lo stesso ed entrambe le cose mi danno tanta soddisfazione”.

Per il futuro?
“A Varese mi trovo bene: parliamo di una società che vuole crescere, e gli investimenti sulle strutture lo dimostrano. L’augurio è che si possa sbloccare anche la situazione stadio, ma la dirigenza sta lavorando bene a tutti i livelli. Anche nel settore femminile, ad esempio, il settore giovanile sta crescendo tanto. La ciliegina sulla torta sarebbe arrivare in Serie C”.

Matteo Carraro

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