Doveroso rivolgere un grande grazie alla Castellanzese che, con il prezioso 0-0 contro la capolista Folgore Caratese, ha permesso al parterre varesotto di chiudere la terza giornata del 2026 con almeno un punticino a referto. Dopo uno dei turni più proficui arriva infatti una giornata da incubo per le squadre della provincia impegnate in Serie D: il Varese cade al Franco Ossola pagando il cinismo del Sestri Levante (che s’impone 1-3 in rimonta), mentre la Varesina crolla all’Elmec Solar Stadium perdendo 0-2 lo scontro salvezza con la Nuova Sondrio.

Sconfitte chiaramente dal peso specifico diverso ma che, di pari passo, sanno di bocciature per i rispettivi obiettivi: la prossima settimana sarà particolarmente importante (soprattutto in casa rossoblù) a livello mentale. Anche per quel che riguarda i neroverdi, comunque, il bicchiere non può esser totalmente pieno visto che in tre partite del girone di ritorno manca ancora la vittoria; ovvio che, in questo caso, ci sia molta più fiducia.

1° posto – Castellanzese

Lo 0-0 contro la capolista Folgore Caratese è uno di quei risultati che vanno letti oltre il punteggio. Perché, ancora una volta, la Castellanzese si presenta all’appuntamento falcidiata dalle assenze, ma riesce comunque a proporre una prestazione completa, solida e coraggiosa. È quasi superfluo tornare sull’elenco degli indisponibili di Del Prato, ma è doveroso sottolineare come questa squadra sembri non accorgersene mai davvero: organizzazione difensiva, personalità a centrocampo, propositività negli ultimi trenta metri. Indipendentemente dall’avversario.

Contro la prima della classe va in scena un match giocato a viso aperto, intenso e fisico, con i neroverdi capaci di reggere l’urto, rispondere colpo su colpo e creare anche le occasioni migliori. È vero, nel 2026 la vittoria manca ancora, ma riavvolgendo il nastro si torna all’inizio della stagione: anche allora due punti nelle prime tre partite, prima della scossa che arrivò alla quinta giornata. Le prestazioni, intanto, sono un patrimonio da coltivare. Di contro, la classifica inizia a incrinarsi: la Castellanzese è in zona salvezza, ma con appena un +2 sulla zona playout (anche se la forbice punti garantisce ad oggi qualche punticino di margine in più). Domenica lo scontro diretto con l’Oltrepò (appaiato a 26 punti) diventa un passaggio chiave per provare a trasformare la continuità di rendimento in un risultato pieno. La sensazione, però, è che la strada imboccata sia quella giusta.

2° posto – Varese

La sconfitta contro il Sestri Levante lascia sensazioni contrastanti, forse più del risultato stesso. La relativa serenità con cui è stata accolta dal pubblico è paradossalmente rassicurante e preoccupante allo stesso tempo. Preoccupante perché una piazza ambiziosa come Varese non può permettersi di archiviare con leggerezza un ko interno; rassicurante perché sembra esserci finalmente consapevolezza sul reale livello di questa squadra. Il Varese, oggi, è dove deve essere. Una verità amara da masticare, ma da digerire in fretta.

La prestazione, soprattutto nella prima parte di gara, conferma pregi e difetti triti e ritriti: capacità di imporre ritmo, di creare occasioni, ma anche mancanza di cinismo che continua a costare caro. Gli errori individuali e le disattenzioni difensive finiscono per vanificare quanto di buono costruito, lasciando spazio a una lettura severa ma onesta della stagione. In mezzo a tutto questo resta un segnale positivo: il Franco Ossola più pieno e rumoroso del solito. Una cornice che fa bene, che accompagna e sostiene, e che merita continuità anche nelle prossime settimane. Ora il focus si sposta sulla trasferta di Cairo Montenotte, sul campo della lanciatissima Cairese dell’ex Floris che è uscita dalla zona playout. Un altro banco di prova complicato che questa volta il Varese dovrà superare a pieni voti riproponendo le vibes di Vinovo.

3° posto – Varesina

Di questo passo la salvezza rischia di diventare un miraggio. Zero vittorie casalinghe, una ricaduta evidente dopo i segnali incoraggianti di inizio 2026 e la sensazione di un’occasione (l’ennesima) sprecata malamente. La sconfitta interna contro la Nuova Sondrio è una mazzata pesantissima perché, in un solo pomeriggio, la Varesina vanifica quanto di buono costruito nelle due precedenti uscite e risprofonda nell’incubo retrocessione (piena zona playout con 17 punti). Non tanto per il risultato in sé, quanto per il modo in cui arriva e per ciò che racconta: sterilità offensiva, fragilità mentale e incapacità di reagire dopo l’episodio sfavorevole. Le Fenici creano, sprecano e poi si sciolgono al primo colpo incassato, lasciando spazio a una Nuova Sondrio più affamata, più intensa e più lucida nei momenti decisivi. Il gol di Vasil a inizio ripresa è uno spartiacque emotivo devastante: da lì in avanti la Varesina scompare dal campo, incapace di produrre una vera reazione, fino alla punizione di Escudero che nel recupero certifica una giornata da incubo.

La classifica ora fa paura: salvezza diretta lontana nove punti, margine sulla retrocessione che si assottiglia e uno scenario che potrebbe peggiorare già a metà settimana con il recupero della Nuova Sondrio (13pt) contro lo Scanzorosciate (21pt): in caso di vittoria i biancoazzurri porterebbero la zona retrocessione diretta ad un solo punto di distanza dai rossoblù, mentre qualora dovessero vincere i giallorossi (che aggancerebbero la Real Calepina) si scaverebbe un gap di 7 punti tra il quattordicesimo posto e il quindicesimo posto della Varesina. Ricordiamo che con un distacco pari o superiore a 8 punti non si giocherebbe il playout e si parlerebbe di retrocessione diretta. E domenica prossima c’è un altro scontro diretto sul campo della Real Calepina. La Varesina dovrà soprattutto ritrovare sé stessa, prima ancora dei punti. Perché il tempo, ora, inizia davvero a stringere.

Matteo Carraro

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