
È stata una stagione ricca di soddisfazioni per Valentina Imperiali, 42 anni, nuotatrice del Gruppo Team A Bombazza – New Swim Castiglione Olona, che nelle ultime settimane ha conquistato importanti risultati nelle competizioni in acque libere.
“Alla Traversata dei Dragoni di Viverone, 3.750 metri, ho chiuso al terzo posto nella categoria donne», racconta Valentina. «Ho poi vinto due tappe dell’Open Water Tour, a Monate e Noli, e mi sono classificata terza nella categoria M40 a Bergeggi, durante la manifestazione Swim the Island.»
Una passione rinata da adulta
“Il mio amore per il nuoto è rinato da adulta“, spiega Valentina. “Sono un’ex agonista: ho nuotato fino a 16 anni con alcune società comasche, tra cui l’Ice Club Como e la Canottieri Lecco. Poi ho interrotto per 22 anni: avevo bisogno di staccare dopo tanto impegno. Ho ripreso a 38 anni, qui a Castiglione Olona, con un approccio più equilibrato. Questa è la mia quinta stagione, e negli ultimi anni sono arrivati anche dei bei risultati”.
La motivazione e la sfida
“Mi piace fare fatica, perché la fatica porta risultati. Sono una persona che fa le cose con passione: migliorarmi continuamente è ciò che mi spinge ogni giorno”, confida la nuotatrice. La sfida più grande? “Riprendere il ritmo dopo tanti anni. Sono entrata in una squadra già affiatata e all’inizio non è stato facile. Ma una volta trovato il giusto equilibrio, la routine quotidiana è tornata naturale”.
Piscina o acque libere? Due mondi diversi
“In piscina tutto è regolare: segui le piastrelle, fai la virata, e vai avanti. In acque libere, invece, c’è libertà. È un mondo imprevedibile: ci sono le onde, i pesci, e anche quella aggressività positiva che sfoghi nella nuotata. È una sfida più bella e completa: sei tu contro tutti”.
Il simbolo: Federica Pellegrini
“Il nuoto mi fa sentire libera, è il mio modo per esprimere chi sono. Facciamo tanti sacrifici nella vita, ma per me l’acqua è libertà pura”, conclude Valentina, che non nasconde la sua ammirazione per una grande icona italiana: “Sono una fan sfegatata di Federica Pellegrini. Sono andata fino a Rio, da sola, solo per vederla gareggiare. È un simbolo di forza e determinazione, e ha dato grande visibilità al nostro sport”.
Alessandro Burin






























