Il sogno di un bambino divenuto realtà. Marco Bergamin ha realizzato, pochi giorni fa, il più classico dei desideri di chi inizia a praticare uno sport di squadra, tifando per quella della propria città: ossia, indossarne la maglia della Prima Squadra. Così Marco, cresciuto nel mito della grande Pallacanestro Varese è arrivato a  firmare il suo primo contratto professionistico con il club di Piazzale Gramsci, quale sesto italiano della nuova formula 6+6 scelta dalla società per comporre il roster a disposizione di Kastritis.

Una chiamata inaspettata e ricca di emozioni che lo stesso Bergamin racconta così: “Sono felicissimo, è un’emozione unica ed indescrivibile, a maggior ragione per un ragazzo come me nato e cresciuto a Varese”.

Nato e cresciuto qui ma l’anno scorso ha fatto un’esperienza importante in Canada. Com’è andata?
“Molto bene, è stata un’esperienza di basket ma soprattutto di vita. Ho dovuto imparare ad arrangiarmi da solo e questo mi ha reso molto più indipendente, da un punto di vista professionale, invece, il basket giocato in Canada è molto più fisico di quello qui in Italia, a livello giovanile, e questo mi ha aiutato, adesso che mi alleno con la Serie A, ad essere più pronto sotto questo punto di vista”.

Sotto quale punto di vista pensa di essere cresciuto maggiormente in Canada?
“Quello dell’attitudine al lavoro. Ci allenavamo mattina e pomeriggio ogni giorno e questo mi ha aiutato a crescere da un punto di vista della costanza fisica ma anche mentale”.

Torniamo alle sue origini: cresciuto cestisticamente a Varese, dove nasce la sua passione per il basket?
“Io inizio a giocare a basket in Robur Et Fides, poi l’unione con la Pallacanestro Varese mi ha portato in biancorosso. E’ stato un percorso sempre contrassegnato dal mio grande amore per questo sport ma soprattutto per questa maglia”.

Perché ha deciso di tornare in Italia quest’estate?
“La società mi ha mostrato grande interesse e voglia di avermi qui. Penso che questa possa essere una tappa fondamentale nel mio percorso di crescita, soprattutto perché ho la possibilità ogni giorno di confrontarmi con giocatori senior che hanno sempre qualcosa da insegnarmi”.

Quando le è stato comunicato che avrebbe fatto parte in pianta stabile del gruppo della Serie A come ha reagito?
“Sono rimasto incredulo e penso di esserlo ancora adesso”.

Ultima piccola digressione sulla Serie B: state disputando un bel campionato che la vede anche protagonista. Dove potete arrivare?
“Sinceramente non lo so. Pensiamo ad una partita alla volta, il coach ci sta mettendo nelle migliori condizioni di gioco possibili, cercando di farci esprimere al massimo, siamo un bel gruppo che sta bene insieme e queste sono le cose più importanti. Sappiamo di essere uan squadra molto giovane rispetto alle altre presenti ma questo non ci spaventa o intimorisce assolutamente. Dobbiamo continuare così”.

Alessandro Burin

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