Dal 18 al 23 novembre, la cittadina coreana di Muju ha ospitato il Summit Mondiale sul Taekwondo, evento internazionale organizzato dalla GTTF che ha visto oltre 400 partecipanti provenienti da 190 paesi. Tra questi, i maestri italiani Monti Vitale, Signore Luigi e Deplano Tonino, tutti già cintura nera 9° dan, hanno brillato conquistando anche gli esami internazionali per il massimo grado tecnico.

Il Maestro Monti dello Sporting Club Samarate, presente come membro della Commissione Tecnica Mondiale e presidente dell’UNITAM, racconta un contesto unico, tra foresterie, palestre aperte 24 ore su 24 e strutture tradizionali coreane, definendo Taekwondowon “una vera Mecca del Taekwondo”. Oltre alla componente sportiva, la settimana ha messo in luce l’impegno italiano nel preservare i valori tradizionali della disciplina tra premi, cerimonie e futuri obiettivi internazionali.

Maestro Monti, cosa può dirci in merito all’evento di Taekwondo tenutosi in Corea del Sud?
“Dal 18 al 23 novembre, a Muju, in Corea del Sud, presso la cittadina di Taekwondowon, si è tenuto il Summit Mondiale sul Taekwondo organizzato dalla GTTF (Global Traditional Taekwondo Federation, ndr). Tutta la struttura, a circa 300km da Seul, è governativa ed è interamente dedicata al taekwondo, su una superficie di 40 ettari immersi tra le montagne, con quattro foresterie, un supermercato, sale ristorante e bar, sale riunioni di tutte le dimensioni e palestre dove allenarsi 24 ore su 24, il tutto circondato da strutture tradizionali coreane, come pagode e templi. Una vera e propria Mecca del Taekwondo. Più di 400 partecipanti provenienti da 190 paesi e, tra questi, solo tre maestri italiani: io, Signore Luigi e Deplano Tonino, tutti in possesso del grado di cintura nera 9 dan (il più alto assegnabile, ndr). Per dovere di cronaca, la spedizione italiana era composta anche da Monti Leonardo Elio, Vignati Roberto, Rudy Maria Kristina e Colombo Marco, tutti atleti dello Sporting Club Samarate”.

Qual è il suo giudizio in merito?
“Tutto questo è stato organizzato e voluto perché il Taekwondo Olimpico è in forte crisi, sia nei numeri sia nei contenuti, e negli ultimi anni è stato afflitto da numerosi scandali per corruzione e imbrogli, inclusi incontri truccati ai massimi vertici della WT (World Taekwondo, ndr). Di fronte a ciò, molti nel mondo stanno guardando al futuro del Taekwondo tornando alle origini, senza strumentazioni elettroniche e riscoprendo il DO, ossia l’arte oltre ai calci TAE e ai pugni KWON. In generale, il mio giudizio è molto positivo perché si percepiva il senso autentico del Taekwondo, sia sportivo sia olimpico”.

Secondo lei, cosa ha in parte compromesso il clima del Taekwondo Tradizionale?
“Ritengo che la causa principale sia stata il business e gli interessi economici. L’ascesa del Taekwondo sportivo o olimpico ha in parte soppiantato i valori del Taekwondo Tradizionale, che hanno contribuito alla diffusione di quest’arte marziale nel mondo. A questo Summit mondiale abbiamo praticato solo lo stile originario della Corea del Sud e non quello proveniente dalla Corea del Nord”.

Hanno organizzato altri incontri durante la settimana?
“Sì. Oltre ai numerosi incontri di politica sportiva e agli allenamenti tecnici, si sono svolti due eventi molto importanti. Giovedì 20 novembre, presso la maestosa sala di Myongingwan – dove, tra l’altro, è stata organizzata la serata conclusiva di Miss Universo – alla presenza di autorità coreane, tra cui il ministro dello sport e della cultura, e di oltre 500 partecipanti, sono stato premiato con il Leadership Excellent Award per l’impegno nella diffusione del Taekwondo Tradizionale in Italia. Sabato 22 novembre, invece, si è tenuta la sessione di esami internazionali per acquisire il grado di cintura nera dal 1° al 9° Dan, alla quale hanno partecipato anche i nostri tre maestri italiani, pur già in possesso di tale titolo”.

Lei quale ruolo ha avuto?
“In quella giornata sono stato chiamato a far parte della Commissione Tecnica Mondiale: insieme a un maestro portoghese, eravamo gli unici due europei. Questa nomina ha onorato non solo il mio valore tecnico, ma tutto il movimento italiano, l’UNITAM, di cui sono Presidente Nazionale, che da 30 anni combatte contro il decadimento morale e culturale del Taekwondo Olimpico. In tarda mattinata si sono svolti gli esami per l’acquisizione del 9° Dan internazionale, dove io, Signore e Deplano abbiamo superato le tre prove (Forme, Difesa Personale e rotture di tavole, ndr) a pieni voti, entrando nella storia come primi tre italiani ad ottenere questo grado e rendendo l’Italia l’unica nazione europea con tre maestri così qualificati. La giornata si è conclusa con la cerimonia di consegna dei diplomi presso Myongingwan, un’enorme pagoda con all’interno un memoriale dedicato ai più importanti maestri di Taekwondo, svolta in abiti tradizionali coreani”.

Quali sono gli obiettivi futuri dello Sporting Club Samarate?
“Puntiamo a partecipare a una gara di Taekwondo almeno una volta al mese. Tra i prossimi appuntamenti ci saranno il trentanovesimo Trofeo Città di Samarate, al quale parteciperanno molti atleti, e il Trofeo Città di Lonate. Poi la testa va ai prossimi mondiali di Taekwondo a Manila, nelle Filippine, che si terranno a giugno, dove vorremmo portare qualche nostro atleta”.

Nabil Morcos

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