
Inizia ufficialmente la settimana che porta a Cremona – Varese di lunedì 8 dicembre, alle ore 17:30, sul parquet del PalaRadi. Una partita che assume le sembianze di una prova senza possibilità di appello per una Openjobmetis chiamata a fare risultato dopo la debacle interna con Udine, contro, però, la squadra rivelazione di questo inizio di stagione. La Vanoli, infatti, sta stupendo per i risultati ottenuti, come i 10 punti in classifica, con conseguente sesto posto, sono lì a dimostrare.
Merito, sicuramente, del lavoro del GM Andrea Conti, che in estate, seppur con risorse limitate, ha saputo costruire un gruppo di valore e con il quale facciamo il punto in vista della gara di lunedì prossimo.
Conti, un ottimo inizio di stagione il vostro. Se lo aspettava?
“Onestamente no. Avevo avuto le avvisaglie di aver formato un bel gruppo, che si allena bene, affamato, ma pensare ad oggi di avere già 5 vittorie era davvero difficile. Ci davano tutti per morti ed invece…”.
Tra le scelte che stanno pagando dividendi c’è sicuramente quella di puntare anche quest’anno su coach Brotto…
“E’ un lavoratore indefesso, io e Gigi abbiamo anche giocato insieme, lo conosco bene e si è meritato sul campo questa riconferma. In estate abbiamo lavorato a stretto contatto per creare la squadra con l’idea di salvarci ma di cercare di proporre anche un gioco divertente e che sapesse avvicinare il pubblico al gruppo. Fino ad oggi siamo andati bene ma la stagione è ancora lunga”.
Tra i colpi che stanno cambiando la stagione, c’è sicuramente Casarin…
“Sta performando molto bene, ci sta dando quel boost di energia e fisicità che ci aspettavamo. Casarin fa parte di quel novero di giocatori che quest’estate sono stati un pò sottovalutati da tanti club, come lui tanti altri giocatori del nostro roster: noi ci abbiamo creduto, bravi loro, poi, a trovare le motivazioni e l’ambiente giusto per performare come stanno facendo”.
Cremona come sta vivendo questo inizio di stagione?
“Direi bene. Alla fine noi siamo una società che lavora tanto sui giovani, che ci punta e cerca di farli crescere al meglio. Con le risorse che abbiamo dobbiamo cercare di fare sempre il meglio, creando l’ambiente giusto che dia modo ai giovani di lavorare con serenità. Non abbiamo il blasone di piazze come Varese, Cantù, Bologna e altre e questo ci permette di avere meno pressione e dare il giusto tempo ai ragazzi di crescere come stanno facendo quest’anno”.
Siete riusciti nell’impresa di fare una buona squadra seppur con pochi soldi.
“Il lavoro di scouting si fa tutto l’anno, quando hai poco devi avere una visione e dare forza alle idee e una di queste è stata quella di dover fare la miglior squadra per salvarci, cercando di giocare una pallacanestro che avvicini il pubblico alla squadra. Dopo 9 partite devo dire che ci abbiamo beccato, speriamo di continuare così. Anche quando perdiamo la gente esce dal palazzo e dice di essersi divertita”.
Che Varese si aspetta e perché secondo lei anche quest’anno ha iniziato con tante difficoltà?
“Troveremo una Varese profondamente cambiata, diversa da quella che abbiamo incontrato in precampionato. Iroegbu e Stewart sono due giocatori che aggiungono grandissimo potenziale, rapidità e atletismo, aumentando la qualità della squadra. Sulle difficoltà che sta incontrando, posto che da fuori è sempre difficile valutare, dico che i profondi cambiamenti non aiutano, probabilmente, nel cementificare un senso di appartenenza importante che pubblico richiede, la passione dei tifosi a Varese vuole grande senso di appartenenza e forse questo continuo cambiamento di giocatori e allenatori degli ultimi non aiuta a svilupparlo. E’ una Varese diversa da quella in cui lavoravo io, con una filosofia differente e probabilmente con più risorse. Poi nelle difficoltà ci siamo tutti, la lotta per non retrocedere è sempre più agguerrita e ogni anno bisogna sperare di aver azzeccato due/tre giocatori che poi possono cambiarti la stagione”.
Che effetto le ha fatto vedere Vertemati vincere a Varese settimana scorsa?
“Io sono molto legato ad Adriano, è un bravissimo allenatore e lo sta dimostrando. Non credo nelle rivincite, fa parte di tutti vivere momenti di alti e bassi, sono felice per lui perché lasciando in panchina due americani ha vinto una partita importante e gli auguro il meglio”.
Giovedì scorso era a vedere la Nazionale a Tortona, che idea si è fatto sul nuovo corso targato Banchi?
“Vedo solo cose positive se mettiamo insieme le due partite con Islanda e Lituania, il futuro della nazionale è in mano a questi ragazzi giovani che si stanno approcciando alla maglia azzurra e secondo me Banchi è il meglio che si potesse prendere. E’ un allenatore che ti entra sottopelle, ti sa motivare ma allo stesso tempo è un coach istruttore”.
Chiudiamo sulla partita di lunedì, che partita si aspetta?
“Sicuramente un match contrassegnato da un alto numero di possessi, dovremo cercare di non snaturarci andando dietro al gioco di Varese ma cercare di colpire con le nostre armi”.
Alessandro Burin























