Sette gol in undici presenze in campionato, che al momento gli valgono il titolo di miglior marcatore della sua squadra e terzo miglior cannoniere del girone: questo il biglietto da visita che Andrea Fischetti sta lasciando sui campi della Lombardia; dalla prima marcatura all’esordio di Lentate sul Seveso, alla quarta giornata, proseguendo con Mariano, Vis Nova Giussano e le doppiette contro Vigevano e Rhodense, gara – quest’ultima – condita anche da un assist per Riceputi.

Era il mese di luglio quando l’attaccante classe ’94 sceglieva per la prima volta la nostra regione, abbracciando la causa della Sestese. Alle spalle, una prolifica carriera tra Serie D ed Eccellenza, in cui spiccano, numericamente parlando, le esperienze da leader trascinatore con le maglie di Torrenova e Capistrello, oltre alla passata stagione trascorsa tra Lanciano e Viterbese. Dati alla mano, il numero 10 è sulla buona strada per ripetere i suoi migliori score personali, in un’annata che collettivamente aveva preso il via con qualche difficoltà, per poi procedere a tutt’altro passo con il cambio di rotta di metà ottobre. Imbattuti da sette giornate, i biancoazzurri sono reduci da quattro pareggi consecutivi: l’ultimo contro la capolista Arconatese, che domenica, fino a pochi minuti dal termine, stava per incassare quella che sarebbe stata la sua prima sconfitta in campionato.

In dirittura d’arrivo del girone di andata, siete state una delle tre squadre ad aver fermato la corsa oroblù. A caldo avete provato più soddisfazione per il risultato o più rammarico per essere stati raggiunti sul finale?
“Di sicuro un po’ di rammarico c’è. Comunque sia, quando affronti una squadra come l’Arconatese e ti rendi conto di aver fatto una partita a tratti molto importante, esci dal campo con una consapevolezza che ti porta a essere contento, anche se hai ottenuto solo un punto, e anche se giocavi in casa. Chiaro che alla fine viene da pensare che mancava davvero poco per vincere, ma questo purtroppo è il calcio: si può prendere gol anche all’ultimo secondo, e noi ci eravamo già passati”.

Il vostro vantaggio è durato per cinquanta minuti, durante i quali avete anche sfiorato il raddoppio in un paio di occasioni. Pensi che questo 1-1 potrebbe diventare un punto di svolta?
“Sicuramente, anche se secondo me un punto di svolta l’avevamo già trovato diverse settimane fa, quando arrivavamo da un periodo abbastanza buio e ci eravamo sbloccati iniziando a vincere e a inanellare risultati positivi. A maggior ragione, questa prova di forza ci dà una nuova base di partenza per continuare a lavorare, ora insieme al nuovo mister che ci ha già trasmesso concetti importanti per provare a fare sempre di più”.

Prima della sosta invernale affronterete Saronno, Ardor Lazzate e Besnatese: tre sfide diverse, ciascuna con le sue insidie. Quanto sarà decisivo, per voi, questo rush finale?
“Abbiamo già visto che tutte le partite possono essere decisive, perché è un campionato dove si può vincere e perdere con tutti. Dobbiamo pensare di giornata in giornata e solo alla fine tireremo le somme in base ai risultati ottenuti. Certo è che per noi queste tre gare sono delle finali, così come lo sono state quelle precedenti e come lo saranno quelle future, che ci serviranno a rafforzare i nostri obiettivi”.

Sulle tredici reti realizzate finora dalla squadra, sette portano la tua firma. Questa tua propensione al gol ti fa sentire una maggiore responsabilità in campo?
“Innanzitutto sono contento di aver dato una mano con tutte queste reti. Fortunatamente, anche negli anni precedenti sono stato abituato a tenere un buon ritmo e, per come la vedo io, mi piace pensare di non aver ancora fatto niente. Accontentarsi adesso sarebbe troppo facile; voglio fare ancora di più per continuare a migliorarci e puntare sempre più in alto”.

Nella particolare conformazione presa dalla classifica, con il girone di ritorno potrebbe cominciare per davvero un altro campionato. Per voi cosa potrebbe significare?
“Personalmente non mi piace ragionare a lungo termine e come ho detto prima preferisco concentrarmi su una partita alla volta, che sarà sempre da affrontare come se fosse l’ultima del girone di ritorno, al massimo delle nostre potenzialità e sfruttando al meglio le nostre caratteristiche. Poi, strada facendo, getteremo un occhio alla classifica e vedremo cosa potrà succedere. Per quanto mi riguarda, non nascondo l’ambizione di scalare più posizioni di classifica, che è la stessa della società, del mister e del resto del gruppo, perché siamo tutti focalizzati su un unico obiettivo. Chiaramente il girone di ritorno ci offrirà una seconda possibilità; ora che abbiamo consolidato le nostre certezze, sapremo cosa fare per affrontare meglio le partite in cui avevamo peccato sotto alcuni punti di vista”.

Qual è stata finora la partita che hai apprezzato e/o ti ha soddisfatto di più?
“Tra tutte direi quella con la Rhodense, perché a momenti abbiamo fatto vedere un tipo di calcio che fino a quel momento non eravamo ancora riusciti a esprimere, a livello di fraseggio, intensità, smarcamenti dei compagni… Anche emozionalmente è stata una partita significativa, perché per tre volte siamo andati in svantaggio e per tre volte l’abbiamo raddrizzata. Quello che ci tengo a dire, però, è che la partita più bella di tutte sarà sempre la prossima da giocare, con questo spirito, insieme a tutti i compagni”.

Avendo sempre disputato altri campionati, che impressione ti sei fatto di questo girone? Personalmente e collettivamente, quale sarà l’obiettivo da qui a fine stagione?
“Di sicuro quello che ho notato è che è un girone molto equilibrato e livellato verso l’alto. Vero che al momento l’Arconatese sta facendo un campionato a sé, ma anche le altre squadre sono molto forti e ogni domenica può sempre succedere di tutto. Come obiettivo personale, voglio mettermi il più possibile a disposizione, come ho fatto fino ad oggi. Sinceramente non mi interessa prefiggermi dei numeri da raggiungere: se esco dal campo sapendo di aver aiutato la squadra, va bene così e torno a casa più contento. Come obiettivo collettivo, vorrei provare a fare i playoff. Chiaramente sarà il campo a parlare, ma sia io che i miei compagni ce la metteremo tutta”.


Silvia Alabardi

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