
Resta, e sembra quasi incredibile a dirsi, l’amaro in bocca alla Pallacanestro Varese che perde 102-94 contro la Germani Brescia. I biancorossi, a differenza degli ultimi anni, danno grande filo da torcere fino all’ultimo alla Germani, giocando una partita di alti e bassi, nei quali però Stewart e compagni hanno avuto il pregio di non uscire mai mentalmente dal match, rimettendo in discussione anche quando si è trovata, per ben due volte, a -17.
A Varese non basta giocare una partita in cui limita la fisicità sotto canestro di Bilan e Ndour, pagando le fiammate di Della Valle nella seconda metà gara e soprattutto le giocate in regia di un Ivanovic sempre preciso. Per la Openjobmetis però la consistenza mostrata è sicuramente incoraggiante e segue i progressi visti a Cremona.
Da rivedere sicuramente, invece, l’atteggiamento difensivo negli 1vs1 dei primi 15 minuti, dove Brescia ha fatto fin troppa poca fatica per penetrare e volare al ferro, chiudendo i primi due quarti con un eloquente, in tal senso, 14/20 al tiro da due.
“Faccio i complimenti a Brescia per la vittoria. E’ la prima volta che gioco contro di loro ed ho capito perché stanno avendo questi grandissimi risultati. Anche se non abbiamo giocato la partita difensiva che volevamo, faccio i complimenti ai miei giocatori perché abbiamo comunque limitato in qualche modo l’attacco di Brescia. Abbiamo una settimana davanti per preparare la partita con Trieste e lavoreremo duro”, commenta Kastritis in conferenza stampa.
LA SOFFERENZA SUGLI ESTERNI: “Come avevamo detto venerdì in fase di presentazione, loro sono una squadra completa con grandissimi giocatori non solo sotto canestro ma anche sugli esterni e stasera lo hanno dimostrato. Li abbiamo forse over rispettati nel prepartita e questo ci ha un pò intimorito, però poi nel finale ci hanno punito su ogni azione nostra difensiva sbagliata e questo ha fatto la differenza”.
SU MOORE CHE HA ABBANDONATO PRIMA DELLA FINE DELLA PARTITA IL CAMPO: “Non voglio commentare qui quello che è successo, è una cosa che risolveremo in spogliatoio. E’ andato via da solo, lo avete visto tutti. L’unica cosa che posso dire è che per noi la cosa più importante è la cultura del lavoro che vogliamo avere e tutti la devono rispettare”.
Alessandro Burin
Foto Ossola























