
Il Maestro Dario Martin traccia un bilancio positivo per la Carpe Diem di Castronno: risultati internazionali e nazionali significativi nonostante il numero ridotto di allievi. Tra combattimenti e tecniche precise di Nippon Kempo, l’obiettivo resta la crescita dei giovani e la preparazione alle prossime gare nazionali e internazionali.
Maestro Martin, finora quali traguardi avete raggiunto?
“Abbiamo svolto un torneo internazionale in Alsazia, regione francese confinante con la Germania, al quale hanno partecipato, oltre all’Italia, anche USA e Francia: un nostro atleta, Leonardo Battistella, è arrivato quarto. In Italia abbiamo partecipato a due tornei e due nostri atleti, Francesco Battistella e Leonardo Battistella, sono entrambi arrivati terzi”.
Per voi Carpe Diem di Castronno, cosa significano questi risultati?
“Personalmente, ritengo che siano delle conquiste molto significative, soprattutto in un periodo in cui dispongo di pochi allievi, e anche per il fatto che questi ragazzi abbiano conquistato il terzo posto nonostante abbiano partecipato per la prima volta a delle gare di Nippon Kempo”.
Come giudica l’arbitraggio e l’organizzazione delle gare?
“Benissimo per quel che riguarda le internazionali; in merito a quelle provinciali e a quelle regionali ho un giudizio personale comunque positivo”.
Le gare di Nippon Kempo prevedono solo i combattimenti oppure anche i katà?
“Nel Nippon Kempo sono previste principalmente le gare di combattimento, mentre le gare di katà sono molto più rare. In Giappone vigono due stili di Nippon Kempo: il settentrionale prevede sia le gare di katà sia quelle di combattimento, il meridionale prevede invece solo le gare di combattimento. Nel complesso il Paese del Sol Levante privilegia, nel Nippon Kempo sportivo, molto più le gare di combattimento rispetto a quelle di katà”.
Come avviene un combattimento di Nippon Kempo in gara?
“I combattimenti durano due minuti e si vincono guadagnando l’ippon, sferrando delle tecniche forti, precise e rapide, tra le quali pugni, calci, leve e proiezioni. Esse sono ammesse solo sulle protezioni e sulla piastra; ad esempio i calci diretti alle gambe sono proibiti. Per vincere un combattimento, in alcune gare basta solo ottenere un ippon, mentre in altre sono previsti dei combattimenti dalla durata di venti secondi, e occorrono invece due ippon”.
Il Nippon Kempo prevede anche delle tecniche derivanti dalla lotta di Sumo?
“No. Nel complesso il Nippon Kempo si può considerare come una sintesi tra Karate e Judo. In Cina, il termine “Kempo” significava in origine difesa personale, ed era diffuso presso i monaci cinesi Shaolin, i quali subivano delle aggressioni fisiche da parte dei briganti; in Giappone, invece, il Nippon Kempo è in generale simile al Ju-Jitsu”.
Avete anche delle donne agoniste?
“Sì, una di loro è anche insegnante di Nippon Kempo e segue in particolare gli allievi della fascia d’età a partire dai sei fino ai quattordici anni”
Obiettivi futuri?
“Proseguire con l’insegnamento del Nippon Kempo ai giovani, perché la considero una bella arte marziale, e prepararci sia per la prossima gara internazionale a Cassano Magnago sia per la prossima competizione nazionale a gennaio, che si terrà invece nel milanese”
Nabil Morcos

































