Si chiude il sipario sulla prima parte della stagione nel Girone X di Seconda Categoria, e il bilancio è quello di un campionato che non ha tradito le attese, regalandoci equilibrio, spettacolo e più di qualche scossone alle gerarchie estive. Se la Valcuviana si gode il trono di regina d’inverno, alle sue spalle infuria una battaglia senza esclusione di colpi, dove i distacchi minimi e i continui ribaltoni hanno reso ogni domenica una finale.

È stata l’andata delle rinascite spettacolari, come quelle di Union Tre Valli e Bosto, capaci di scrollarsi di dosso le polveri di una passata stagione opaca per tornare a recitare ruoli da protagonisti assoluti. Ma è stata anche la metà di campionato delle sorprese vere, con il Lonate Ceppino capace di sedersi al tavolo delle grandi e restarci con merito. Non sono mancati i paradossi: corazzate partite per dominare, come il Buguggiate, che si ritrovano a fare i conti con qualche pareggio di troppo, e formazioni di fondo classifica capaci di sgambettare le prime della classe, rendendo questo girone uno dei più indecifrabili e affascinanti del panorama varesino.
Dalle corse playoff alle sabbie mobili della zona retrocessione, dove ogni punto pesa già come un macigno: ecco i nostri voti e l’analisi dettagliata, squadra per squadra, di quanto visto in questi primi 15 atti del campionato.

LONATE CEPPINO 8.5

Se il girone d’andata fosse un film, il Lonate Ceppino ne sarebbe il protagonista più carismatico. Non chiamatela “sorpresa” nel senso di piccola realtà miracolata: la formazione di mister Leuchi è partita come un’ottima compagine che ha saputo però compiere quella trasformazione, psicologica e tecnica, tipica delle grandi squadre. Il secondo posto a soli due punti dalla vetta non è figlio del caso, ma di una solidità disarmante che ha permesso ai nerazzurri di uscire quasi sempre indenni dal rettangolo di gioco.
A impressionare è stata la capacità di gestire i big match con la freddezza della veterana, confermandosi un osso durissimo per tutte le candidate al titolo. Ne sanno qualcosa a Cuasso, dove il Lonate ha strappato una vittoria di platino, o nei preziosi pareggi ottenuti contro Valcuviana, Buguggiate e Union Tre Valli. Risultati che dimostrano come questa squadra non soffra il confronto con le corazzate del girone, ma anzi, ne esalti le proprie qualità di compattezza e organizzazione. Se l’obiettivo era capire se il Lonate potesse stare stabilmente al tavolo delle grandi, la risposta è arrivata forte e chiara: ora sono lì e hanno tutta l’intenzione di giocarsela fino all’ultimo respiro.

UNION TRE VALLI 8

Chi dava l’Union Tre Valli per finita a inizio settembre, oggi deve fare un passo indietro e applaudire. Dopo una scorsa stagione vissuta tra luci e ombre, il pesantissimo 0-4 subito al debutto contro la Valcuviana sembrava il triste presagio di una fine ciclo ormai inevitabile. Invece, proprio da quel fondo toccato alla prima giornata, la squadra ha saputo rialzarsi con una forza d’urto impressionante, scalando le gerarchie fino a prendersi un terzo posto che oggi autorizza a sognare in grande.
A impressionare non è solo la posizione in classifica, ma l’identità da “viaggiatrice” assunta dalla squadra: il Tre Valli è infatti diventato un incubo per ogni formazione ospitante, attestandosi come la seconda squadra del girone per punti conquistati in trasferta, ben 16 sui 27 totali, seconda solo alla Valcuviana. Lontano dalle mura amiche, i ragazzi di mister Caporali hanno costruito un vero e proprio bunker, vantando la miglior difesa esterna del campionato (solo 6 reti concesse, al pari di Valcuviana e Lonate). Una solidità che ha permesso di trasformare i dubbi estivi in certezze d’acciaio. Con una classifica così corta e questa capacità di dominare i campi avversari, il Tre Valli non è più solo una mina vagante, ma una pretendente seria per il titolo.

VALCUVIANA 7.5

Promessa mantenuta. La Valcuviana si era presentata ai nastri di partenza con il mirino puntato sulla vetta e, nonostante qualche scossone, passa il Natale guardando tutti dall’alto verso il basso. Non è stato un percorso privo di ostacoli: l’improvviso cambio di guida tecnica, con il passaggio del testimone da Devardo a Rasini, ha inevitabilmente portato a un periodo di assestamento. In quella fase la squadra ha smarrito per un attimo la bussola, incappando in qualche passo falso che poteva costare caro in termini di morale e classifica (vedasi il KO in casa con il Bosto che è costato la vetta).
Tuttavia, la forza del gruppo è emersa nella capacità di ritrovare la quadra in tempi record. I numeri parlano chiaro e certificano il primato: una difesa che è un fortino (solo 12 gol subiti, la migliore del girone) e un attacco trascinato da un Gandolfo in stato di grazia, autore di 8 reti. Il titolo di “Campioni d’Inverno” è il giusto premio per una squadra che ha saputo soffrire e resettarsi senza perdere di vista l’obiettivo grosso. Se il buongiorno si vede dal mattino (o meglio, dal girone d’andata), i biancoviola hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo.

CUASSESE 7.5

L’obiettivo era stare lì in alto e, puntualmente, la Cuassese ha risposto presente. La formazione di mister Pedoja si conferma una delle realtà più solide del girone, chiudendo l’andata in piena zona playoff e con la sensazione che quest’anno ci siano tutti gli ingredienti per recitare un ruolo da protagonista fino alla fine. Il percorso, però, non è stato tutto in discesa: l’avvio di stagione è stato caratterizzato da qualche passaggio a vuoto che aveva sollevato qualche dubbio, con soli 2 punti raccolti dopo 3 partite. Ma è proprio nelle difficoltà che la Cuassese ha saputo cambiare marcia. Dopo un inizio balbettante, i ragazzi di Pedoja hanno trovato un ritmo forsennato, inanellando un filotto di 9 risultati utili consecutivi (di cui ben 7 vittorie) che li ha proiettati nelle zone altissime. Vittorie pesanti come quella con l’Union Tre Valli o il successo contro il Bosto hanno ridato smalto a un gruppo guidato dalla vena realizzativa di un reparto avanzato sempre pericoloso. Se la continuità resterà il marchio di fabbrica anche nel girone di ritorno, sognare il salto di categoria non sarà affatto proibito.

BOSTO 7.5

Parlare di sorpresa per una piazza come quella di Capolago è sempre difficile, ma è innegabile che non fossero tantissime le mani alzate di chi, a settembre, avrebbe scommesso su un Bosto così in alto al giro di boa. Reduci da una stagione passata più a guardarsi le spalle che a guardare la vetta (un percorso per certi versi simile a quello del Tre Valli), i gialloblù hanno saputo smentire gli scettici con un girone d’andata di grande personalità. Il momento più alto? Senza dubbio la vittoria corsara in casa della capolista Valcuviana, un successo che ha permesso ai ragazzi di Capolago di assaporare il primato solitario per una giornata, mandando un segnale chiarissimo a tutto il campionato. Il vero motore della squadra di quest’anno è un attacco che definire “mitraglia” è poco: con 33 reti messe a segno, il Bosto vanta il rendimento offensivi più alto dell’intero girone. E proprio la capacità di andare in rete con continuità e con diversi interpreti ha permesso di compensare qualche amnesia difensiva di troppo, rendendo le partite dei gialloblù tra le più spettacolari da seguire. Se il gruppo saprà mantenere questa verve realizzativa anche sotto la neve e nel fango del ritorno, il sogno playoff potrebbe trasformarsi in una splendida realtà.

GAZZADA SCHIANNO 7.5

Se il Lonate è la sorpresa “annunciata”, il Gazzada Schianno è il fulmine a ciel sereno che nessuno aveva previsto. Chiudere il girone d’andata a 25 punti, a braccetto con corazzate come Buguggiate, Bosto ed Eagles Caronno, è un capolavoro firmato mister Colombo. Per capire l’entità dell’impresa basta guardare lo specchietto retrovisore: l’anno scorso il Gazzada chiuse l’intero campionato a quota 28; oggi, a metà percorso, sono già a 25. Praticamente un altro pianeta.
La posizione in classifica non è frutto del caso, ma di un calcio coraggioso e propositivo che non ha avuto paura di sfidare il blasone delle big. I punti strappati nelle prime giornate contro Cuassese, Buguggiate e Valcuviana non sono stati episodi fortuiti, ma il biglietto da visita di una squadra che ha deciso di sedersi al tavolo delle grandi senza chiedere il permesso. Se l’attacco gira e la manovra è fluida, l’unico neo resta una difesa un po’ troppo “allegra”: i gialloblù hanno saputo tenere la porta inviolata solo in un’occasione (contro il Varano), un dato che suggerisce dove lavorare durante la sosta. Ma con un margine già abbastanza ampio sulla zona retrocessione, il Gazzada può permettersi di affrontare il ritorno con la mente sgombra e la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da sognare.

EAGLES CARONNO 7

La solita, inossidabile certezza. L’Eagles Caronno chiude il girone d’andata confermandosi inquiline stabili dei piani alti della classifica. Se oggi il posto playoff non è ufficialmente tra le mani dei ragazzi di mister Bongiorni, è solo per una questione di millimetri legata alla differenza reti, ma la sostanza non cambia: le “Aquile” sono lì, pronte a colpire. Una costanza di rendimento tutt’altro che scontata in un campionato così livellato, che quest’anno punta finalmente a spezzare il tabù e a raggiungere l’epilogo post-season che la piazza sogna da tempo. Il marchio di fabbrica resta un calcio propositivo che trova la sua massima espressione in fase realizzativa: con 29 reti messe a segno, le Eagles si confermano una squadra assai prolifica e divertente da vedere. Il vero valore aggiunto, però, porta un nome e un cognome: Niccolò Ruzza. Con ben 12 centri, l’attaccante biancoblù si è preso la corona di capocannoniere del girone al giro di boa, dimostrandosi un terminale letale. Di contro, la difesa non è sempre apparsa impeccabile, concedendo qualche rete di troppo che ha pesato su alcuni risultati. Se nel girone di ritorno la retroguardia riuscirà a trovare maggiore equilibrio, il volo delle Aquile verso i playoff potrebbe non avere più ostacoli.

CARAVATE 7

Dopo oltre dieci anni con lo stesso timoniere, il rischio di finire contro gli scogli era altissimo. Invece, l’addio di Minervino e l’approdo di mister Genovesi sono stati metabolizzati dal Caravate con una velocità sorprendente. I gialloverdi chiudono il girone d’andata a quota 20 punti, stabilmente a metà classifica e con un rassicurante cuscinetto sulla zona calda: l’obiettivo di una stagione serena è pienamente in linea con i programmi societari.
A rendere speciale il percorso dei gialloverdi è stata la capacità di pungere con una costanza da big. I numeri dell’attacco sono da stropicciarsi gli occhi: con 31 reti messe a segno, il Caravate vanta la terza miglior cooperativa del gol del girone, pareggiando la produzione offensiva della capolista Valcuviana e restando dietro solo a Bosto e Lonate. In questo senso, l’apporto di Mattia Rando è stato fondamentale (già 11 gol per il centroavanti classe 2000), confermandosi il trascinatore di una squadra che, se in giornata, può far male a chiunque. Chiedere per informazioni a Bosto ed Eagles Caronno, cadute sotto i colpi di una formazione che ha dimostrato di avere picchi di rendimento altissimi. Se riusciranno a limare qualche blackout di troppo, la salvezza non tarderà ad arrivare.

VARANO BORGHI 7

Un girone d’andata vissuto sulle montagne russe. Se avessimo dovuto dare un voto dopo le prime sette giornate, il Varano Borghi sarebbe stato da 9 pieno; se guardassimo solo l’ultimo mese, farebbe fatica a raggiungere la sufficienza. Il risultato finale è un 7 che premia la sostanza: 20 punti e una salvezza che, ad oggi, sarebbe ampiamente acquisita, rispettando i piani della vigilia. I ragazzi di mister Di Mauro hanno iniziato la stagione con il turbo, con una sola sconfitta nelle prime 8 giornate che li aveva proiettati incredibilmente in piena zona playoff.
Tuttavia, con l’arrivo dei primi freddi, la luce si è improvvisamente spenta. Il Varano è passato dalle stelle alle stalle con un crollo verticale, figlio di 6 sconfitte nelle ultime 7 giornate (con la sola vittoria di Induno ad interrompere il digiuno) che hanno fatto precipitare la squadra a metà classifica. Un’involuzione difficile da spiegare, che ha visto svanire la solidità difensiva mostrata in avvio. La fortuna del Varano è stata proprio quella “fienile” accumulata a inizio campionato, che permette di passare un Natale sereno. Ma attenzione: per evitare che il ritorno diventi un calvario, servirà ritrovare lo spirito battagliero e la compattezza di settembre. La zona calda è ancora lontana, ma il campanello d’allarme è suonato.

MALNATESE 6.5

Un Natale sereno, conquistato con le unghie e con i denti proprio sul traguardo. Il voto della Malnatese è una media tra un corpo centrale di stagione difficile e un finale assolutamente travolgente. I ragazzi di mister Maresca hanno chiuso il girone d’andata con un exploit da 4 risultati utili consecutivi, di cui 3 vittorie nelle ultime 3 gare: una striscia che ha portato in dote ben 10 dei 17 punti totali. Un bottino d’oro che permette ai bianconeri di staccare la zona calda (ben +8 sulla Concagnese penultima) e di trovarsi, al momento, fuori dalla forbice dei playout.
Eppure, il percorso era stato tortuoso. Dopo un avvio incoraggiante, in cui la Malnatese aveva dimostrato di poter dare fastidio alle grandi strappando tre pareggi di platino contro Bosto, Cuassese e Buguggiate, la squadra si era pericolosamente smarrita, faticando a trovare la via della rete e della vittoria. Il cambio di passo nelle ultime settimane è però la prova del nove: la Malnatese ha finalmente completato il suo processo di ambientamento nella categoria. La squadra ora è solida, cinica e consapevole dei propri mezzi. Se il buongiorno si vede dall’ultimo mese, il girone di ritorno potrebbe regalare una salvezza molto meno sofferta del previsto.

BUGUGGIATE 6

Un girone d’andata che è un paradosso vivente. Il Buguggiate chiude a sei lunghezze dalla vetta: una distanza non incolmabile, certo, ma decisamente troppo ampia per chi era partito con il dichiarato obiettivo di volare in Prima Categoria senza passare dai playoff. La sufficienza in pagella è quasi “politica” perché, se da un lato i ragazzi di mister Bongiolatti sono stati capaci di restare imbattuti fino alla 13^ giornata, dall’altro è mancato il killer instinct nei momenti decisivi. A pesare come macigni sul bilancio natalizio sono i troppi pareggi contro formazioni sulla carta abbordabili: le X contro Cittiglio e Malnatese sono punti lasciati per strada che oggi gridano vendetta. Come se non bastasse, il castello di certezze costruito in tre mesi è parzialmente crollato proprio sul traguardo, con i due KO consecutivi negli scontri diretti contro Valcuviana e Union Tre Valli nelle ultime due gare dell’anno. Due schiaffi che hanno fatto perdere terreno e, soprattutto, certezze. Il Buguggiate resta una corazzata per valori tecnici, ma nel girone di ritorno servirà un cambio di passo mentale: per vincere il titolo non basta non perdere, bisogna iniziare a non sbagliare più nulla.

AURORA INDUNO 6

Un cammino che ricalca, forse un po’ troppo fedelmente, quello della scorsa stagione. L’Aurora Induno sembra aver smarrito quel DNA che fino a un paio d’anni fa la rendeva una pretendente fissa ai playoff, stabilizzandosi in una dimensione dove si guarda più allo specchietto retrovisore che all’orizzonte. La sufficienza in pagella è però tutta nel carattere: l’avvio di campionato è stato un vero incubo, con zero punti raccolti nelle prime quattro giornate che avevano fatto scattare più di un allarme in casa biancoblù.
In un momento così delicato, è uscita l’anima di una squadra esperta e solida, che non si è fatta prendere dal panico e ha iniziato a macinare punti pesanti proprio dove contava di più. Il merito dell’Aurora è stato quello di non sbagliare gli scontri diretti: le vittorie e i pareggi ottenuti contro le dirette concorrenti per la salvezza – come Malnatese, Casbeno, Concagnese, Cittiglio e Caravate – sono stati il carburante necessario per la risalita. Sebbene la classifica non sia ancora quella sperata in estate, la squadra ha dimostrato di saper soffrire. Per il girone di ritorno servirà più continuità per evitare di vivere una primavera col fiato sospeso, ma le fondamenta per una salvezza tranquilla sembrano essere state gettate.

UGGIATESE 5.5

L’impatto della nuova arrivata con il Girone X varesotto è stato decisamente più traumatico del previsto. L’Uggiatese chiude la prima parte di stagione con un bilancio che non può soddisfare, scivolando in piena zona playout e restando pericolosamente lontana da quel porto sicuro che la società sperava di raggiungere con anticipo. Se le aspettative parlavano di una squadra capace di navigare in acque tranquille, la realtà del campo ha presentato un conto salato, figlio di una fragilità difensiva che vanifica quanto di buono costruito davanti.
I numeri sono lo specchio fedele di questa sproporzione: se l’attacco, con 21 reti messe a segno, riesce comunque a produrre (facendo meglio di Cittiglio, Casbeno e Concagnese), è la fase di non possesso a gridare vendetta. Con 40 gol subiti, i gialloblù sono la peggior difesa dell’intero campionato. Una media di quasi tre reti incassate a partita rende ogni sforzo offensivo vano e trasforma ogni gara in una rincorsa affannosa. Per evitare che il ritorno diventi un calvario, la priorità assoluta è chiudere i rubinetti in retroguardia: senza equilibrio, la salvezza diretta resterà un traguardo difficile da agganciare.

CASBENO 5.5

Che per il Casbeno sarebbe stata una stagione in salita ce lo si poteva aspettare, considerando l’approdo in Seconda Categoria arrivato solo tramite i ripescaggi estivi. Tuttavia, il bilancio al giro di boa è decisamente deficitario: 10 punti in 15 giornate e soltanto due vittorie all’attivo sono un bottino troppo magro per chi ha l’ambizione di mantenere la categoria. La squadra si trova attualmente invischiata in piena zona playout, pagando lo scotto di un salto di livello che si sta rivelando più ripido del previsto. Il problema principale è un attacco che fatica maledettamente a pungere: con soli 17 gol fatti (al pari del Cittiglio), i biancorossi hanno il peggior rendimento offensivo del girone dopo la Concagnese. Senza reti è difficile fare punti, specialmente se la difesa incappa in giornate da dimenticare. Non sono mancate, infatti, alcune pesanti debacle che hanno minato la fiducia del gruppo, come i passivi decisamente larghi rimediati contro corazzate del calibro di Union Tre Valli e Valcuviana.
Tra le noti liete però, c’è certamente da citare il “fuori” dal campo: una nota di merito assoluta va alla tifoseria dei biancorossi, sempre presente in massa e capace di far sentire il proprio calore in ogni campo, nonostante i risultati non sempre felici. È proprio da questo attaccamento viscerale che il Casbeno deve ripartire nel girone di ritorno; con una spinta del genere, la missione salvezza può ancora essere portata a termine.

CONCAGNESE 5

Un girone d’andata da incubo. Per la Concagnese, il cambio di girone non ha portato i frutti sperati, trasformandosi invece in una trappola che oggi vede la squadra al penultimo posto della graduatoria. Con soli 9 punti conquistati, i comaschi si trovano in una situazione di classifica che, se il campionato finisse oggi, li vedrebbe retrocessi direttamente senza passare dai playout, a causa della forbice dei punti troppo ampia rispetto alle squadre che precedono.
I numeri sono lo specchio di una crisi profonda e strutturale: con appena 13 gol messi a segno, la Concagnese detiene il non invidiabile primato di peggior attacco del girone, mentre la difesa è anch’essa da registrare con 34 reti subite (terza peggior retroguardia). A preoccupare maggiormente è stata l’incapacità di reagire nei momenti chiave: la squadra ha vissuto lunghi periodi di blackout totale, come la terribile striscia negativa vissuta tra ottobre e novembre con 5 sconfitte consecutive, dove i biancoazzurri sono rimasti per settimane senza riuscire a muovere la classifica, incassando sconfitte pesanti che hanno minato il morale del gruppo. Per tentare un’impresa che oggi sembra disperata, nel girone di ritorno servirà una rivoluzione tecnica e mentale; senza una sterzata immediata, il ritorno in Terza Categoria rischia di diventare una triste realtà molto prima del tempo.

CITTIGLIO 4.5

Essere ripescati a fine luglio è un po’ come iniziare una maratona quando gli altri sono già al decimo chilometro: sapevamo che per il Cittiglio sarebbe stata una missione ai limiti dell’impossibile, ma i numeri del girone d’andata sono comunque impietosi. Con soli 5 punti conquistati (frutto di una sola vittoria e due pareggi), la squadra occupa l’ultimo gradino del girone. La salvezza, ad oggi, appare come un miraggio lontano, non solo per la classifica ma per una fragilità complessiva che ha portato la squadra a subire ben 39 reti (seconda peggior difesa), a fronte di un attacco che è stato fin troppe volte poco prolifico (solo 17 gol fatti).
Tuttavia, tra le pieghe di una stagione fin qui fallimentare, spunta una curiosità statistica che ha dell’incredibile: i due pareggi ottenuti dal Cittiglio sono arrivati contro la capolista Valcuviana e la corazzata Buguggiate. È il paradosso di una squadra che, quando vede il blasone dell’avversario, riesce a moltiplicare le forze e a trasformarsi in un ostacolo assai difficile da superare. Questi sprazzi di orgoglio sono il sintomo che la squadra “c’è” e ha dei valori umani su cui poggiare le basi. È poco per sperare nel miracolo, ma è l’unico appiglio possibile: se il Cittiglio imparerà ad approcciare ogni gara con la stessa fame mostrata contro le grandi, il girone di ritorno potrebbe regalare un finale in cui i grigioblù proveranno ad arrivare quanto meno a giocarsi i playout.

Francesco Vasco

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