
Una notte da grande, una vittoria che non si sa quanto varrà ma che per ora vale tantissimo. Il successo per 88-95 della Pallacanestro Varese su Trapani consegna finalmente a tutto il popolo biancorosso una serata da ricordare, una di quelle che profumano di svolta definitiva, che sanno di naso all’in su piuttosto che di sguardo alle spalle, che profumano di ambizione invece che di paura.
I due punti del PalaShark consegnano una Varese in grado di fare la grande con le grandi, perché per quanto possano venire a raccontarcela perfino gli stessi dirigenti di Trapani, in un post partita che sarebbe stato meglio evitare non fosse altro per il buon gusto e la decenza di rispettare quanto il risultato del campo, giudico unico ed insindacabile dello sport ha detto, la Trapani che Varese ha battuto è stata squadra seria, al completo, per quelle che sono le risorse attuali, battagliera fino all’ultimo e ricca di qualità e di giocatori capaci di cambiare la partita con una giocata, vedasi Petrucelli, Hurt ed Eboua, solo per fare degli esempi.
La Varese da trasferta sicula però è stata squadra quadrata e consistente, dal primo all’ultimo minuto: solida nella testa e nella capacità di reagire e gestire al meglio i vari momenti della partita, efficace nella doppia fase, con il miglior Renfro della stagione baluardo sotto le plance, e fluida in attacco, con Iroegbu a far girare un attacco spesso troppo farraginoso quest’anno (leggasi gli 11 assist messi a referto sui 28 complessivi di squadra), con Librizzi chirurgico nel colpire da oltre l’arco, con Alviti glaciale nello spezzare ogni sorta di tentativo di rimonta di una Trapani mai doma.
Una vittoria, quella del PalaShark, che è la terza nelle ultime 4 partite, che è sublimazione di un’inversione di rotta netta e decisa da dopo la pausa in poi, che è ritratto di un gruppo che ha trovato la sua identità e la sua dimensione di outsider in grado di poter mettere in difficoltà davvero chiunque così come capace di grandi alti e bassi all’interno della stessa partita.
I due punti di Trapani chiudono al meglio un 2025 ancora una volta ricco di cambiamenti, di difficoltà, di paure ma anche di ritrovata consapevolezza e forse, finalmente, di nuova via, nel segno della continuità in panchina, nel segno di quegli errori commessi sul mercat e ancora una volta sistemati parzialmente in corso d’opera, punto da cancellare definitivamente nella prossima estate; due punti che valgono tantissimo perché permettono di sognare quelle Final Eight di Coppa Italia che saprebbero di primo vero passo di crescita di quella seconda fase votata allo sviluppo del progetto di Luis Scola.
Possono valere tutto questo questi due punti, sebbene non si sa per quanto effettivamente varranno vista la situazione sempre più instabile proprio di Trapani (convocato per oggi un consiglio straordinario della FIP) nella consapevolezza che comunque, al di là di tutto, questa vittoria vale già tanto, perché riconsegna una Varese che finalmente può guardare la classifica con il naso all’in su invece che con lo sguardo alle spalle. Almeno per il momento.
Alessandro Burin























