
Il pareggio interno contro l’Imperia ha lasciato sensazioni contrastanti, ma racconta con buona fedeltà il momento che sta attraversando il Varese. L’1-1 dell’Ossola non è né un passo falso clamoroso né un risultato da archiviare con leggerezza: è piuttosto una fotografia nitida di una squadra che sta crescendo, ma che non ha ancora trovato quella continuità mentale e pratica necessaria per fare un salto definitivo di qualità.
L’avvio shock, con il gol subito dopo appena 43 secondi, avrebbe potuto tagliare le gambe a molti. Invece il Varese ha reagito con personalità, ha preso campo, ritmo e possesso: il pareggio di Tentoni è stato il naturale sviluppo di una fase in cui i biancorossi hanno comandato il gioco, creando presupposti anche per il sorpasso. È proprio qui che nasce il rammarico: la sensazione diffusa, sugli spalti e non solo, è che la vittoria fosse nelle corde, soprattutto considerando l’andamento della gara (e il contemporaneo ko del Vado, che avrebbe potuto rendere la domenica decisamente più dolce).
Nella ripresa, però, qualcosa si è inceppato: il Varese ha continuato a fare la partita, ma senza riuscire a pungere. Le occasioni non sono mancate, così come gli episodi discussi, ma l’assalto finale è rimasto più nelle intenzioni che nei fatti. Un calo progressivo, più mentale che fisico, che ha alimentato la percezione di un’occasione sprecata e che ha inevitabilmente acceso il dibattito tra i tifosi, divisi tra chi guarda al bicchiere mezzo pieno e chi fatica ad accettare l’ennesimo pareggio interno.
Il punto, però, non è tanto il singolo risultato quanto il percorso. Questo Varese non è una squadra allo sbando né una formazione senza ambizioni: è un gruppo che sta cercando di costruire qualcosa, con idee chiare ma ancora da rendere pienamente efficaci. Non a caso, la squadra alle Bustecche continua a lavorare su quei famosi dettagli che, a questi livelli, fanno tutta la differenza. Pertanto, la prossima trasferta di Vinovo contro il Chisola arriva quindi nel momento giusto perché offrirà sia l’occasione di misurarsi contro una diretta concorrente (e di dare un segnale forte al campionato) sia perché richiederà una prova di maturità su un campo difficile (dove giocare bene potrebbe non essere sufficiente poiché rischia di essere la classica “partita sporca/bloccata” da risolvere con cinismo”). Il distacco dalla vetta resta importante e nessuno lo nasconde, ma il campionato è tutt’altro che chiuso anche perché il Varese continua ad avere l’obbligo di proseguire il proprio percorso di crescita che passa anche da giornate come quella contro l’Imperia. Ora, però, è il momento di dimostrare che le riflessioni possono trasformarsi in risposte concrete sul campo. A Vinovo, più che le parole, serviranno i fatti.
A referto
A Vinovo tornerà a disposizione Palesi dopo aver scontato la giornata di squalifica. Per il Varese entra in diffida Bertoni, che si unisce così a Malinverno; restano a quota tre Guerini e Romero, mentre a due troviamo sempre capitan Bruzzone, Marangon e Tentoni. Quota uno per Barzotti, Berbenni, Bugli, Qeros, Sovogui e mister Ciceri. Nel Chisola out Rosano per recidività in ammonizione (V infrazione stagionale).
Up&down: la fotografia del campionato
La Liguria comanda sempre più, ma il 2026 del Girone A si apre con una nuova capolista dato che il Ligorna, avendo lo scontro diretto a favore, si può formalmente fregiare del primo posto (ricordiamo che in caso di arrivo a pari punti sarà lo spareggio a decidere la vincitrice). Alle loro spalle si compatta il treno playoff che vede avvicinarsi un paio di squadre; soliti ribaltoni in zona playout ad infiammare la corsa salvezza.
1. Ligorna (41) – Vuthaj si presenta così: doppietta che trascina i rossoblù in vetta. Onore comunque al Celle Varazze (UP)
2. Vado (41) – Perdere 3-0 a Sanremo non è il miglior modo per iniziare l’anno: che parta la prima vera crisi del Vado? (DOWN)
3. Chisola (34) – Ko non preventivato a Cairo Montenotte, il Varese la miglior chance per riscattarsi (=)
4. Sestri Levante (33) – Espugnare Saluzzo non è mai facile: i Corsari non hanno tremato (=)
5. Varese (31) – Pareggino che lascia enorme rammarico (=)
6. Saluzzo (29) – Il ko nello scontro diretto fa male, ma non ridimensiona i granata (=)
7. Derthona (26) – Spezzata la maledizione casalinga? Sarà il tempo a dirlo: i bianconeri iniziano però al meglio il 2026 (=)
8. Biellese (26) – Lavagnese in difficoltà, ma dominare 4-0 non era scontato (=)
9. Valenzana Mado (23) – L’ex Varese Palazzolo si presenta con un gol dal peso specifico enorme per espugnare il campo della NovaRomentin (UP)
10. Imperia (22) – A Masnago si sono visti tutti i pregi di una squadra che continuerà a dare fastidio (DOWN)
11. Sanremese (19) – Il nuovo corso Banchini inizia come meglio non poteva: la corazzata Vado spazzata via 3-0. Occhio alla Sanremese del girone di ritorno (UP)
12. Lavagnese (19) – Buio totale per i bianconeri (DOWN)
13. Gozzano (18) – Proseguono le inspiegabili difficoltà dei rossoblù, impantanati 0-0 ad Asti (=)
14. Celle Varazze (18) – Cuore e orgoglio non bastano a fermare il Ligorna (DOWN)
15. Cairese (18) – I gialloblù iniziano come meglio non potevano: il 2-1 sul Chisola vale oro in chiave salvezza, ma la strada da fare è ancora tanta (UP)
16. Asti (17) – Francesco Buglio debutta in panchina con un pari che può dar fiducia (=)
17. Club Milano (16) – Caduta rovinosa dei biancorossi a Tortona, urge la scossa (DOWN)
18. NovaRomentin (12)* – I segnali positivi ci sono, ma a servire sono i punti (=)
*= -1 di penalizzazione
Matteo Carraro


























