
A soli vent’anni, in questo momento è il secondo miglior cannoniere della sua squadra e, anche nella classifica generale, si sta facendo valere in mezzo ai giocatori più esperti del girone. Cresciuto calcisticamente tra Inter, Varesina e Como, Pietro Settimo si è rivelato sin da subito un vero e proprio jolly offensivo nel vivace mazzo di carte delle Vergiatese. Arrivato in granata quest’estate dopo mezza stagione all’Ardor Lazzate, il centrocampista classe 2005 ha anche alle spalle più di 30 presenze in Serie D tra Gozzano e Varese, dove si era sin da subito messo in mostra nell’esperienza lampo con la formazione Juniores, prima della chiamata nella Prima Squadra.
Questo campionato di ritorno non poteva iniziare meglio sotto l’aspetto personale e di squadra: tre punti e sigillo contro la Lentatese, già colpita con una doppietta nella gara di andata. Le altre marcature, realizzate contro Caronnese e Magenta, portano a quota 5 il bottino dell’ex biancorosso, che insieme ai compagni sta vivendo una stagione di grandi soddisfazioni. In sesta posizione con 27 punti, i Galletti, partiti a fari spenti, hanno attirato su di sé la luce dei riflettori, risultato dopo risultato.
Quanto era importante, a livello di morale, ripartire con il piede giusto? E cosa puoi raccontarci di questa partita?
“Aver raccolto tre punti sia all’andata che al ritorno contro una nostra diretta avversaria per la salvezza è stato importante. Vincere fa bene al morale, soprattutto in un gruppo giovane come il nostro che in questo momento può continuare a cavalcare l’onda dell’entusiasmo. Si giocava su un campo difficile, dove loro hanno fatto più della metà dei punti, ma per quanto andare a Lentate possa essere scomodo, il nostro approccio è stato quello giusto. Ho trovato subito il gol, poi la partita si è innervosita e siamo stati raggiunti, ma alla fine Oldrini, come sempre, ci ha tirato fuori dai guai”.
Dalla doppietta della prima giornata alle altre soddisfazioni raccolte finora, possiamo dire che questa è la stagione della tua consacrazione?
“Più che della consacrazione, direi della rivincita. Avevo bisogno di un’annata così, in una società e con un mister che mi dessero tanta fiducia. Per ora ho segnato cinque gol, che per un centrocampista sono un buon risultato, ma non mi pongo limiti. Penso che possa essere un’ottima stagione, sia personalmente ma anche per la squadra, perché se dovessimo raggiungere il nostro traguardo, vorrebbe dire che abbiamo fatto qualcosa di davvero importante”.
Questo traguardo, a inizio stagione, era solo ed esclusivamente la salvezza. Ora che vi trovate a un passo della zona playoff, state accarezzando anche altre speranze?
“Farci un pensiero è normale… ma il mister è molto categorico sul nostro obiettivo reale, che è rimasto quello di inizio anno. Diciamo che siamo un po’ la Cenerentola del campionato, perché quest’estate c’erano aspettative del tutto diverse sulla nostra squadra. Ovviamente mentirei se dicessi che non penso ai playoff, ma dobbiamo prima centrare la salvezza; tutto quello che verrà in seguito sarà tanto di guadagnato”.
Qual è, secondo te, la vostra arma vincente? E dove, invece, avete ampi margini di miglioramento?
“Di punti da migliorare potrebbero essercene infiniti; è vero che stiamo facendo bene, ma si potrebbe fare ancora meglio. Essendo una delle squadre più giovani del campionato, penso che il nostro punto di forza sia l’ambizione: siamo ragazzi con percorsi diversi che quest’anno volevano prendersi una rivincita personale per dimostrare il proprio valore. Oltre a noi, in squadra abbiamo anche alcuni ‘vecchi’, come Picozzi, Dervishi, Grippo, Oldrini, che in un certo senso fanno da collante, spronandoci continuamente e aiutandoci a tenere alta la concentrazione. Avere un mister preparato e una società che ci mette nelle condizioni di lavorare bene è un altro fattore che gioca a nostro favore”.
Domenica ospiterete il Mariano. Quanto è forte il desiderio di riscatto? Pensi che da quel 4-0 di settembre a oggi la squadra abbia raggiunto un altro livello di maturità?
“Sicuramente siamo una squadra diversa da quella di settembre, perché avere ottenuto tante vittorie e conquistato punti meritati sul campo, senza mai rubare nulla, ci permette di affrontare questa partita con la consapevolezza della nostra forza, così come di quella del Mariano. Quel 4-0 è stato la prima batosta che abbiamo preso e, ingeneroso o meno, il risultato purtroppo è ciò che rimane. L’attesa per questa partita è tanta da parte di tutti, ma a prescindere dall’avversario il nostro obiettivo è sempre quello di fare più punti possibili”.
Cosa ti auguri, personalmente e collettivamente, da questa seconda metà di stagione?
“Personalmente spero di continuare a dare il mio contributo alla squadra. A inizio stagione mi ero posto l’obiettivo di fare cinque gol, quindi ora che l’ho raggiunto vorrei puntare alla doppia cifra. A livello collettivo, ribadisco che la salvezza sarebbe un risultato importantissimo; il sogno, poi, sarebbe quello di essere considerati come una tra le grandi squadre di questo campionato”.
Silvia Alabardi





























