Il 4 settembre 2022 Alessia Bogni faceva il suo esordio tra i pali del Varese Femminile: da allora, il portiere classe ’00 si è imposta come uno dei capisaldi del progetto bosino e lo scorso 30 novembre ha tagliato il traguardo delle 100 presenze con la maglia biancorossa. “Se ripenso a tre anni fa – esordisce con un sorriso non appena le viene ricordato il suo piccolo grande record personale – difficilmente mi sarei immaginata a questo punto. All’epoca arrivavo da un periodo di continui trasferimenti, ma qui a Varese, oltre ad un progetto serio e strutturato fatto da persone vere, ho trovato la mia dimensione, la mia squadra e le mie amiche. Fra tre anni? Troppo in là (ride, ndr), vediamo con calma cosa riserverà il futuro”.

Passato e presente, però, hanno restituito nel frattempo un clamoroso percorso di crescita, sotto l’attento sguardo del preparatore Omar Cremona, che hanno trasformato Alessia Bogni in un esempio di sicurezza ed efficacia per tutto il reparto, una giocatrice che il dirigente biancorosso Claudio Vincenzi definisce garanzia di serietà e qualità imprescindibili per una squadra come questa. Evidente, inoltre, anche il miglioramento dal punto di vista del gioco con i piedi nel momento in cui Faccone chiede alla squadra di costruire dal basso. Con grande modestia, però, Bogni aggiunge: “Il lavoro che mister Cremona ha fatto con me e Alice (Meloni, ndr) è stato qualcosa di clamoroso: all’inizio una mia fragilità era senza dubbio la fase di possesso e ho investito tanto per migliorare proprio questo aspetto, ma il fatto di aver subito anche meno gol è figlio di un diverso atteggiamento difensivo di tutta la squadra perché senza le mie compagne avrei senza dubbio fatto molto peggio. La stessa Alice quest’anno è stata chiamata in causa diverse volte e si è sempre fatta trovare pronta”

Tra la scorsa stagione e questa hai parato quattro rigori di fila: il segreto?
“Cu… fortuna (ride, ndr)! Purtroppo, contro la Rhodense ho interrotto la scia, ma se consideriamo che non sono mai stata una gran pararigori direi che è giusto così: prima di questo periodo ho passato anni a non pararne. Speriamo che prima del prossimo non debbano passare troppe stagioni”.

Alla luce del tuo percorso, ti senti una bandiera del Varese Femminile?
“Non sono certo una cui piace mettersi sotto i riflettori. Riconosco che siamo ormai rimaste poche del vecchio gruppo storico, ma non è mia intenzione pormi sul piedistallo: spero senz’altro di essere un esempio per le mie compagne e, come sempre, darò il massimo per questa causa”.

Che idea ti sei fatta su quest’anno?
“In primis è un sollievo potersi allenare con questi numeri: raramente qualcuna manca una sessione e anche quando siamo in poche finisce che arriviamo ad essere molte più del numero massimo dell’anno scorso. Aver allungato la rosa dal punto di vista quantitativo ha favorito la sana competizione interna e dato ulteriore vitalità ad un gruppo che è sempre stato estremamente unito: le nuove ragazze non hanno avuto difficoltà ad inserirsi e, anzi, l’alchimia di spogliatoio si è cementata ancor di più”.

E mister Faccone?
“Con lui mi trovo molto bene, a maggior ragione dopo aver scoperto il suo passato da portiere: se non me l’avessero detto non l’avrei mai immaginato perché è ben attento a non farmi sentire la pressione e non mi ha mai fatto commenti tecnici, lasciando questo compito a mister Cremona che, tra l’altro, è fondamentalmente il mio mister di riferimento perché la maggior parte del tempo la passo con lui. Mi è comunque piaciuto il modo in cui Faccone si è posto fin dal principio: lui e Bottarelli sono gli opposti all’interno di un continuum, ma in senso assolutamente positivo dato che entrambi hanno contribuito enormemente alla nostra crescita”.

Veniamo all’attualità. Com’è stato il debutto nel 2026?
“È stata una pausa abbastanza anomala, nel senso che di fatto non ci siamo mai fermate e almeno una settimana di stacco in più mi avrebbe fatto piacere. Nel primo tempo si è infatti vista fin troppa pesantezza: siamo partite con il freno a mano tirato e la Virtus Cantalupo ne ha approfittato per segnare, ma nella ripresa si è visto subito un altro spirito e l’abbiamo ribaltata fino al 3-1. Basti pensare che nel secondo tempo credo di non aver fatto un intervento”.

La Coppa Italia è un obiettivo?
“Sicuramente siamo attrezzate per poter almeno superare la fase a gironi, ma ovviamente spetterà a noi: domenica prossima affronteremo la Real Trezzano, squadra che già in campionato ci aveva messe in difficoltà, e faremo il possibile per poi giocarci il tutto per tutto con la Rhodense, altra squadra davvero ostica che ci ha battuto al termine di una partita alquanto particolare. Il passaggio del turno sarebbe senz’altro gratificante, e un mini-obiettivo all’interno dell’obiettivo sarebbe quello di ristabilire le gerarchie con la Rhodense, consapevoli che poi molto probabilmente troveremmo sulla nostra strada l’Erbusco”.

Guardando invece al campionato, qual è il bilancio e quali sono le aspettative?
“Per quanto la prima parte della stagione sia stata assolutamente positiva, non manca un filo di amarezza per aver lasciato troppi punti per strada. A livello generale, però, non mi aspettavo così tanto equilibrio perché, a differenza delle stagioni precedenti, non ci sono squadre materasso. Sul girone di ritorno mi aspetto di partire con la stessa energia vista in tutto il percorso d’andata: sarà una stagione lunga e dovremo essere brave a restare sempre sul pezzo. Per come sono fatta non guardo la classifica, ma sicuramente l’obiettivo è sempre quello di migliorarsi”.

Evitando la domanda diretta sull’obiettivo, qual è il tuo augurio?
“Riconfermare quanto fatto e aggiungere qualcosina, sia a livello personale che di squadra. Ritengo che abbiamo le possibilità per stare almeno in Top4, mentre per quel che mi riguarda mi piacerebbe fare qualche clean sheet in più dell’andata e riuscire ad essere sempre più decisiva”.

Hai parlato di maggior equilibrio in campionato: in prospettiva futura, dando per scontato che l’Erbusco saluterà la compagnia, vedi i margini per arrivare a quel momento?
“Credo sia impossibile dirlo adesso, perché poi magari la prossima estate salterà fuori la nuova corazzata di turno. Senza dubbio già lo scorso anno, per quanto al ritorno non aveva impressionato, l’Erbusco aveva fatto vedere qualcosa in più delle altre, a parte ovviamente Como e Palazzolo. Contro di loro, al netto del punteggio troppo severo, ho percepito un discreto gap tecnico, fisico ed esperienziale: ognuno di noi dovrà fare il suo per provare a colmare questo divario e arrivare prima o poi a quel livello. Di anno in anno siamo cresciute sempre più: ritengo ci siano le possibilità, un domani, per arrivare in alto”.

Matteo Carraro

COPPA ITALIA – GIRONE B

CALENDARIO
Domenica 11 gennaio

Virtus Cantalupo – Varese 1-3
Real Trezzano – Rhodense 2-2
Domenica 18 gennaio
Rhodense – Virtus Cantalupo
Varese – Real Trezzano
Domenica 25 gennaio
Rhodense – Varese
Virtus Cantalupo – Real Trezzano

CLASSIFICA
1. Varese 3
2. Rhodense 1
3. Real Trezzano 1
4. Virtus Cantalupo 0

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