
Magari il conto lo pagherà (ancora) per tutti la panchina. Anche se le prime ore del post Speronazo (l’ennesimo) contro la Giana non vanno nella direzione di un congedo immediato dell’attuale allenatore. Ma la verità è che con l’agghiacciante 0-4 di ieri sera la Pro Patria ha vidimato il biglietto di sola andata per la Serie D. Pensare (illudersi?), che basti un clic per rimettere insieme i cocci del disastro epocale prodotto in questa stagione attiene ai meandri della fede. Non certo (e non più), a quelli della logica. Tornando all’ambito tecnico, oltre a tutti quelli che già aveva la società biancoblu è riuscita (discreta impresa) a sommare un ulteriore problema. Cioè, Francesco Bolzoni. Evidentemente non ancora pronto per un incarico così complesso.
Scelte (molto discutibili), e rapporti con il gruppo (molto controversi), ne sono la chiara testimonianza. Nelle prossime ore la scelta verrà condivisa. Probabilmente anche con lo spogliatoio. Cui sembra mancare il senso dell’urgenza necessario in momenti drammatici come questo. E la proprietà? Già, la domanda è una e una sola. Cosa ne sarà della governance di via Cà Bianca? Ieri Patrizia Testa è stata al centro dei soliti cori poco commendevoli già sentiti più volte. Ormai non fanno più notizia. Così come il consueto pissi pissi sul passaggio di consegne con la minoranza Finnat coagulata da Luca Bassi. Anche qui del senso dell’urgenza, nessuna traccia.
Ma mi faccia il piacere!
Il Monte Rushmore in sala stampa (DS Turotti più, testuale, “i giocatori più rappresentativi” Ferdinando Mastroianni, il capitano Davide Ferri, Alberto Masi e King Udoh) lascia davvero il tempo che trova. Perché metterci la faccia (dopo), serve il giusto. Probabilmente nulla. In latenza societaria, spazio alle parole degli ambasciatori di cui sopra. Costretti (contrariamente al proverbio), a portare pure la pena.
Sandro Turotti: “Abbiamo voluto metterci la faccia. Situazione molto difficile. C’è voglia di lottare e di provare a cambiare le cose. Nessuno di noi pensava di essere in una situazione del genere. Deve esserci la voglia prima ancora della tattica. I giocatori devono portare i risultati. Non voglio fare più figure del genere”.
Alberto Masi: “Oggi abbiamo toccato il fondo. Deve cambiare qualcosa di caratteriale. I primi a non essere contenti e a soffrire siamo noi. Dobbiamo guardarci in faccia. Non è tattica e non si può comprare. Ci sono ancora tante partite e crediamo nella salvezza”.
Davide Ferri: “Fattore mentale. Quando la partita si mette in un certo modo, subiamo il colpo. Parleremo tra di noi. Ma mi rendo conto che sono parole al vento. Cercheremo di cambiare qualcosa a livello di atteggiamento”.
Ferdinando Mastroianni: “Quando le cose vanno male dispiace tanto. Bisogna trovare prima il problema e poi la soluzione”.
King Udoh: “Abbiamo paura di fare la giocata. Non siamo in fiducia. E’ diverso giocare quando sei sereno”.
I Bellissimi di Rete 4
Era dal 19 settembre 2015 (0-5 con la FeralpiSalò) che la Pro Patria non subiva una sconfitta interna così punitiva. Altre volte aveva subito 4 reti (1-4 con l’AlbinoLeffe il 26 marzo 2023 e 1-4 con il Piacenza il 21 ottobre 2018), siglando quantomeno il consolation goal. Ieri (come allora in un contesto sovrapponibile), non sono state salvate neppure le apparenze. Superfluo sottolineare come finì quella disgraziata stagione. Vabbè, facciamolo lo stesso: seconda (questa volta irreversibile), retrocessione sul campo dopo la riammissione post playout persi. Ergo…
Giovanni Castiglioni
(Interviste a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)
(Foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)
























