
Sconfitta tremenda per la Pallacanestro Varese che cade in casa 94-106 contro la Reyer Venezia. Tremenda non per il risultato finale, perché perdere con gli orogranata ci può assolutamente stare, ma per il modo in cui è arrivata: con un secondo tempo da incubo che ha vanificato lo straordinario lavoro fatto in un primo tempo chiuso avanti dai biancorossi 59-49.
Nella ripresa i biancorossi mollano sotto tutti i punti di vista: tecnici, fisici, mentali ma soprattutto di energia. Crolla la percentuale nel tiro da tre punti (60% all’intervallo con 9/15 da oltre l’arco, 36% a fine partita) crolla tutto il sistema di una Varese che non solo smette di segnare ma smette soprattutto di difendere e si fa surclassare da Venezia, con il parziale di 2-27 tra il 24′ ed il 29′ che ribalta completamente la partita e la porta nelle mani dei ragazzi di coach Neven Spahija.
Devastante il dato dei rimbalzi, con Horton e compagni che ne prendono 52 di cui 18 offensivi a fronte dei soli 33 colti da Varese, una statistica che dice moltissimo della differenza fisica palesatasi in campo oggi tra le due squadre.
“E’ stata una partita con grandi alti e bassi dall’inizio fino alla fine del terzo quarto, tutte e due le squadre hanno giocato una partita ottima offensivamente ma non è quello che ci interessa questo, perché difensivamente abbiamo concesso troppo – esordisce Kastritis in conferenza stampa -. Sapevamo loro essere una squadra di alto livello, però hanno segnato troppi canestri in transizione che non dovevamo concedergli. Dopo il primo quarto siamo cresciuti difensivamente prendendo in mano la partita, ma in un tipo di gara del genere anche quando vai avanti 20 punti non puoi stare tranquillo perché devi aspettarti il ritorno dei tuoi avversari e così è stato. Nel nostro miglior momento abbiamo fatto scelte poco sensate in attacco che hanno permesso a Venezia, con la loro transizione, di ricucire lo strappo e dal momento del loro vantaggio sul 74-77 non siamo più riusciti a rientrare in partita. Dobbiamo dare maggior continuità e consistenza nella nostra prestazione nei 40′. Grazie come sempre ai nostri tifosi che sono stati fantastici anche stasera”.
DOPO IL PARZIALE SUBITO A TREVISO UNO ANCORA PIU’ PESANTE SUBITO STASERA, PROBLEMA FISICO O MENTALE: “Sono due situazioni differenti, con tutto il rispetto per Treviso ma Venezia è squadra di un livello molto superiore. Stasera abbiamo dovuto inseguire fin dal principio e per riprendere la partita abbiamo messo tante energie in campo, pagando poi la fatica nel terzo quarto, in quel momento però la stanchezza fisica non deve sommarsi a quella mentale e parlo delle scelte sbagliate prese in attacco. Sono contento per come siamo stati in campo stasera per lunghi tratti, abbiamo dimostrato di essere pronti per giocare questo tipo di partita ma è chiaro che in gare del genere dobbiamo riuscire a dare maggiore continuità e concretezza ai nostri momenti positivi nella partita. Non dobbiamo abbatterci per la sconfitta ma rimanere insieme e continuare a lavorare come stiamo facendo”.
SULL’UTILIZZO DI MOORE E ASSUI: “Non c’è nessun tipo di problema particolare, è stata una mia decisione tecnica”.
Molto soddisfatto per la vittoria dei suoi coach Spahija, che analizza così la partita: “E’ sempre bello venire a Varese, soprattutto quando si vince, perché giocare in questo palazzetto è una cosa unica e gli auguro di crescere e migliorare sempre più. Hanno giocato un primo tempo straordinario, tirando benissimo da tre e imprimendo alla partita un ritmo pazzesco. Nel secondo tempo abbiamo abbassato il quintetto e questo ha pagato, abbiamo giocato con grandissima esperienza e maturità. I rimbalzi? Per noi sono una statistica fondamentale, è una costante che abbiamo, questo ha fatto la differenza ma nei 57 punti segnati nel secondo tempo c’è anche tanto altro”.
Alessandro Burin























