
C’è un obiettivo primario in casa Pallacanestro Varese che si lecca le ferite dopo la sconfitta, per certi versi surreale, subita contro la Reyer Venezia, in una partita in cui sono bastati 5 minuti per cancellare quanto di buono ampiamente fatto dai ragazzi di coach Kastritis nei precedenti 25′: la necessità di riattivare al meglio Ike Iroegbu.
Il playmaker statunitense di passaporto nigeriano sta vivendo un momento di calo, il primo e per questo anche il più importante, dal suo arrivo a Varese. Un calo che è coinciso, in maniera oggettiva, con l’arrivo di Carlos Stewart, che ha sì portato energia e punti sul perimetro per Varese ma che, per forza di cose, è andato anche a chiudere parte dello spazio vitale necessario ad Iroegbu per esprimersi al meglio.
Già al momento della scelta di Varese di prendere un’altra combo-guard al fianco dell’ex giocatore di Treviso avevamo espresso i nostri dubbi sulla possibile coesistenza dei due che però, grazie alle 3 vittorie in 4 partite da Cremona a Napoli erano finiti ovviamente nel dimenticatoio, o meglio erano stati oscurati proprio da questi successi. Il calo però, era evidente nei numeri, con Iroegbu passato dal segnare 19,8 punti di media nel pre arrivo di Stewart ai 12,6 delle ultime 6 gare, vissute in coabitazione proprio con il giocatore ex Amburgo.
Numeri che vengono poi fortificati dalle prestazioni, nelle quali Iroegbu è apparso sempre efficace dal punto di vista realizzativo e di intraprendenza nelle scelte e più dedito alla gestione del palla ed alla capacità di far girare la squadra, insomma un lavoro più da playmaker puro nel senso stretto del termine che di combo-guard, suo ruolo naturale.
Una situazione resasi necessaria dal momento dell’arrivo di Stewart, giocatore sicuramente meno ordinato ma molto più energico ed atletico di Iroegbu, che ha portato ad una suddivisione differente delle responsabilità sul perimetro che, con Ike chiamato per forza di cose a dover mettere ordine e disciplina in una manovra altrimenti troppo frenetica, come poi accaduto in maniera lampante nel terzo quarto contro Venezia, dove l’anarchia tecnica ha superato di gran lunga la disciplina tattica, creando così il disastroso parziale di 2-27 che ha portato la partita nelle mani dei lagunari.
In un attacco però come quello varesino, che vive moltissimo delle iniziative personali dei singoli, la necessità di trovare il giusto bilanciamento tra i due è fondamentale per cercare di riprendere al più presto il filo con la vittoria, che ben intenso, è assolutamente da centrare nelle prossime due sfide post trasferta di Milano, ossia in casa con Reggio Emilia ed a Trento, per non ritrovarsi, ancora una volta, invischiati nelle sabbie mobili della lotta retrocessione, oggi più incerta che mai stante anche i movimenti sul mercato operati dalle dirette concorrenti della Openjobmetis Varese nella corsa per mantenere la categoria.
Alessandro Burin























