
Un punto in tre partite, per una squadra come la Cuassese, è un’anomalia da correggere quanto prima, a maggior ragione perché un campionato competitivo come il Girone X di Seconda Categoria non aspetta e la concorrenza è pronta ad approfittare di qualsiasi errore. Aspetto di cui i biancorossi sono ben consapevoli, ma tra le righe di tre risultati scomodi si può leggere il contraltare di prestazioni comunque solide che raccontano di una squadra viva e pronta a riscattarsi (proprio come fatto nel girone d’andata).
E così, digerito l’amarissimo 1-4 casalingo contro la Malnatese, i ragazzi di Timothy Pedoja sono tornati al lavoro per preparare il prossimo big match contro il Lonate Ceppino, con l’obiettivo di ricucire il -8 dalla vetta (l’altra capolista, la Valcuviana, sarà impegnata con l’Aurora Induno). In piena corsa per l’obiettivo playoff, la volontà condivisa dai biancorossi e dalle rivali dirette è quella di impedire la fuga al duo di testa, per evitare di riproporre la situazione vista lo scorso anno con Brebbia e Laveno che presero il largo.
Imperativo lavorare dapprima sulla testa del gruppo e il direttore sportivo Roberto Prini lo sottolinea con fermezza, andando a rivivere gli ultimi 270’ che hanno rallentato il ritmo di una Cuassese scivolata dal secondo al sesto posto. “Se guardiamo i risultati non possiamo certo essere contenti del bilancio delle ultime tre – esordisce il ds biancorosso –, ma non dobbiamo dimenticarci dell’importante filotto messo a referto tra novembre e dicembre. La partita che proprio non mi va giù è il derby con l’Induno: posto che loro non meritano la classifica che hanno, avendo oltretutto giocatori del calibro di Ceci che sono letteralmente fuori categoria, abbiamo sottovalutato l’impegno e l’Aurora ci ha giustamente castigati”.
E sulle altre due partite…
“A Gazzada abbiamo affrontato un’ottima squadra che punta ai playoff con tutte le difficoltà della ripresa dopo la sosta: gli episodi non ci hanno aiutati e forse almeno un rigore poteva essere concesso, anche se purtroppo siamo una delle pochissime squadre a non aver ancora beneficiato di un penalty, il che è singolare considerando la nostra propensione offensiva e il tempo di occupazione dell’area avversaria. Considerazione legittima, assolutamente non una provocazione. Domenica contro la Malnatese, invece, è stata una partita assurda e inspiegabile: dopo essere andati sotto per una leggerezza difensiva abbiamo giocato un primo tempo alla pari in cui noi abbiamo avuto qualche occasione per pareggiare e loro una chance per il raddoppio. Nella ripresa, però, credo di aver visto i 35’ migliori del campionato, oltretutto contro una squadra lanciatissima: palo, occasioni a non finire e gol di Cervone. Dopo l’1-1 chiunque avrebbe puntato un gettone su di noi, ma la Malnatese ha segnato in contropiede e da lì il match è cambiato: loro sono stati bravi a sfruttare le energie più mentali che fisiche, confermando l’ottima crescita del sodalizio del mio amico Bernasconi”.
Sta di fatto che, sempre risultati alla mano, fin qui non è arrivata la reazione sperata a inizio 2026: come mai?
“Posto che non si può vincere sempre, credo che possa essere subentrata un filo di consapevolezza di essere forti; il problema è che non lo abbiamo dimostrato. Come detto, tra novembre e dicembre, abbiamo ottenuto risultati importanti contro squadre che ci precedevano: ci è mancata la continuità ad alto livello. In ogni caso, la squadra è consolidata, il gruppo è unito e, pur giocando sistematicamente con tanti giovani, siamo fiduciosi di poter presto tornare a vincere per accorciare ancora la classifica”.
Il bilancio fin qui è quindi positivo?
“Sì, anche se ritengo che abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato: secondo me ci mancano quei tre o quattro punti, persi da situazioni di vantaggio, che ci avrebbero dato maggior serenità in classifica. Sottolineo, comunque, che ad eccezione di Valcuviana e Lonate Ceppino, le altre squadre sono tutte lì: basta una serie di risultati positivi per arrivare in alto. Diciamo che la “crisi” attuale è di risultati, non certo di prestazioni; tra i problemi che potremmo sottolineare c’è il fatto di segnare poco alla luce delle occasioni create. L’innesto di Tomasetto rispondeva proprio a questa esigenza, come ha dimostrato nello splendido gol contro il Tre Valli, ma purtroppo si è rotto il crociato; peccato enorme, ma la rosa attuale ha comunque la nostra piena fiducia”.
Venendo al prossimo impegno, quali sono le aspettative in vista del big match di Lonate?
“Nessuna aspettativa, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo sodo perché solo con il lavoro e il giusto atteggiamento puoi competere in un campionato del genere sempre più difficile e livellato verso l’alto. Tutti vogliono fare bene e ogni squadra ha investito in maniera importante. Il Lonate è un’ottima squadra, solida e organizzata, con un attaccante del calibro di Callegarin che sta facendo davvero bene; all’andata ci hanno battuto, ma in quell’occasione non ho visto una differenza tale da spiegare gli attuali otto punti di distanza. Proprio per questo, più che pensare ad un senso di rivalsa, dobbiamo guardare la classifica: andare a -11 ci toglierebbe di fatto dalla corsa per il primo posto, vincere significherebbe accorciare almeno su di loro e rientrare a tiro”.
Alla luce di queste considerazioni, qual è l’obiettivo della Cuassese?
“I playoff, come dichiarato fin dal principio. Nel nostro ciclo triennale abbiamo sempre provato ad alzare l’asticella: salvezza tranquilla al primo anno centrata alla 28esima giornata, campionato di media/alta classifica la seconda stagione e, questa volta, raggiungere almeno i playoff. Il rischio di rivivere una situazione come quella dell’anno scorso con Brebbia e Laveno a fare il vuoto c’è e sarebbe un peccato non partecipare ai playoff: così come già avvenuto in passato, andando verso la bella stagione e trovando campi più belli, sono certo che potremo risalire. Per quelle che sono le nostre disponibilità e possibilità, comunque, siamo convinti di aver fatto un buon lavoro”.
In vista del prosieguo stagionale, qual è il messaggio del ds alla Cuassese?
“Ciò che ho scritto lunedì mattina nella chat della squadra: che abbiamo giocato un tempo di grande calcio e non è bastato, ragion per cui dobbiamo fare di più. Gli avversari non stanno a guardare, migliorano costantemente, il livello si alza sempre più e, contro le squadre forti come possiamo essere noi, tutte tendono a dare il 200%; a maggior ragione se, come nel caso della Malnatese, tra le loro file ci sono tanti ex. Il messaggio è quindi semplice: lavorare sodo in settimana, presenziare agli allenamenti e mettere l’atteggiamento giusto in partita, entrando in campo con la voglia di vincere e di rientrare negli spogliatoi per festeggiare”.
Matteo Carraro






























