
Un punto che muove la classifica, ma non l’orizzonte. Il pareggio di Cairo Montenotte ben riflette il momento del “solito” Varese: buon approccio, capacità di reagire, ma cronica difficoltà nel trasformare la prestazione in vittoria. Un copione già visto, che lascia in eredità più riflessioni che certezze. Il segnale positivo è la reazione nella ripresa, quello negativo è la conferma di una squadra che fatica ad azzannare le partite (non in senso letterale, l’approccio resta tutto sommato positivo, ma in termini di concretezza). Dopo i quattro gol di Vinovo, l’attacco si è inceppato: due reti nelle ultime uscite, entrambe arrivate da autogol, sono un dato che pesa e, in questo senso, il rigore fallito da Tentoni è solo l’episodio più evidente di un problema più profondo (non è un reato sbagliare i penalty).
Ora il calendario offre un nuovo passaggio delicato: domenica 1 febbraio alle 14.30 al “Franco Ossola” arriverà il Club Milano, squadra in netta ripresa, capace di raccogliere 7 punti nel 2026 (malgrado la sconfitta in semifinale contro la corazzata Pistoiese, anche il cammino in Coppa Italia dà valore alla crescita milanese) e reduce dalla vittoria sul Saluzzo che l’ha riportata in piena corsa salvezza (23 punti, insieme a Sanremese e Cairese). Ed è proprio qui che si annida il pericolo maggiore. Affrontare squadre affamate, che giocano con la pressione di chi deve salvarsi, è storicamente uno scenario più complesso. Il rischio, per il Varese, è quello di presentarsi con una sorta di “pancia piena” a livello mentale (la consapevolezza, ora davvero palese, di non poter vincere): un ossimoro solo apparente, se si considera che l’unico traguardo realistico resta quello dei playoff, come ribadito anche da capitan Bruzzone, ma che al tempo stesso non lascia margini di errore.
Dopo una sconfitta e un pareggio serve ritrovare la vittoria e, soprattutto, firmare il primo successo casalingo del 2026. Non tanto per la classifica, che continua a raccontare una terra di mezzo ormai definita, quanto per una questione di inerzia e credibilità: il quinto posto non è garantito, la Biellese è a -2, e ogni passo falso rischia di riaprire scenari scomodi (i playoff, per quanto ritenuti sempre fini a sé stessi, rappresentano comunque un obiettivo da perseguire). La partita contro il Club Milano è dunque uno snodo mentale prima ancora che tecnico. Vincere significherebbe rimettere parziale ordine dopo settimane di rimpianti; non farlo, invece, alimenterebbe quella sensazione di incompiuto che accompagna il Varese da troppo tempo. Meno calcoli, più concretezza: il messaggio è semplice, l’esecuzione molto meno.
A referto
Nulla da segnalare in casa Varese per quel che riguarda il Giudice Sportivo visto che in quel di Cairo Montenotte non sono arrivati cartellini gialli. Nel Club Milano mancherà per squalifica Daniele Dell’Acqua.
NOTIFICHE BIANCOROSSE
– In diffida: Bertoni, Guerini e Malinverno
– Tre ammonizioni: Bruzzone, Romero
– Due ammonizioni: De Ponti, Marangon, Sovogui, Tentoni
– Una ammonizione: Barzotti, Berbenni, Bianchi, Bugli, Qeros, Ciceri (allenatore)
Up&down: la fotografia del campionato
La supremazia ligure è sempre più evidente: né Ligorna né Vado mollano di un millimetro e il Sestri si sta staccando dalla concorrenza per ipotecare il terzo posto; la lotta playoff sembrerebbe dunque aperta a sole due posizioni con, al momento, tre candidate “forti”. Bellissima bagarre in coda con parecchie squadre attivamente coinvolte nella lotta per non retrocedere.
Andiamo a inquadrare il Girone A dopo 21 giornate.
1. Ligorna (50) – Una vittoria “da Vado” per “l’anti-Vado”: l’ex Varese Pastore purga il Derthona all’89’ (=)
2. Vado (50) – Ciccone nel finale piega il Celle Varazze. Prospettiva da ribaltare? Forse il Vado è l’anti-Ligorna (=)
3. Sestri Levante (42) – Dopo il blitz di Varese, la vittoria di prepotenza sull’Imperia incorona i liguri come terza forza del campionato (=)
4. Chisola (37) – Seconda sconfitta casalinga consecutiva (la terza del 2026): i torinesi devono ritrovarsi, e la Biellese si avvicina (=)
5. Varese (35) – “Brodino”. Ciceri trova la definizione migliore per il pareggio di Cairo Montenotte (=)
6. Biellese (33) – Colpo grosso a Vinovo: i bianconeri hanno i playoff nel mirino (=)
7. Saluzzo (29) – Anche a Pero i granata perdono: quarto ko di fila (=)
8. Valenzana Mado (27) – L’ex Varese Palazzolo segna ancora: Asti ko, tre punti d’oro (UP)
9. Derthona (26) – Prosegue il cammino difficile dei Leoni: lo spirito battagliero non basta, il Ligorna vince (DOWN)
10. Imperia (26) – Forse la sconfitta peggiore dei nerazzurri, che dà però valore al Sestri Levante (DOWN)
11. Sanremese (23) – Il gol di Djorkaeff decide una gara dal peso specifico enorme nella corsa salvezza (UP)
12. Club Milano (23) – I buoni segnali stanno venendo colti: vittoria di prestigio sul Saluzzo, Varese nel mirino (UP)
13. Cairese (23) – Un punto contro il Varese può andar bene; Floris è stato attento a sottolineare come la salvezza sia tutt’altro che scontata e i gialloblù dovranno sudarsela (DOWN)
14. Gozzano (21) – La Sanremese certifica le difficoltà rossoblù. Settimana prossima scontro cruciale con un Saluzzo in crisi (DOWN)
15. Celle Varazze (21) – Lotta ad armi pari, ma il Vado la spunta; fotografia del campionato “da incompiuto” del Celle Varazze (DOWN)
16. Lavagnese (21) – Pareggino di rigore anonimo contro la NovaRomentin; per la salvezza serve ben altro (=)
17. Asti (18) – A Valenza era una partita da vincere che non è stata vinta; l’ennesima (=)
18. NovaRomentin (13)* – Montagne russe piemontesi: il ritorno di Molluso frutta un pari che può esser prezioso, ma la classifica resta critica (=)
*= -1 di penalizzazione
Matteo Carraro


























