
Parola al ds. Sì, proprio lui, Matteo Caristina. Il direttore sportivo del Marnate Gorla, che ha appeso le scarpette al chiodo pochi anni fa imboccando la strada del “dietro alla scrivania”, una strada che per un certo verso lo tiene lontano dal rettangolo verde, ma sempre vicino alle emozioni che proprio quel rettangolo ti fa vivere.
Il progetto è serio e strutturato, con un Marnate Gorla, appunto, che comanda la classifica del girone N di Prima Categoria ma che non si limita a questo, coltivando su basi giovani e forti per dare il là ad un futuro ancora più avvincente. “Qui devo fare nomi e cognomi: Pino Mignano e Willy Colombo che ci seguono ogni domenica con famiglia e ragazzi al seguito, ma anche Ghirardello e Otranto, che appunto si occupano in toto del settore giovanile, il mio grazie va a loro per il lavoro incredibile che stanno facendo, questa società sta crescendo tanto sotto tutti i punti di vista”. “Stiamo cercando di portare l’agonistica ai regionali, ci stiamo provando con i 2010 mentre con i 2011 forse è un po’ più difficile, ma ci siamo. Sicuramente una menzione voglio farla per gli under 21: una squadra ben allenata da Matteo Rogora che sta stupendo tutti, a -7 dalla prima della classe”.
“Permettimi subito un altro ringraziamento”. Prego. “Ad Emilio Riccio, Alessio Ruffato, Laura e Doriano che fanno parte dello staff, senza di loro saremmo persi”.
Ringraziamenti fatti, partiamo. E tuffiamoci fra i grandi. Come sta andando la prima squadra? Ti aspettavi di essere lì a questo punto della stagione?
“Onestamente sì, me lo aspettavo. Abbiamo costruito una formazione completa, ben rinforzata anche a dicembre, con l’idea di competere sia in campionato che in coppa. Vincere non è mai facile, ma stiamo dimostrando di essere pronti a giocarci obiettivi importanti”.
Una rosa completa, come dici tu, fatta anche di tanti nomi noti nel panorama del calcio dilettanti, era impossibile nascondersi già alla vigilia. Ma questo è più un vantaggio o un rischio?
“È un’arma a doppio taglio. Qui ci sono giocatori che conosciamo bene più o meno tutti, ma il nome da solo non basta: serve lavoro quotidiano e, se è vero che quando vinci è tutto più facile, è vero anche che questo gruppo è esemplare. Per impegno, per serietà, per supporto costante, ad oggi non gli si può recriminare nulla”.
Un gruppo nuovo, con un allenatore nuovo, Rocco Amendolara. Come ti trovi con lui?
“Senza troppi giri di parole, è l’acquisto più importante. Ha carisma, preparazione e una gestione perfetta del gruppo, i ragazzi sono innamorati di lui. È affiancato da Paolo Semenzato, il suo secondo, insieme stanno facendo un lavoro eccezionale. Io non entro mai sulle questioni di campo, non ce n’è bisogno, siamo in buonissime mani”.
Cosa ti ha convinto definitivamente di questo tecnico?
“Mi ha convinto sul campo perché nel suo passato, nonostante la giovane età, aveva già esperienze importanti anche se la svolta l’ha ottenuta con il suo lavoro alla Folgore Legnano. L’anno scorso contro di loro la partita l’ha vinta lui, ho visto delle mosse tecniche che mi hanno colpito e mi hanno fatto capire che potesse essere l’uomo giusto. Ha una fame di calcio incredibile, è innamorato del suo lavoro, di ciò che fa, è maniacale, studia tutto nei minimi dettagli. E poi davvero i ragazzi sono affascinati dai suoi modi, da ciò che gli propone, li porta tutti dalla sua parte: non ho mai visto gente come Izzo e Stefanazzi, giusto per citarne due, così tanto legati ad un allenatore”.

Capitan Izzo, volevi dire…
“Un leader. Anche domenica scorsa ci ha trascinato lui. Il mister è persino riuscito a plasmare il suo carattere fumantino, ho detto tutto. Ma poi è in formassima, il tempo per lui non passa, anzi ogni tanto gli dico: “In questi due anni sei persino più in forma di quando giocavamo insieme”, siamo contenti del suo apporto e del suo atteggiamento”.
A parte lui, c’è un giocatore che ti sta stupendo particolarmente?
“Ferrenti. Un ragazzo d’oro, un professionista esemplare, si allena sempre al massimo. È un esempio per i giovani e per lo spogliatoio, ci sta anche togliendo qualche castagna dal fuoco e spero ce ne tolga altre. Però voglio anche citare Migliorati, centrale di difesa 2000. Non giocava da sei anni. Ha rotto due volte il crociato, per me è già una vittoria vederlo star bene e vederlo allenarsi, ci sta dando una mano ma sono certo si ritaglierà il suo spazio fino alla fine”.
E di te che ci racconti? Come ti trovi nel ruolo di direttore sportivo?
“Molto bene, è la mia strada. L’anno scorso è stato più complicato, era il mio primo anno e venivo dal campo, ero forse ancora troppo legato a quella parte lì. Quest’anno è diverso, il mister lavora, io intervengo quando serve, mettendo sempre i rapporti umani davanti a tutto. Ho imparato tanto dalla passata stagione, ma non si smette mai di imparare in questo sport, ogni domenica raccogli qualcosa. Quest’anno devo dire che è più teso rispetto allo scorso ma anche più soddisfacente”.
Qualche direttore mi dice che soffre di più perché non riesce a sfogarsi sul campo, anche per te è così?
“Devo dire la verità, la fatica degli allenamenti non mi manca affatto, la domenica sì, invece, ma ho trovato il mio equilibrio. Gioco a padel il lunedì, così mi sfogo, e la partita la guardo da solo in tribuna, non parlo praticamente con nessuno”.
Quest’anno c’è stato anche un cambio di girone, nel senso che il classico girone A è stata smembrato mischiandolo in parte con il comasco, in parte con il milanese. Tu come ti stai trovando?
“Conoscevo queste squadre da giocatore ed il livello, a mio avviso, era più basso. Oggi non è più così, ma credo che siano stati composti due gruppi forti, c’è molto equilibrio, senza contare che per noi logisticamente parlando è l’ideale. Da noi cito Accademia Bustese, che incontreremo domenica, Pontevecchio e Vela Mesero. Credo sarà una corsa a tre, e credo si deciderà tutto alla fine, ma occhio anche al Vela perché mi ha stupito parecchio il loro mister, Giuseppe Fusco, ha preso in mano la squadra che aveva una manciata di punti e guarda ora dove sono”.
Tornando a voi, sempre parlando con il vostro allenatore mi ha detto: “L’obiettivo è andare in Promozione, abbiamo tre porte per farlo, una delle tre va centrata”. Sei d’accordo?
“Possibilmente anche due (ride ndr). Vincere è bello e difficile, lo sappiamo tutti, ci piacerebbe vincere il campionato tanto quanto la Coppa Lombardia (mercoledì 4 febbraio ottavi di finale Valceresio – Marnate Gorla), a me è successo da giocatore quando ero al Cairate, un’emozione indescrivibile, mi piacerebbe viverla anche da ds”.
Prima della Coppa, però, c’è l’Accademia Bustese domenica, scontro al vertice. Sensazioni?
“Vorrei giocarla io. Mi auguro venga vissuta serenamente e mi auguro si veda un bel calcio, ma è troppo presto per essere decisiva, peserà, certo, ma il campionato è ancora lungo”.
Guardando al 2026, cosa ti auguri?
“Di festeggiare”.
Mariella Lamonica




















