
Quello del Varano Borghi è per certi versi un campionato a due facce, ma il percorso dei rosanero ha portato la matricola a consolidarsi a metà classifica del Girone X di Seconda Categoria lanciando già a inizio febbraio la volata salvezza. Certo, al traguardo manca ancora tanto, ma le premesse positive non mancano e la fiducia è di casa in quel di Varano. A maggior ragione dopo le ultime prestazioni che, a seguito di un periodo buio dal punto di vista dei risultati, hanno permesso di consolidare il gap nei confronti della zona che scotta.
Vittoria sul Casbeno in un cruciale match point, ko di misura a Caravate giocandosela sempre alla pari, e pareggio a Caronno contro l’attuale terza forza del campionato. La classifica recita un +1 sulla zona playout, ma il calcolo va fatto tenendo conto del +13 e del +14 sulla penultima e sulla terzultima, un vantaggio che ad oggi varrebbe la permanenza diretta in categoria (con un distacco pari o superiore a 6 punti non si effettueranno gli spareggi salvezza).
Discorsi di cui Alessandro Broggi è ben consapevole, ma il centrocampista classe ’96, leader tecnico e caratteriale protagonista della cavalcata che ha portato i rosanero a trionfare nei playoff di Terza Categoria, preferisce guardare esclusivamente alla sua squadra, reduce da un pareggio che, forse ancor più di una vittoria, ha dato entusiasmo e fiducia al gruppo: “La squadra è in forma e stiamo provando a risollevarci dopo una seconda metà del girone d’andata che non è stata un granché. Inutile fare calcoli, vogliamo scendere ogni domenica in campo per dare il massimo”.
In generale com’è stato l’impatto con la categoria?
“Facile dire positivo all’inizio, meno dopo. Complessivamente, però, sapevamo di doverci inserire in un campionato di ottimo livello: il nostro gruppo storico è formato da ragazzi che, come me, sono abituati e conoscono questi lidi, ragion per cui ad oggi siamo in linea con l’obiettivo di difendere la categoria”.
Chiaro che negli occhi di tutti resti un avvio di stagione stellare. Poi qualcosa si è inceppato, il motivo?
“La premessa è che da neopromossi è comprensibile attraversare un momento di flessione, nel nostro caso accentuato dal fatto che abbiamo perso giocatori importanti per infortuni, su tutti mio fratello Alberto, ma anche Lombardo e tanti altri che fanno la differenza. In ogni caso, siamo stati bravi a restare compatti e andare avanti nonostante le difficoltà anche nei momenti in cui i risultati non arrivavano”.
Nella prima parte della stagione c’era il sogno, magari non detto troppo ad alta voce, di poter stare nelle primissime posizioni?
“Ovviamente quando vedi che i risultati arrivano e la classifica sorride ti senti in dovere di provarci, ma noi abbiamo sempre mantenuto i piedi per terra: siamo una squadra imprevedibile perché, oltre a noi vecchietti, c’è un bel mix dato dalla quota giovane che porta freschezza e frizzantezza. Credo non sia facile per nessuno affrontare il Varano Borghi”.
Ad oggi, comunque, c’è un discreto gap su Casbeno e Concagnese, le squadre (al momento) da tenere maggiormente d’occhio in ottica playout: quale sarà la quota salvezza?
“Per essere tranquilli credo possa assestarsi sui 35/36 punti, ragion per cui ce ne mancano ancora una decina abbondante da portare a casa. Inutile sottolineare che la salvezza deve essere nelle nostre corde e faremo di tutto per arrivarci il prima possibile”.
Nel complesso, che ambiente è Varano?
“Una piazza stupenda, a cominciare dalla società per arrivare ad un gruppo di giocatori davvero unito, passando soprattutto per una tifoseria eccezionale che riesce sempre a darci quella spinta in più. È difficile non far bene in un contesto del genere”.

A livello personale, il tuo innesto a metà della scorsa stagione ha dato una spinta in più; come ti sei trovato e come sta andando quest’anno?
“Da Angera ho deciso di passare al Varano soprattutto per il legame affettivo nei confronti di un gruppo che conoscevo bene e per il progetto che la società mi ha presentato. La scorsa stagione è stata un crescendo che ci ha portati a trionfare nella finale playoff, giocata in un clima infernale grazie ai nostri tifosi che ci hanno letteralmente trascinato alla vittoria. Ad oggi mi sento bene, sto giocando con continuità come collante tra attacco e centrocampo; sono soddisfatto di ciò che stiamo facendo”.
Qual è l’aspettativa per il finale di stagione?
“Intanto pensiamo a domenica, perché contro l’Uggiatese sarà una partita fondamentale che non dovremo sbagliare. Sicuramente nelle prossime giornate si definirà sempre più la classifica: ad oggi parliamo di una graduatoria corta, con le posizioni in continuo cambiamento, ragion per cui di volta in volta ci saranno scontri diretti sempre più determinanti. Non dobbiamo mollare di un millimetro”.
Matteo Carraro






























