
Perché Varese – Brescia vuol dire soprattutto il ritorno a Masnago di Giancarlo Ferrero. Lo sappiamo, non sarà come l’anno scorso, quando si verificò all’Itelyum Arena qualcosa di unico ed irripetibile nel giorno del primo ritorno del “Gianca” nella sua Varese, ma l’emozione, il fremito, il sentimento che susciterà rivedere Ferrero su quel parquet che per anni non è stato solo la sua casa bensì parte di sé stesso e di un rapporto talmente intrinseco e profondo con una società, piazza e popolo da rimanere unico negli anni, beh sicuramente un qualcosa di forte lo lascerà. Il tutto, poi, accadrà nel giorno di San Valentino, come se il destino avesse voluto celebrare ancor di più quell’amore che mai si scalfirà tra l’ala di Bra e la gente biancorossa.
Poi ci sarà il campo ed una partita che per la Openjobmetis diventa fondamentale per non andare alla pausa con un’altra sconfitta sul groppone, che vorrebbe dire vivere tre settimane in piena apnea tra pensieri di classifica ed analisi critiche di un’ennesima stagione non soddisfacente a livello di risultati, mentre la Germani vuole prepararsi al meglio alle Final Eight di Coppa Italia. Ed allora proprio con Ferrero abbiamo fatto il punto della situazione.
Partiamo dalla vostra sconfitta con la Virtus Bologna di ieri sera, come la commenta?
“Quando incontri la Virtus sai che devi fare una grande partita. Noi non siamo stati al top, ma vanno dati grandi meriti a loro. Sono una squadra fisica e tosta, che ti sporca ogni situazione di comfort. Sono bravissimi a toglierti certezze: puoi provare delle contromosse, ma se non sei perfetto fai fatica”.
Avete affrontato da poco anche Milano, chi le ha fatto più impressione tra le due?
“Milano e Virtus hanno entrambe grandissimo talento. In questo momento, però, la Virtus mi ha dato un’immagine di grande solidità: è una squadra estremamente quadrata, fatta di fisicità e qualità”.
Anche quest’anno state facendo un grandissimo campionato come i 30 punti in classifica testimoniano. Qual è il segreto di tutto questo?
“Identifico il nostro percorso nella parola continuità. È una squadra molto simile a quella dell’anno scorso; Cotelli è stato molto bravo a continuare il lavoro fatto da Poeta, valorizzando le forze del gruppo e inserendo anche qualcosa di suo. Grande merito va alla società, che ha pensato e progettato tutto”.
Ha parlato del lavoro di coach Cotelli, lei quest’anno ha anche un ruolo di supporto proprio al coach, questo non le fa pensare di poter avere magari le qualità per allenare?
“Assolutamente no (sorride, ndr). Cotelli e lo staff non hanno certo bisogno del mio aiuto ma è vero che tra di noi c’è un rapporto eccezionale. Mi ha fatto molto piacere quello che il coach ha detto dopo la vittoria a Milano, parlando del continuo interscambio di confronto tra coach e giocatori, penso sia una cosa bellissima e che aiuta tutti a crescere ed esprimersi al meglio”.
Guardiamo ora in casa Varese, che idea si è fatto della squadra?
“Varese è una squadra che penso abbia raccolto meno rispetto a quanto ha dimostrato in campo. E’ un gruppo che ha tanto talento offensivo e secondo me ha ancora molto da dire in questo campionato. Il lavoro di Kastritis, soprattutto sulla fase difensiva, è evidente, oggi i biancorossi hanno un’identità chiara, penso ci sia del rammarico per un paio che avrebbero potuto valere le Final Eight di Coppa Italia ma ripeto, credo che Varese possa ancora dire la sua in questo finale di stagione”.
Il suo ritorno a Masnago è più atteso probabilmente della partita stessa, che però va giocata. Che gara pensa andrà in scena?
“Mi aspetto una partita ancora più combattuta rispetto all’andata, perché Varese, come dicevo, ha dimostrato solidità soprattutto in difesa nell’ultimo periodo e quando gioca in casa, e lo so bene, Masnago le da una grande mano. Noi dovremo essere bravi quei break che portano il pubblico dentro la partita, perché se poi il palazzetto si scalda giocare diventa complicatissimo. Per ciò che riguarda me, sarà una grandissima emozione, vorrei poter abbracciare tutti, ho ancora negli occhi e nel cuore ciò che accadde l’anno scorso, so che non si potrà ripetere ma sarà comunque bellissimo ritrovare tutta la gente di Varese”.
Alessandro Burin























