L’Amatori Tradate continua il suo cammino nel girone regionale e si prepara per la prossima ardua sfida che attende capitan Azzimonti e compagni. Nella seconda giornata Tradate ospiterà la formazione cadetta del Lecco all'”Uslenghi” con fischio d’inizio alle 16:00. Il punto della situazione questa volta lo fa Matteo Trucco, esperto pilone sinistro che, da cinque stagioni, dà il suo contributo alla squadra e più direttamente al pacchetto di mischia gialloblù.

La storia di Matteo è particolare: classe ’84, dopo aver mosso i primi passi nel mondo ovale al Borgo Poncarale, ora Gattico Rugby, Trucco ha smesso di giocare nel 2010 all’età di 26 anni per ragioni lavorative e familiari, per poi riprendere nel 2019 avviando la sua esperienza tradatese. In poco tempo Matteo è diventato un punto di riferimento in prima linea, un reparto consolidato al Tradate e che negli ultimi anni ha regalato molte soddisfazioni agli allenatori. Matteo Trucco spiegherà il momento del suo Tradate e ovviamente andremo a scoprire pareri e pensieri di un giocatore che, come dice lui stesso, è alle sue ultime battute ma a quasi 42 anni è ancora lì a giocare e a mettersi in gioco in uno degli sport più duri e crudi come il rugby.

Cosa ti aspetti dalla prossima sfida contro Lecco?
“Lecco è una squadra tosta, ma mi aspetto un riscatto da parte della squadra dopo la sconfitta con Seregno dove non abbiamo applicato il nostro piano di gioco e abbiamo subito una battuta d’arresto. Sono certo del fatto che possiamo fare bene, le potenzialità ci sono, dobbiamo tradurle in pratica”.

Quale obiettivo avete come squadra in questo girone?
“Vogliamo vincere delle partite ed essere una squadra competitiva. Dobbiamo essere ossessionati dall’idea di miglioramento ed essere protagonisti”.

Il tuo obiettivo personale invece?
“Voglio migliorare, crescere insieme alla squadra ed essere un punto di riferimento in mischia”.

Giochi in prima linea, cosa ti piace di più di questo ruolo?
“Mi piace tutto di questo ruolo. La mischia chiusa richiede un grande sforzo fisico, ti toglie tante energie e in effetti ne hai meno in giro per il campo rispetto agli altri. Il pilone è comunque un ruolo che mi ha sempre esaltato, la sensazione più bella arriva quando porti indietro il pilone avversario e garantisci dominio e avanzamento alla tua mischia”.

Cosa pensi di fare in futuro?
“Ora penso alla stagione corrente. Molto probabilmente smetterò a fine campionato, ho in mente la data del 12 aprile, quando giocheremo la nostra ultima partita in casa contro Varese e in quell’occasione potrò giocare e salutare per l’ultima volta il nostro pubblico. L’anno prossimo mi piacerebbe rimanere qui all’Amatori e rivestire un ruolo più formale all’interno del club, quindi fare qualcosa di operativo e pratico per aiutare il movimento tradatese. Mi sento parte di questo club, fare questo sport non può essere considerato un passatempo, non è come andare in palestra, c’è un gruppo, tanta unione e tanti dettagli che hanno un impatto enorme e rendono il rugby quello che è”.

Stefano Sessarego

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