
Un cambio in panchina riesce sempre a dare in qualche modo una scossa. Se a questo aggiungiamo la voglia di rivalsa da parte di un gruppo che sa di non meritare questa classifica, ecco spiegato come la Borsanese di mister Paolo Bellotta è riuscita a compiere l’impresa quasi impossibile di rallentare un Samarate lanciatissimo da undici vittorie consecutive. L’1-1 al triplice fischio non va ovviamente a risolvere la precaria situazione di classifica dei bustocchi, ma rappresenta un nuovo starting point per la volata finale che vedrà la Borsanese provare a raggiungere la salvezza attraverso nove tappe cruciali.
“Può e deve essere un nuovo punto di partenza” sentenzia Gianluca Brogioli, colonna portante della squadra che, di fatto, è appena rientrato in gruppo dopo una prima parte di stagione alquanto travagliata. “È quello che ci siamo detti fin dal primo istante della partita – prosegue il difensore classe ’95 – e, più in generale, nel corso della settimana che ci ha accompagnati al match. Sapevamo di avere di fronte una grande squadra, ma l’abbiamo affrontata come qualsiasi altra sfida: non avevamo ansia, bensì solo voglia di tradurre in pratica ciò che avevamo provato in allenamento. L’atteggiamento ha fatto la differenza, senza dimenticare che il Samarate contro di noi ha sempre fatto fatica”.
Il cambio in panchina ha influito?
“Sicuramente l’avvicendamento tra due mister dà sempre una scossa allo spogliatoio. A differenza di molti miei compagni conoscevo già mister Bellotta: l’amalgama con la squadra deve ovviamente ancora formarsi, ma per tutta la settimana è stato bravo a trovare le parole giuste e a farci lavorare su quelli che sono i nostri punti deboli, su tutti il coraggio di concludere. Ha sicuramente dato uno sprono importante in allenamento, abbiamo resettato quanto successo prima e ci siamo detti di avere l’obbligo di costruire il massimo per il nostro obiettivo. Sappiamo di non valere queste posizioni, ma le difficoltà sono state innegabili, e sarà nostro dovere cambiare passo; contro il Samarate è arrivata una prima risposta importante che dovrà trovar seguito nelle prossime uscite. Il mister è carico, noi anche”.
Per l’appunto, fin dal principio l’obiettivo della Borsanese era quello di conquistare una salvezza. L’auspicio era però di farlo in maniera molto più tranquilla.
“Innegabile. Rispetto alle scorse stagioni siamo partiti con una rosa più strutturata a livello qualitativo rispetto agli anni precedenti e puntavamo a salvarci il prima possibile per poi ragionare di conseguenza; purtroppo, nel calcio è raro che le cose vadano come pianificato. Tra infortuni, difficoltà di campo e quant’altro ci siamo ritrovati in questa situazione: un risultato negativo tira l’altro e, pur sforzandoci di uscirne, puntualmente ci ritrovavamo punto e a capo nel momento in cui subivamo il primo gol. Molti risultati possono essere definiti bugiardi proprio perché ci spegnevamo andando sotto: demeriti nostri, sia chiaro, ma non siamo così inferiori rispetto alla concorrenza”.
Tra l’altro, anche a livello personale è stata per te una stagione difficile.
“Purtroppo, ho avuto una serie di problematiche che mi hanno tenuto fuori per tutto il girone d’andata… e il girone di ritorno non è certo iniziato nel migliore dei modi. Avendo al braccio la fascia di capitano, che abitualmente è di Pastanella, ho anche detto alla squadra che se avessimo continuato così me la sarei tolta (ride, ndr); chiaro che è presto per parlare, ma ogni giorno che passa mi sento meglio e sono certo che tutta la squadra è pronta a risollevarsi per centrare la salvezza”.
Fascia a parte, raggiungere questo traguardo che valore avrebbe per te?
“Sono nato e cresciuto alla Borsanese, eccezion fatta per una parentesi all’Arconatese. Personalmente mi rode il fegato quando perdiamo: oltre all’aspetto calcistico subentra un fattore umano, perché io e tanti altri che siamo qui da quando avevamo otto anni siamo proprio affezionati alle persone che fanno parte della Borsanese. Ho l’obbligo implicito di lottare fino alla fine per tenere questa squadra in Seconda Categoria”.
Classifica alla mano, nelle prossime nove partite ci saranno almeno cinque scontri diretti (Ardor, Arsaghese, Azalee Gallarate, CAS Sacconago e Lonate Pozzolo): credete nella salvezza diretta?
“Assolutamente sì: quelle cinque partite sono da vincere ad ogni costo per poterci costruire il margine necessario a difendere la categoria. Ad oggi abbiamo sette punti di ritardo dall’Arsaghese: non vogliamo fare i playoff, proveremo l’impossibile per salvarci direttamente”.
Il primo step, però, dovrà essere compiuto a Somma.
“Dopo il Samarate affronteremo subito un’altra big, ma proprio la partita di domenica scorsa dimostra che ce la possiamo giocare con chiunque: certo, abbiamo sofferto, un grazie a Borriero e alle sue parate dobbiamo rivolgerlo, ma siamo sempre stati in partita portandoci a casa un punto meritato. All’andata con la Sommese avevamo vinto 2-1: proveremo a ripeterci. Prima abbiamo parlato giustamente di scontri diretti, ma come ho già avuto modo di dire dovremo affrontare ogni sfida allo stesso modo perché abbiamo un obiettivo e vogliamo raggiungerlo”.
Matteo Carraro






























