
Eleganza e certezza. Come lo definireste un giocatore che non sbaglia nei numeri, non sbaglia nei colpi, né tanto meno nella bellezza di quel mancino che disegna, incanta e fa gol?
Francesco D’Ascanio, classe ’94, attaccante dell’Antoniana da quattro anni a questa parte, c’è una cosa che fa benissimo ed ogni anno, sistematicamente, lo dimostra. Forse lascia agli altri le “copertine patinate”, mentre lui si prende gli elogi quelli non gridati ai quattro venti ma sussurrati appena, quelli più onesti, per intenderci. E quegli elogi, d’estate, si trasformano in telefonate ininterrotte di preghiere e convincimenti. “Cosa succederà in futuro non lo so, ragiono di anno in anno, quando mi chiamano sono sempre lusingato, ma per adesso sto bene qui e voglio dare tutto per l’Antoniana, è una società seria, sana, che ti dà ciò che ti promette”.
Entriamo nel merito di questa stagione e del vostro percorso. Soddisfatto di quanto sta facendo l’Antoniana?
“Devo dire di sì, soprattutto per come siamo partiti. Oggi ci godiamo il 6° posto, che è un 6° posto che fa gola perché un passettino più in su ci sono i playoff. Sappiamo tutti benissimo qual era l’obiettivo iniziale della società, ovvero salvarci, e abbiamo lavorato per quello, però sognare è gratis, proveremo a sognare fino alla fine”.
Cosa non ha funzionato inizialmente?
“La società ha fatto una scelta ben precisa, di puntare sui giovani, e quando hai tanti giovani, per di più nuovi, devi anche amalgamarli, ci vuole tempo, pazienza, senza contare che la preparazione è stata tosta, abbiamo avuto le gambe imballate un po’ più a lungo del solito, anche quello ha inciso”.
La svolta, nemmeno a dirlo, l’hai data tu, con un gol al 95’ nel match con il Valle Olona.
“Un tiro da fuori che è valso il 3-2 finale. Sì, devo dire che da lì qualcosa è cambiato, abbiamo acquisito più fiducia e scalato posizione, oggi siamo dove meritiamo di stare”.

Che cosa pensi, invece, di questo girone? Ti piace?
“È tosto, ma anche molto equilibrato. A me fa ancora strano vedere Folgore Legnano e Valle Olona così in basso, sono ottime squadre con nomi importanti, abituate a lottare per altri obiettivi, ed invece oggi stanno cercando di costruirsi la propria salvezza; questo dimostra anche il livello di questo campionato. Chi vince? Sicuramente il Marnate Gorla ha qualcosa in più, ottimi giocatori, un bel calcio, non sono primi per caso. Diciamo che un euro lo scommetterei su di loro ma attenzione al Pontevecchio, altra squadra molto forte che lotterà fino alla fine”.
Veniamo a te. Qual è il tuo segreto? 18 gol in 21 partite non sono un bottino da tutti i giorni, anche se negli anni ci stai abituando bene.
“Sai come la vivo io? Come un giocatore che ha sempre meno tempo davanti a sé per questa ‘carriera’ e che deve dare qualcosa in più. Tutti mi dicono, dove li trovi gli stimoli? Eppure, sono quasi più stimolato adesso, perché amo giocare a calcio ma so che non lo potrò fare per sempre”. “Ad ogni modo in primis c’è il bene della squadra. Il mio far gol non può essere fine a se stesso, devo accompagnare il percorso di questo gruppo, giovanissimo, ma promettente”.
Gruppo di cui sei un senatore.
“Io non sono un giocatore vecchio stampo, sono tranquillo, e penso che questo possa confermarlo chiunque. I più giovani mi chiedono, ogni tanto li rimprovero magari nel momento di massimo agonismo ma so che nutrono rispetto nei miei confronti. Il mister mi porta sul piedistallo e loro di conseguenza”.
A proposito di mister Senziani: premesso che mi assumo la responsabilità di ciò che ti sto chiedendo, ma come fai a sopportarlo? O vi sopportate a vicenda? (con ironia ndr)
“Sopportare me è facile, lui un po’ meno (ride ndr). Battute a parte, mi conosce da quando sono un ragazzino ed io altrettanto conosco lui. Per me è un papà dal punto di vista calcistico, ne sa un sacco, tiene bene insieme il gruppo, ha sempre la battuta pronta e dopo una giornata di lavoro è quello che ci vuole. È così. O lo ami, o lo odi. Io ho scelto la prima”.
Cosa c’è nel futuro di Francesco D’Ascanio?
“Io vivo anno per anno. Confesso che ho molto supporto dalla mia famiglia, mio suocero Marco e mio cognato Stefano sono i miei primi sostenitori, mi seguono sempre, e questo non è scontato. Ma nel mio futuro spero ci sia anche mio figlio Christian al campo a tifare per me, adesso ha solo nove mesi, con il freddo è un po’ complicato averlo vicino, magari in primavera…”
Di questo passo ti tocca segnare ancora un po’ ed allungare la stagione.
“Credo che le due cose debbano andare di pari passo se vogliamo andare oltre. A maggio fa pure un anno. Ma non farmi dire altro, sono troppo scaramantico, però te l’ho detto ‘sognare è gratis’, noi ci proviamo ma se non dovesse succedere saremo comunque orgogliosi di una stagione che ci sta dando tanto”.
Il futuro imminente è la gara con l’Accademia Bustese. Che partita ti aspetti?
“Sono una squadra che gioca bene, tosta, sul nostro campo sarà pesante, ma noi non possiamo mollare un centimetro, davanti corrono, c’è anche il Vela Mesero, non possiamo farli scappare”.
Mariella Lamonica




















