Serviva una prova da grande per uscire da Udine con i due punti e la Pallacanestro Varese ha fatto questo e anche di più, ribaltando anche il -7 dell’andata, trionfando 81-92 sul parquet del PalaCarnera. Andiamo a vedere voti e giudizi di serata in casa biancorossa.

Stewart 6: La discontinuità continua ad essere il vero tallone d’Achille di Carlos, più che giustificata però al primo anno in Europa da professionista. Nel primo tempo è elemento preziosissimo per efficacia ed intensità nel portare pressione difensiva sul primo portatore di palla bianconero, recuperando possessi e convertendoli in transizioni veloci. Nella ripresa si perde e cala di presenza con il passare dei minuti, anche perché “oscurato” da una prova davvero importante di Iroegbu che toglie ovviamente spazio e possessi dalle mani dell’ex Hamburg.
Alviti 7: Prova solida e concreta dell’ala di Alatri che trova linfa dal tiro da oltre l’arco dove colpisce con il 40% complessivo e fa pesare all’APU l’assenza di un giocatore come Bendzius. In difesa dà presenza e prova a dare una mano in un pitturato completamente dominato però dalla coppia Mekowulu-Spencer.
Moore 7.5: L’atletismo e l’energia che riesce a portare sul parquet, in Italia, forse le si ritrovano solo in Niang (quello della Virtus Bologna). Il piano difensivo che Kastritis costruisce, fatto di pressione e aggressione sugli esterni bianconeri passa ovviamente in primis da lui, bravissimo nell’andare a sporcare tanti possessi avversari, trasformandoli in scorribande che lo lanciano spesso e volentieri al ferro. Nel finale, poi, è determinante, quando a due minuti dal termine trova una doppia giocata composta da jumper offensivo e stoppatona difensiva che chiudono i conti e regalano a Varese due punti d’oro.
Assui 5.5: Soffre l’accoppiamento con Spencer quando Kastritis lo utilizza da ala grande nel quintetto mignon del secondo quarto e paga la solita poca pericolosità offensiva, con soli tre tiri tentati in 19 minuti di utilizzo. A migliorare il voto è solo l’efficacia a rimbalzo, dove è uno dei migliori dei suoi con 5 carambole conquistate.

Nkamhoua 8: L’aria di casa ha fatto benissimo a Olivier che dopo aver giocato due gare di qualificazione ai Mondiali 2027 assolutamente da protagonista con la sua Finlandia anche con Varese mette in campo una prestazione da top assoluto, fatta di presenza fisica, sostanza ma soprattutto precisione balistica, tirando come un cecchino da oltre l’arco come il 4/5 finale dimostra.
Iroegbu 8: Come con Brescia prende in mano le sorti della OJM e ne plasma un’altra vittoria pesantissima. Con la Germani l’istantanea del suo match fu ovviamente la penetrazione finale che regalò il trionfo ai biancorossi, oggi è il canestro da 8 metri segnato a fine terzo quarto che in un momento complicato per i biancorossi ha avuto il duplice effetto di dare entusiasmo ai suoi compagni e infliggere una vera e propria mazzata al morale dei ragazzi di Vertemati. Prima e dopo, poi, c’è tantissimo in una prova da leader fatta di 20 punti, 6 rimbalzi e 6 assist.
Renfro 6: Siamo sempre lì, al problema nella gestione dei falli che lo limita pesantemente e che è una zavorra non indifferente anche per Varese. Nel primo tempo gioca solo 3′ a causa di due falli commessi in un mane, Kastritis lo panchina e Mekowulu si lecca i baffi come Winnie The Pooh davanti ad un bel vasetto di miele che in questo caso è il pitturato biancorosso dove il lungo di Udine banchetta senza problemi. Nella ripresa il ritorno tra le rotazioni di Nate cambia la solfa, con il 15 biancorosso che dà equilibrio come nessun altro alla squadra, facendo, stasera, poco spettacolo e tantissima sostanza.
Ladurner 6: Come i minuti in campo, senza infamia e senza lode.
Freeman 5: Spiace davvero ma con la prova di Brescia ancora in mente e dopo 3 settimane di lavoro ci si sarebbe aspettati un impatto ben diverso da quello fornito dal numero 55 che, oltretutto, continua a sparare a salve a più non posso. Per una Varese che ora può davvero lottare per un posto playoff c’è bisogno di qualcosa di più.

Alessandro Burin

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