
Vittoria e primato. Varese Academy ha centrato la missione che si era posta prima di questo weekend che l’ha vista trionfare nel big match di giornata contro Cermenate.
Un successo che ha messo in luce tutte le qualità della squadra allenata da coach Andrea Gardini, diretta sempre più verso quel sogno chiamato B Interregionale. Il cammino da percorrere è ancora lungo e molto più tortuoso di quanto non lo sia stato finora, perché si sa che da marzo in poi, a maggior ragione per le squadre che fanno il doppio campionato U19 Eccellenza – Serie C, questo momento della stagione diventa il più complicato a livello di gestione dello sforzo e dei carichi.
Di tutto questo abbiamo parlato proprio con l’allenatore biancorosso per fare un punto della situazione in casa Varese Academy, dando anche un occhio a quelle che possono essere le strategie future già in atto.
Coach partiamo dal successo da primato con Cermenate: qual è stata la chiave di volta del match?
“Credo che la prima cosa sia stata il carattere e la profondità. Poter ruotare a 12 con tutti che portano qualcosa alla causa credo sia un’arma non indifferente, considerando che per tutto il campionato siamo stati a ranghi ridotti. Poi c’è stata la difesa e il controllo dei rimbalzi che ci hanno permesso di poter giocare il nostro basket in attacco. Peccato solo essere andati dal +14 al +2 condizionati dai falli di Ewanke”.
Dopo l’addio di Seini, il suo ruolo mi pare chiaramente sia stato preso da Nantah, concorda?
“Emotivamente mi viene da risponderti di sì, perché in questo momento sta giocando ad un livello superiore soprattutto per durezza mentale. Più che Seini, però, il vero leader era Pinzi e credo sia ingiusto non considerare anche tutti gli altri che stanno alzando il loro livello.
Stiamo avendo prestazioni di alto livello come gruppo più che come singoli”.
Ora inizia la fase più complicata della stagione tra U19 Eccellenza e C, come proverà a dosare le forze?
“Difficile farlo (sorride, ndr). Le partite ora non permettono più di togliere minuti ai giocatori chiave. La fortuna è che con la C abbiamo 3 giocatori che non fanno campionato U19. Ci stiamo concentrando principalmente sul lavoro individuale, togliendo qualcosa al lavoro di squadra per preservare al meglio la condizione fisica che d’ora in poi sarà determinante”.
L’obiettivo in C é provare il grande salto? Secondo lei avete tutte le carte in regola per riuscirci?
“Ci proviamo, come detto ad inizio anno, proviamo ad inseguire un sogno ed essere la prima squadra tutta Under a farcela, oltre al fatto che la Serie B ci darebbe maggiore possibilità di reclutamento. Tutto però deve essere solo una conseguenza del nostro obiettivo primario: la crescita dei giocatori. Credo che stiamo dimostrando di avere le carte in regola per provarci, ma alla fine la cosa che ci rende più fieri ed orgogliosi è che nonostante abbiamo perso i nostri due migliori giocatori durante la stagione (16 punti di media entrambi) , oltre ad altri infortuni più o meno gravi, siamo rimasti sempre nelle prime due posizioni dimostrando che abbiamo un gruppo di 15/16 ragazzi di livello e che stanno crescendo ogni giorno, permettendoci di non perdere qualità e rimanere il miglior attacco del girone”.
Negli scorsi giorni sono uscite notizie che vorrebbero Ewanke in NCAA l’anno prossimo per un buyout di 100.000 dollari, cosa può dirci a riguardo?
“Non mi occupo della parte manageriale della società, mi limito a quello che è il lavoro in palestra e quindi non sono al corrente di quello che succede al di fuori. Ronny è un ragazzo fantastico, ha una fame e un desiderio unico, è ben voluto da chiunque e fino a quando sarà qua la mia priorità rimane quella di continuare a farlo migliorare come stiamo facendo da quando è arrivato. Sarò ovviamente felice se la società dovesse riuscire a monetizzare del suo investimento: avremmo così tutti fatto il nostro dovere per valorizzare un talento incredibile e splendente come il suo”.
Alessandro Burin























