
Nelle sue mani il destino di Varese. E’ la dura vita del playmaker, del leader, di chi viene scelto per guidare un’intera squadra, di chi sa di avere nei propri polpastrelli e nel proprio cervello, la responsabilità di guidare un gruppo di compagni verso i risultati prefissati.
Un peso insostenibile per tanti, non per Ike Iroegbu, che sa bene quanto contino le sue prestazioni per il presente e futuro della Pallacanestro Varese che da lui dipende in maniera quasi viscerale, come dimostrano i risultati, praticamente sincroni al suo rendimento personale.
Iroegbu, partiamo dalla vittoria con Udine, una vittoria che finalmente vi ha visto continui per 40’…
“Si’ finalmente. Abbiamo giocato una grande partita di squadra, perdendo solo 6 palloni, abbiamo fatto un grande lavoro, soprattutto muovendo molto bene la palla, coinvolgendo tutti e rimanendo sempre concentrati”.
Ha fornito la sua ennesima prova da leader fatta di punti, assist e rimbalzi. Cosa sta cambiando nel suo modo di giocare?
“Non è cambiato molto, cerco sempre di fare il meglio per me e per la squadra, giocando la mia pallacanestro, cercando di interpretare sempre al meglio i vari momenti della partita per fare poi la giocata giusta”.
Come si trova a condividere il ruolo con Stewart? Dove pensa possa crescere ancor di più la vostra intesa in campo?
“In primis dico che penso Carlos sia un ottimo giocatore. E’ il suo primo anno in Europa eppure sta facendo un ottimo lavoro. La stagione è ancora lunga, ci sono tante cose ancora che possiamo migliorare nella nostra intesa, però con lui ho un bel rapporto, parliamo molto e penso che in campo questo si veda quando giochiamo insieme”.
Crede nell’obiettivo playoff?
“Io credo nella crescita giorno dopo giorno. E’ chiaro che i playoff sono un obiettivo che vorremmo raggiungere, ma il mio motto, che poi è anche quello del club, è “vinci il giorno”, che vuol dire cerca di fare il tuo meglio ogni allenamento e ogni partita, senza guardare troppo in avanti”.
Il futuro è ancora lontano ma le piacerebbe continuare a giocare a Varese? Magari dispuntando anche una coppa europea…
“Come ho detto prima, penso giorno per giorno e penso che pensare all’anno prossimo sarebbe sbagliato in questo momento. Voglio concentrarmi solo su quello che dobbiamo fare in campo da qui al termine del campionato, poi il tempo per pensare all’anno prossimo ci sarà”.
Adesso arriva una partita molto importante contro Treviso, squadra che lei conosce molto bene. Quale sarà la chiave del match?
“Penso che sarà la stessa di Udine, ossia giocare il nostro basket insieme, facendo bene come gruppo, rimanendo uniti e concentrati per 40’”.
Alessandro Burin























