Troppo tardi. Considerazione valida per ieri e (più complessivamente) per tutta l’annata biancoblu. Perché a Lumezzane sarebbe servita una Pro Patria così dal 1’ (e non dal 25’ o quello che è stato) e in campionato una sterzata (di prestazioni, non di risultati), come quella a cui si assiste da qualche settimana sarebbe stata necessaria almeno 2 mesi fa. Purtroppo, ora siamo probabilmente fuori tempo massimo. A 6 giornate dalla fine (18 punti a disposizione), con 3 lunghezze da recuperare sulla Virtus Verona e 6 sulla Pergolettese, le residue possibilità di agganciare i playout sono ormai patrimonio dell’imponderabile. Logica e buon senso vanno in direzione opposta. Cioè, in quella già imboccata dalla Triestina. Ma nella metonimia stagionale del “Saleri” quello che è davvero mancato è stata banalmente la mira: 13 tiri a 9 per i bustocchi, con proporzioni opposte (3 a 5) quanto a quelli nello specchio (fonte SkySport). Ieri in 90’ la Pro Patria ha concluso 10 volte fuori bersaglio. Spesso, da buonissima posizione. Creare così tanto e non fatturare lo straccio di un gol è peccato imperdonabile. Persino superiore al non costruire nulla. Domenica brunch allo “Speroni” con il Lecco (ore 12.30). Solo vincere darebbe un senso compiuto alla successiva trasferta di Crema. Diversamente, sarebbe già tempo di bilanci. Definitivi.              

Presto che è tardi

Sabato mattina in occasione della conferenza stampa della vigilia, il tema posto era se non siano stati troppi 2 mesi per modellare una squadra sui propri principi. La risposta di Francesco Bolzoni non necessita di didascalie: “Due mesi sarebbero come luglio e agosto quando c’è il tempo di lavorare prima del Campionato”. Ecco, appunto. Le magagne del 2025/26 biancoblu sono tutte lì. Mercati (estivi e di riparazione) compresi. Ma tornando alla 32^, l’analisi del tecnico lodigiano è in parte un’assunzione di responsabilità: “Nel primo tempo abbiamo regalato 25 minuti. Siamo venuti fuori alla fine. L’attacco ha avuto occasioni importanti. Si parla spesso della difesa, ma in avanti siamo stati poco cinici. Bisogna tirare quando c’è la possibilità. Mi prendo la responsabilità del primo tempo. Volevo Renelus di punta per prenderli in velocità. Ho fatto quella scelta prima di mettere Mastroianni. Finché la matematica non ci condanna, non bisogna molare un centimetro”. Alla voce ritardi e dintorni, la posizione di Alessandro Di Munno è sovrapponibile a quella del suo allenatore: “C’è rammarico visto gli altri risultati. Abbiamo concesso i primi 20/25 minuti. Ma ci abbiamo provato sino all’ultimo. Voglio vedere anche gli episodi da rigore perché sul primo contatto si è proprio sentito il rumore dal campo. La squadra ce l’ha messa tutta. Abbiamo 4/5 occasioni nitide che dovevamo sfruttare. Avessimo pareggiato, potevano anche andare a vincere perché loro hanno fatto veramente poco. Non dobbiamo piangerci addosso. Ci proveremo sino all’ultimo”.  

L’Unione fa la retrocessione                         

Ormai era solo una questione di fredda aritmetica. La sconfitta con la Pro Vercelli ha certificato la retrocessione in D della Triestina. La zavorra dei 23 punti di penalizzazione aveva già reso improponibile ogni alternativa al ritorno tra i dilettanti dopo 9 stagioni. Per effetto della dissennata gestione societaria, s’intende. Sempre a proposito di traguardi anticipati, questa sera (ore 20.30) davanti ai 13 mila del “Menti” il Vicenza di Fabio Gallo ha il primo match point Serie B sulla racchetta. Battendo l’Inter U23 dell’ex Stefano Vecchi il Lane ritroverebbe la cadetteria dopo 4 anni. A naso, si faranno le ore piccole sulle rive del Bacchiglione.         

Giovanni Castiglioni 
(interviste a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)
(foto FC Lumezzane Official Facebook)

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